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Botta e risposta social tra la sorella del boss Gionta e il sacerdote sull’omicidio Siani

Dura replica di Carmela Gionta al post di don Ciro Cozzolino in ricordo del giornalista de Il Mattino. Sullo sfondo il peso giudiziario dell'assoluzione del capoclan Valentino
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Napoli e Torre Annunziata di nuovo nel cono d’ombra di una tensione che unisce il passato insanguinato della camorra e le nuove fibrillazioni criminali. A riaccendere la miccia, questa volta nel recinto virtuale dei social network, è uno scontro frontale a distanza tra la famiglia del boss Valentino Gionta e la chiesa anticamorra, sullo sfondo di un territorio che fa i conti con blitz recenti, faide aperte e fantasmi giudiziari.

Lo scontro social: l’attacco della sorella del boss e il “mai” del sacerdote

Il terreno dello scontro è una discussione nata attorno alla figura di Giancarlo Siani, il cronista de Il Mattino trucidato dalla camorra il 23 settembre 1985. Carmela Gionta, sorella del capoclan storico Valentino Gionta, ha affidato a un commento social tutto il suo fastidio e la insofferenza per il ricordo perenne della vittima, rispondendo in modo piccato a un post pubblicato da don Ciro Cozzolino — sacerdote e storico ex referente di Libera a Torre Annunziata.

“Dite sempre le stesse cose avete rotto… voi e Giancarlo Siani, queste bocche non ve le cucite mai”, ha scritto la donna, mostrando l’insofferenza del clan verso la memoria civile del cronista. Immediata, netta e senza tentennamenti la replica del parroco, che ha risposto con un laconico ma perentorio: “Mai”. La notizia anticipata da Ilcorriere.it ha fatto scattare luna valanga di polemiche.

Il nodo giudiziario: l’assoluzione di Valentino Gionta e le ombre del passato

La polemica si inserisce in un contesto giudiziario e storico complesso. Valentino Gionta, attualmente detenuto in regime di 41 bis, è stato in passato al centro di una lunga e tormentata vicenda processuale legata al delitto Siani, da cui è stato infine assolto in via definitiva dall’accusa di essere stato il mandante dell’omicidio del giornalista. Nonostante le sentenze, il nome dei Gionta continua a pesare come un macigno nella memoria collettiva dell’area stabiese-torrese.

Il blitz della scorsa settimana e la latitanza del giovane Valentino

Ma la cronaca nera impone di guardare anche al presente. La polemica social si intreccia infatti con i recenti scossoni investigativi registrati la scorsa settimana nell’area vesuviana. Un blitz della Procura Antimafia di Napoli ha decimato i ranghi criminali, ma il nipote omonimo del boss — Valentino Gionta junior — è riuscito a sfuggire all’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip.

Il giovane rampollo è attualmente irreperibile e ricercato a tappeto dalle forze dell’ordine. La sua fuga si inserisce nel quadro rovente della recente mini-faida esplosa per il controllo del territorio e dei traffici illeciti contro il clan rivale del Quarto Sistema, una guerra di mala fatta di stese, agguati e intimidazioni che dimostra come la pax mafiosa a Torre Annunziata sia sempre fragile e precaria.

(nella foto da sinistra Carmela Gionta, don Ciro Cozzolino, Valentino Gionta e Gianvcarlo Siani)

Il botta e risposta social tra Carmela Gionta e don Ciro Cozzolino
Il botta e risposta social tra Carmela Gionta e don Ciro Cozzolino
Articolo modificato il 14/10/2026 alle 23:47 per revisione testo.
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