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SI RIACCENDE LA FAIDA

Rione Sanità, stesa a due passi della chiesa nel regno dei Sequino

Spari a due passi dalla chiesa di San Vincenzo: a terra tre bossoli calibro 7,65. Gli investigatori vagliano l'ipotesi di una nuova prova di forza tra l'asse Sequino-Savarese-Pirozzi e il clan Vastarella.
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Rione Sanita Stesa A Due Passi Della Chiesa Nel Regno Dei Sequino 2026 07 31
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Napoli – Tre colpi di pistola esplosi nel buio, nel cuore della notte, hanno fatto piombare nuovamente il rione Sanità nell’incubo della camorra. Erano circa le due quando gli spari hanno squarciato il silenzio nel quartiere caro a Totò.

L’allarme è scattato immediatamente: ad allertare le forze dell’ordine sono stati alcuni residenti, oltre ai militari del presidio fisso dell’Esercito. In pochi minuti una volante del commissariato San Carlo Arena è giunta sul posto, in via Sanità all’angolo con via Arena Sanità, a breve distanza dalla chiesa di San Vincenzo.

Tre bossoli a terra e nessuna traccia di feriti

All’arrivo della Polizia, degli autori degli spari non c’era già più traccia. Sul manto stradale la Scientifica ha recuperato tre bossoli calibro 7,65, ora al vaglio dei periti. Dai primi rilievi non sono stati riscontrati danni a muri, balconi, finestre o auto parcheggiate nelle vicinanze, né risultano feriti.

Gli investigatori orientano le indagini su due direttrici principali: un’intimidazione mirata a un residente della zona o una classica “stesa”, una dimostrazione di forza a scopo dimostrativo per marcare il controllo del territorio. Secondo le prime ricostruzioni, a entrare in azione sarebbero stati due uomini a bordo di uno scooter: uno dei due avrebbe estratto l’arma sparando in aria prima di far perdere le proprie tracce.

Telecamere e testimoni: scattano le indagini

Le indagini, condotte dal commissariato locale con il supporto della Squadra Mobile della Questura di Napoli, sono scattate a spronbattuto. I poliziotti hanno già acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati della zona per ricostruire la via di fuga dello scooter. Contemporaneamente si sta battendo la rete degli informatori e si cercano eventuali testimoni oculari disposti a fornire elementi utili a identificare i due pistoleri.

Il fantasma della faida tra i clan della zona

Sullo sfondo della vicenda appare l’ipotesi di una ripresa dei contrasti tra le organizzazioni criminali attive nel quartiere. Da un lato il cartello egemone nella parte centrale del rione, composto dai gruppi Sequino, Savarese e Pirozzi; dall’altro i rivali storici del clan Vastarella, radicati nella zona delle Fontanelle.

Le tensioni tra i due schieramenti hanno già una storia recente e sanguinosa: tra marzo 2024 e giugno 2025 si sono registrati ben 11 episodi gravi, scaturiti a seguito della scarcerazione di esponenti di spicco di entrambi i fronti. Una scia di violenza caratterizzata da:

Un omicidio e cinque ferimenti;

Numerose “stese” intimidatorie;

Due raid armati ai danni di un bar gestito da un parente incensurato dei Vastarella (tra cui l’episodio del 4 aprile 2024, quando gli assalitori intimorirono il personale imponendo la chiusura del locale).

Quella stagione di scontro si era chiusa con un’operazione della Dda che portò all’esecuzione di otto arresti. Contestualmente, venne anche rimosso l’altarino dedicato a Emanuele Tufano, il quindicenne ucciso da “fuoco amico” durante uno scontro a fuoco con giovanissimi del quartiere Mercato legati ai Mazzarella. Ora, dopo mesi di apparente calma, i tre colpi nella notte rischiano di riaprire una ferita mai del tutto rimarginata.

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