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Musica, calcio e identità

Alfa e D’Alessio, il mare in una canzone che unisce Genova e Napoli

Un brano inedito nato dall’incontro tra il giovane cantautore genovese e la voce napoletana. «Due città di porto, due scuole della canzone, due cuori nello stesso mare
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Alfa E Dalessio Il Mare In Una Canzone Che Unisce Genova E Napoli 2026 08 23
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Con una canzone intitolata «Genova e Napoli», altro debutto non poteva esserci. Ieri sera, a sorpresa, sul campo di Marassi, prima della sfida calcistica conclusa con la vittoria azzurra grazie ai gol di De Bruyne e Vergara, si è presentata una coppia inedita con una canzone inedita, nata nel nome di «un gemellaggio antico, tra città di mare, tra canzoni, tra squadre di calcio».

All’inizio c’era solo la voce di Alfa: «Un amore quando ami troppo/ è più difficile da mantenere/ perché noi siamo due città di porto/ non siamo fatti per rimanere». Poi è arrivata quella di Gigi D’Alessio: «Tu me cammine dint’ all’anema/ e po’ scumpare dint’ a n’attimo/ anche se siamo distanti/ non siamo diversi come/ Genova e Napoli».

L’idea di Alfa: una canzone-ponte

L’idea, la scintilla è arrivata da Andrea De Filippi, 26 anni, genovese, genoano: «Da tempo volevo fare qualcosa con Gigi, diciamo da quando mi ha battuto a Sanremo 2024 nella serata delle cover, vincendola al fianco di Geolier», spiega il giovane cantautore che ama i duetti con i colleghi seniores, da Vecchioni a Jovanotti passando per Manu Chao.

«Così quando mi è venuta in mente questa canzone-ponte ho subito cercato di coinvolgerlo nel progetto».

«È stato facile convincermi: stimo Alfa come artista e come persona, glielo avevo già confessato, e il brano, melodico come piace a me, toccava corde a me care. Ogni volta che arrivo a Genova per cantare mi sento a casa. Così Andrea è venuto a casa mia, abbiamo unito voci e staff e… il pezzo è nato senza travaglio».

Sei ore a tavola, due in studio

La nascita della canzone è stata tutt’altro che convenzionale. «Abbiamo passato sei ore a mangiare e due a registrare», ricorda il ragazzo di «Bellissimissima».

Tra i due artisti, però, ci sono molte affinità, anche sul piano musicale. «Ci uniscono tante cose, anche musicalmente: penso a maestri come Fabrizio De André e Gino Paoli, che hanno scritto e cantato in napoletano».

Un legame che, per D’Alessio, passa anche dalla tavola. «Ci unisce persino la cultura culinaria, con un piatto che si chiama genovese, ma è verace, partenopeo doc», rilancia l’uomo di «Non dirgli mai».

Due città, una stessa anima

«Due città di porto, due città che ti abbracciano quando arrivi, due importanti scuole della canzone», sottolinea D’Alessio.

Alfa guarda invece a Napoli come a un modello da seguire. «Ecco, mi piacerebbe che Genova imitasse Napoli», confessa Andrea, «nel campionato di calcio, nel mondo della canzone, nello sviluppo turistico straordinario che la città sta attraversando, nell’essere al centro di una narrazione che inizia nei libri ed arriva nelle serie televisive passando per i dischi».

«L’antica Partenope una decina di anni fa ha fatto una nuova rivoluzione canora tornando al centro della scena nazionale come aveva già fatto tante volte, dalla melodia classica al neapolitan power. Ora anche la nuova scuola genovese inizia ad essere importante».

Il calcio come un’altra storia d’amore

«Noi siamo due cuori nello stesso mare/ e la nostra domenica sarà sempre speciale», si promettono nel testo i due innamorati e, idealmente, le due città.

Un legame che passa anche attraverso il calcio. «Il calcio è passione, è un’altra storia d’amore, regala gioie e dolori», conclude D’Alessio, che si è concesso due mesi di ferie.

«Grecia, Sardegna, Acciaroli… Bellissimo, con i miei piccirilli, Francesco e Ginevra… Ma pure stancante, quasi quasi mi propongo nei pianobar per scappare e… riposarmi».

Il mare che tiene insieme Genova e Napoli

Intanto c’è Marassi, il ritrovato gemellaggio tra le squadre e, poi, finita la canzone, il fischio d’inizio.

A restare è il messaggio affidato alla musica: «Io non riesco a capire gli altri come fanno/ a vedere il mare solo qualche giorno l’anno/ e a non guardare mai oltre/ perché l’orizzonte non si vede in città/ e ‘o mare ce mantene cu’ ‘e prumesse/ ma nun o sape ca tu e’ fatto fesso/ sulamente a mme/ Nun simme nuje si nun simme io e tte».

Un ritornello che diventa così il punto d’incontro tra due città lontane sulla carta, ma vicine per storia, cultura, musica, calcio e soprattutto per quel mare che da sempre ne definisce l’identità.

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