San’Antimo – Non si è trattato di una semplice ritirata, ma di una vera e propria scia di terrore quella lasciata dai banditi che, solo poche ore fa, hanno assaltato la gioielleria Biondino nel centro commerciale di Sant’Antimo. Le indagini serrate condotte dai Carabinieri stanno portando alla luce dettagli sempre più inquietanti su una fuga che ha rischiato di trasformarsi in una strage metropolitana.
Il colpo, già di per sé drammatico, aveva fatto registrare il ferimento del figlio del proprietario dell’esercizio commerciale, colpito dai malviventi prima che questi si dessero alla fuga. Una fuga caotica, durante la quale i criminali, vistisi braccati, avevano addirittura perso per strada una parte consistente del bottino appena sottratto. Ma la loro corsa verso Giugliano era tutt’altro che terminata.
L’ostacolo del TIR e il nuovo assalto
Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma nelle ultime ore, l’auto dei rapinatori si è trovata improvvisamente la strada sbarrata. Un autoarticolato stava infatti effettuando una complessa manovra, assistito da un uomo a terra che deviava il traffico per facilitare il passaggio del mezzo pesante.
Invece di attendere o fare inversione, i banditi hanno trasformato l’imprevisto in una nuova occasione criminale. Sono scesi dall’abitacolo e, sotto la minaccia delle armi, hanno aggredito l’uomo che stava aiutando l’autista, rapinandolo del Rolex che portava al polso.
La reazione dei passanti e il colpo in aria
A quel punto, però, la dinamica ha preso una piega inaspettata. Alcuni passanti e residenti, testimoni oculari dell’ingiustizia e dell’arroganza dei criminali, hanno deciso di non voltarsi dall’altra parte. Un gruppo di cittadini si è scagliato contro i malviventi nel tentativo di bloccarli, originando una violenta colluttazione corpo a corpo.
Sentendosi braccati e sopraffatti dalla reazione della folla, i rapinatori hanno giocato l’ultima carta per guadagnarsi la fuga: uno di loro ha estratto la pistola e ha esploso un colpo d’arma da fuoco in aria. Il boato ha raggelato i presenti, permettendo alla banda di risalire in auto e far perdere, almeno per il momento, le proprie tracce. I Carabinieri continuano a passare al setaccio la zona e a visionare le immagini delle telecamere di sorveglianza per dare un nome ai complici.





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