Napoli – Farmaco sbagliato la famiglia di una bimba di 18 mesi denuncia l’episodio alla Procura.
A renderlo noto i legali dello studio associati Maior che si stanno occupando del caso. Gli avvocati Pierlorenzo Catalano, Michele Francesco Sorrentino e Filippo Castaldo, hanno annunciato di aver presentato una formale denucia-querela per far luce su una vicenda che ha coinvolto una bambina di 18 mesi che è stata male per l’assunzione di un farmaco galenico, preparato in farmacia.
I fatti risalgono alla fine di luglio 2026, quando i genitori della piccola si sono rivolti a uno specialista in neuropsichiatria infantile per sottoporre la bambina a una valutazione a seguito di disturbi del sonno. Al termine della visita il medico ha prescritto una preparazione galenica a base di niaprazina, da somministrare secondo uno specifico dosaggio e con modalità graduale.
“Dopo circa venti giorni di somministrazione continuativa, i genitori, insospettiti dalle caratteristiche di un secondo flacone acquistato successivamente, hanno iniziato ad effettuare alcune verifiche sul primo preparato. I due flaconi, infatti, presentavano differenze rilevanti sotto il profilo dell’aspetto, della densità e anche del costo” sostengono i legali.
Dagli approfondimenti effettuati sarebbe emersa una significativa discrepanza tra la concentrazione del principio attivo prescritta dal medico e quella riportata o desumibile dal primo preparato, che secondo la ricostruzione contenuta nella denuncia sarebbe risultata sensibilmente superiore rispetto a quella indicata nella prescrizione. Nel periodo di assunzione del farmaco, la bambina avrebbe inoltre manifestato diversi sintomi, tra cui marcata sonnolenza, episodi di respiro accelerato, tachicardia, sudorazione e difficoltà nel risveglio.
I genitori preoccupati per le condizioni della figlia, si sono rivolti ai medici e al Centro Antiveleni e hanno successivamente accompagnato la piccola presso il Pronto Soccorso pediatrico, dove è stata sottoposta agli accertamenti clinici e strumentali del caso. La terapia è stata quindi sospesa su indicazione medica.
A questo punto la famiglia ha deciso di denunciare l’episodio per accertare ogni passaggio della filiera (prescrizione, preparazione, etichettatura e distribuzione del farmaco) e verificare se ci siano stati rrori materiali, omissioni o altre anomalie che hanno provocato lo stato di malessere della bambina.
“Abbiamo ritenuto necessario rivolgerci alla Procura affinché vengano svolti tutti gli accertamenti tecnici e documentali necessari e affinché eventuali responsabilità vengano individuate nelle sedi competenti. La famiglia chiede soltanto verità e giustizia e che venga ricostruito ogni passaggio relativo alla preparazione e alla somministrazione del farmaco” concludono gli avvocati Pierlorenzo Catalano, Michele Francesco Sorrentino e Filippo Castaldo..



