Operazione dei carabinieri

Fabbrica di armi clandestine: modificavano pistole a salve per sparare, quattro fermi

Sgominata una rete criminale che convertiva modelli a salve in vere e proprie pistole funzionanti. Il blitz tra le province di Salerno e Savona ha portato al sequestro di un arsenale
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Salerno – Una catena di montaggio del crimine, capace di trasformare innocue armi a salve in strumenti letali perfettamente funzionanti e pronti a immettere piombo nelle strade.

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È quanto hanno scoperto i Carabinieri della Compagnia di Salerno che, nelle prime ore di giovedì 2 luglio, hanno eseguito un provvedimento di fermo in carcere emesso dalla Procura salernitana nei confronti di quattro persone. Le accuse, a vario titolo e in concorso, sono pesantissime: alterazione, fabbricazione e detenzione di armi e munizioni clandestine.

Il “sistema” e la catena di montaggio

L’attività investigativa ha permesso agli inquirenti di scoperchiare un sistema illecito tanto ingegnoso quanto pericoloso, radicato tra la provincia campana e quella di Savona. Al centro del business c’era la trasformazione delle pistole a salve “modello 84”. Le armi, originariamente inoffensive, venivano modificate con maestria artigianale per ospitare proiettili veri, diventando idonee a fare fuoco. Una volta modificate, le pistole venivano immesse sul mercato nero.

I ruoli della banda: dal tornitore all’addetto alle vendite

L’organizzazione operava con una divisione dei compiti rigorosa e quasi aziendale. Un primo indagato fungeva da vero e proprio “armaiolo”: acquistava le armi a salve nelle armerie del Salernitano e ne sostituiva le canne originali con manufatti in acciaio creati su misura. Non solo, l’uomo gestiva anche la produzione in proprio delle munizioni, assemblando bossoli, polvere da sparo e ogive attraverso macchinari specifici.

Il lavoro “sporco” sui metalli era affidato a un secondo complice, un tornitore titolare di un’officina meccanica, che realizzava canne, boccole e persino silenziatori seguendo le precise direttive dell’armaiolo.
Completavano la filiera altre due figure chiave: un “commerciale” che curava i contatti con i clienti per piazzare le armi modificate, e un addetto all’approvvigionamento dei proiettili, che manteneva stretti contatti con pregiudicati già noti alle forze dell’ordine per reati specifici.

Il blitz e l’arsenale sequestrato: scattano altri arresti

L’operazione dei militari non si è fermata ai quattro mandati di cattura. Durante le perquisizioni a tappeto, che hanno coinvolto un totale di nove indagati tra Salerno e la Liguria, è saltato fuori un vero e proprio arsenale clandestino.

I Carabinieri hanno rinvenuto e posto sotto sequestro due fucili monocanna, due fucili clandestini, una pistola clandestina modificata e un impressionante tesoretto di circa 2000 munizioni. Il blitz ha inoltre portato alla luce un giro di droga: la scoperta di cocaina durante le perquisizioni ha fatto scattare l’arresto in flagranza per altre tre persone.

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