Napoli – Un colpo chirurgico coordinato dall’interno, mirato a devastare il patrimonio terapeutico di una delle strutture sanitarie d’eccellenza del Mezzogiorno. Le indagini svolte dai Carabinieri della Compagnia Napoli Vomero e coordinate dalla Procura della Repubblica guidata da Nicola Gratteri hanno fatto luce sul maxi-furto di farmaci oncologici avvenuto il 17 settembre 2025 presso la farmacia dell’Istituto Nazionale Tumori “Pascale” di Napoli.
All’alba di oggi è scattata l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due persone accusate di furto aggravato.
Il ruolo chiave della guardia giurata
A rivestire il ruolo di basista nell’organizzazione è stata una guardia giurata, dipendente della società incaricata della vigilanza dell’ospedale. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il vigilante avrebbe agito con fredda premeditazione: alle 18:57 del giorno del furto ha disattivato manualmente il sistema di allarme dell’area farmacia agendo direttamente dalla tastiera della propria postazione di servizio. Un “buco” di sicurezza durato esattamente 28 minuti.
Il sistema è stato infatti riattivato soltanto alle 19:25, consentendo ai complici di muoversi indisturbati nei locali, forzare gli accessi, raggiungere i frigoriferi blindati e riempire alcune buste con farmaci ad alto costo, per poi dileguarsi prima del ripristino dell’allarme.
Il bottino e la banda dei farmaci
La refurtiva comprende farmaci antitumorali salvavita già in commercio e preziose molecole ad uso sperimentale, per un danno economico stimato per il Servizio Sanitario Nazionale pari a 822.236 euro. Oltre al danno erariale, la Procura ha evidenziato l’altissimo rischio sociale provocato dalla sottrazione di terapie cruciali per i pazienti oncologici. Gli approfondimenti investigativi hanno rivelato che il secondo arrestato appartiene a un gruppo criminale specializzato in raid ai danni di farmacie ospedaliere sul territorio nazionale.
La medesima organizzazione era già finita nel mirino degli inquirenti per un analogo colpo messo a segno nel 2024 ai danni del Policlinico Universitario “Federico II” di Napoli.
La trappola di telecamere e intercettazioni
A incastrare i responsabili sono state le immagini dei sistemi di videosorveglianza interni ed esterni e una fitta rete di intercettazioni ambientali.
Nei dialoghi captati dopo il colpo, gli indagati commentavano con apprensione la presenza dei dispositivi di ripresa e l’avanzamento degli accertamenti condotti dall’Arma, palesando la piena consapevolezza dell’illecito commesso.
All’esito delle indagini, il GIP del Tribunale di Napoli Rossella Grassi ha disposto la misura degli arresti domiciliari per la guardia giurata, mentre per il complice è stata ordinata la custodia cautelare in carcere. Gli indagati sono da ritenersi presunti innocenti fino a eventuale condanna definitiva.



