L'INDISCREZIONE DALL'ESTERO

Nuovo assalto degli americani dell’Ugp per rilevare il Napoli da De Laurentiis

Gli investitori puntano a un faraonico progetto polisportivo che include il Napoli basket e la ristrutturazione dell'impianto di Fuorigrotta.
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Nuovo Assalto Degli Americani Dellugp Per Rilevare Il Napoli Da De Laurentiis 2026 05 24
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Napoli – Una cifra da capogiro per far vacillare Aurelio De Laurentiis e cambiare per sempre la storia del Napoli. È di due miliardi di euro la “super offerta” che un consorzio di investitori americani, guidato dal gruppo Underdog Global Partners (UGP), avrebbe presentato per l’acquisizione del club partenopeo.

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L’indiscrezione, lanciata originariamente dall’autorevole testata The Athletic e rilanciata in Spagna da Marca, delinea i contorni di quella che potrebbe diventare una delle più imponenti operazioni finanziarie nel mondo dello sport globale.

Il muro di De Laurentiis e il pressing americano

La prima risposta arrivata dai vertici azzurri è stata perentoria. Aurelio De Laurentiis e la sua stretta cerchia di collaboratori hanno respinto l’assalto con un sonoro “no”: il Napoli, al momento, non è in vendita. Un rifiuto che, tuttavia, non sembra aver scoraggiato la cordata statunitense. Il consorzio UGP lavora da mesi sotto traccia a questa operazione e continua il suo pressing, provando a dissipare i dubbi del patron azzurro e confermando la ferma volontà di espandere i propri orizzonti nel mercato italiano.

Il progetto polisportivo e la questione stadio

Le ambizioni di Underdog Global Partners vanno ben oltre il rettangolo verde. Il gruppo ha già messo radici nel nostro Paese acquisendo il Campobasso (Serie C) e, nel maggio dello scorso anno, ha rilevato il Napoli Basket, militante nella massima serie. La visione del fondo americano, noto per la sua solidità e lungimiranza, è quella di creare un colosso multisportivo. UGP, tra l’altro, punta a candidarsi per una franchigia in vista del lancio di NBA Europe, previsto per il 2027. In quest’ottica, il calcio e la pallacanestro partenopea entrerebbero in una nuova e rivoluzionaria dimensione aziendale.

A fare da pilastro a questo ambizioso progetto ci sono le infrastrutture. Se la trattativa con De Laurentiis dovesse clamorosamente sbloccarsi, il consorzio ha già pronta un’offerta parallela per la privatizzazione e la profonda ristrutturazione dello Stadio Diego Armando Maradona.

Il nodo fine stagione e il futuro

Se l’affare andasse in porto, si tratterebbe di un vero e proprio capolavoro finanziario per De Laurentiis, che a suo tempo rilevò il club post-fallimento per una cifra inferiore al 2% rispetto all’attuale offerta monstre. Dal quartier generale di UGP, per ora, le bocche restano cucite e si rifiuta ogni commento sulle indiscrezioni.

La priorità attuale, in casa Napoli, resta infatti il campo. C’è un campionato da chiudere, con l’ultima sfida contro l’Udinese che potrebbe blindare il secondo posto in classifica (con la qualificazione alla prossima Champions League già al sicuro), e c’è da gestire l’imminente addio del tecnico Antonio Conte. Solo dopo il triplice fischio finale della stagione, si potrà iniziare a ragionare concretamente sul futuro societario. E su quei due miliardi che bussano alla porta di Castel Volturno.

Approfondimento

Due miliardi per il Napoli?
L’assalto americano dell’Ugp sembra un’offerta da sogno, ma dietro la cifra da
capogiro si nascondono rischi concreti.
De Laurentiis ha detto no, ma la tentazione di vendere a investitori stranieri è forte,

soprattutto quando si parla di numeri così enormi.
La domanda è: vale davvero la pena mettere in gioco l’identità e la storia del club
per un salto di qualità finanziario?

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Commenti (1)

Mi pare una notizia impoente ma no so se e vera, sembra tropppo grande per essre solo una offerta; DeLaurentiis forse la non venderrà, gli investor han fatte i conti maleo, lo stadio poi richiederà tanti soldii e temp, e la squdra intanto gioca e resta al suo cor e identity.

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