Salerno – È un nuovo passaggio dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Salerno sui presunti rapporti irregolari tra attività sanitaria privata convenzionata e professionisti legati da un rapporto di esclusività con il servizio sanitario pubblico. L’altra sera i militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Salerno hanno dato esecuzione a un’ordinanza cautelare disposta dal Tribunale di Salerno, Sezione Riesame, su richiesta della Procura.
Destinatario del provvedimento è Massimo Cobellis, legale rappresentante della clinica privata omonima convenzionata con il Servizio sanitario nazionale. Nei suoi confronti è stata disposta la misura del divieto temporaneo di esercitare uffici direttivi nelle persone giuridiche e nelle imprese per la durata di un anno.
La decisione del Tribunale del Riesame
La misura rappresenta l’esito di un nuovo esame del quadro indiziario raccolto dagli investigatori della Compagnia della Guardia di Finanza di Vallo della Lucania. Il Tribunale del Riesame è stato chiamato a rivalutare gli elementi dell’inchiesta dopo l’appello presentato dalla Procura della Repubblica di Salerno.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e riconosciuto, allo stato degli atti, dal giudice del Riesame, nei confronti di Cobellis sussisterebbero gravi indizi di colpevolezza in relazione all’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla truffa in danno di un ente pubblico e al falso in atto pubblico.
L’ipotesi investigativa riguarda un’associazione che, secondo l’accusa, sarebbe stata composta da quattro persone e avrebbe operato attraverso un sistema in grado di consentire a un medico dipendente di una struttura sanitaria pubblica, vincolato da un rapporto di esclusività, di svolgere contemporaneamente attività chirurgica all’interno della clinica privata.
Il medico vincolato dall’esclusiva
È proprio questo il punto centrale dell’inchiesta. Il professionista, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe effettuato interventi chirurgici nella struttura privata nonostante il rapporto di esclusività con un’azienda sanitaria pubblica.
La contestazione ruota anche attorno alla presunta permanenza dell’indennità collegata al rapporto esclusivo. Il medico, pur svolgendo attività presso la clinica privata, avrebbe continuato a percepire dall’azienda sanitaria di appartenenza la relativa indennità mensile suppletiva, inducendo secondo l’accusa l’ente pubblico in errore sulla reale situazione professionale.
Contestualmente, sempre secondo l’impostazione investigativa, la clinica avrebbe potuto beneficiare della professionalità del medico e del relativo giro di pazienti.
Il ruolo contestato a Cobellis, in qualità di amministratore della struttura, sarebbe dunque quello di aver consentito che il professionista svolgesse gli interventi chirurgici nella clinica privata, pur essendo formalmente legato da un rapporto di esclusività con il servizio sanitario pubblico.
Le prime misure cautelari a marzo
L’ordinanza eseguita ieri si inserisce in un’inchiesta che aveva già prodotto un precedente sviluppo sul piano cautelare.
Nel marzo scorso, infatti, erano state eseguite misure personali nei confronti di due medici che operavano presso la clinica. Le indagini condotte dai finanzieri della Compagnia di Vallo della Lucania avevano portato alla luce, secondo l’accusa, la posizione di uno dei professionisti sottoposti a misura, che avrebbe eseguito interventi chirurgici nella struttura privata convenzionata nonostante fosse dipendente, con vincolo di esclusività, di un’azienda ospedaliera pubblica.
Il nuovo provvedimento punta ora sul versante della gestione della struttura privata nella quale quelle prestazioni sarebbero state effettuate.
L’amministratore della clinica nel mirino dell’inchiesta
La misura notificata a Cobellis, che è anche imparentato con un importante consigliere regionale salernitano, assume quindi un rilievo specifico nell’economia dell’indagine. Non si tratta, infatti, di un nuovo provvedimento nei confronti del medico già finito al centro delle contestazioni, ma dell’intervento cautelare nei confronti del legale rappresentante della società che gestisce la clinica.
Per gli investigatori, la sua posizione sarebbe collegata alla presunta partecipazione al meccanismo attraverso il quale il medico, pur soggetto al vincolo di esclusività con la sanità pubblica, avrebbe continuato a operare nella struttura privata.
Il Tribunale del Riesame, rivalutando gli elementi raccolti dalla Procura, ha quindi ritenuto sussistenti i presupposti per applicare nei confronti dell’amministratore il divieto di esercitare uffici direttivi per un periodo di dodici mesi.
Un’inchiesta ancora nella fase preliminare
Il quadro delineato dagli investigatori resta, tuttavia, quello di una contestazione formulata nella fase delle indagini preliminari. Gli elementi acquisiti dalla Guardia di Finanza e posti alla base della richiesta cautelare dovranno essere sottoposti alle ulteriori verifiche previste dal procedimento e al vaglio dei giudici nelle successive fasi processuali.
Per tutti gli indagati resta ferma la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
La vicenda si concentra dunque sul confine tra l’attività esercitata nella sanità pubblica e quella svolta nelle strutture private accreditate: secondo l’accusa, quel confine sarebbe stato superato attraverso l’impiego nella clinica di un professionista che, in ragione del proprio rapporto di esclusività con un’azienda sanitaria pubblica, non avrebbe potuto svolgere quelle prestazioni esterne.
Punti chiave sull'inchiesta riguardante Massimo Cobellis
Ecco una sintesi dei principali aspetti dell'inchiesta che coinvolge Massimo Cobellis e la clinica privata da lui gestita.
- Inchiesta: La Procura di Salerno indaga su presunti rapporti irregolari tra sanità pubblica e clinica privata.
- Misura cautelare: Cobellis ha ricevuto un divieto temporaneo di esercitare uffici direttivi per un anno.
- Accuse: Cobellis è accusato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e al falso in atto pubblico.
- Medico coinvolto: Un medico legato da un rapporto di esclusività con la sanità pubblica avrebbe operato nella clinica privata.
- Presunzione di innocenza: Tutti gli indagati mantengono la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.



