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EMERGENZA SICUREZZA NELLE CARCERI

Poggioreale, drone di ultima generazione intercettato: sequestrati hashish e smartphone, il velivolo però ‘fugge’

La Polizia penitenziaria neutralizza il carico di ultima generazione, poi il drone si riattiva. Nel reparto di alta sicurezza trovati altri quattro cellulari
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Poggioreale Drone Di Ultima Generazione Intercettato Sequestrati Hashish E Smartphone Il Velivolo Pero Fugge 2026 10 11
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Napoli – La Polizia penitenziaria ha intercettato e neutralizzato ieri un drone di ultima generazione diretto verso il carcere di Napoli-Poggioreale. Gli agenti sono riusciti a recuperare il carico – 300 grammi di hashish e uno smartphone – ma il velivolo si è riattivato ed è fuggito. Lo rende noto l’Uspp.

Nel corso di una perquisizione effettuata nel reparto di alta sicurezza «Avellino» sono stati inoltre trovati e sequestrati altri quattro smartphone.

La guerra hi-tech della criminalità organizzata

«È senza sosta la guerra contro l’hi-tech messa in campo dalla criminalità organizzata – commentano il presidente dell’Uspp Giuseppe Moretti e il segretario regionale Ciro Auricchio – costantemente impegnata nel trovare soluzioni sempre più avveniristiche per superare i sistemi di sicurezza. E tutto questo avviene in un carcere, lo ricordiamo, dove manca personale e dove ci sono ben 2300 detenuti».

«Ma la professionalità e l’attenzione dimostrata dalla polizia penitenziaria del carcere di Poggioreale – sottolineano i due sindacalisti – rimane un presidio fondamentale a tutela della sicurezza».

L’escalation dei droni sulla città verso le carceri

L’episodio di ieri si inserisce in una sequenza ormai frequente di incursioni aeree sulla città di Napoli dirette verso gli istituti penitenziari, in particolare Poggioreale.

Solo il 2 ottobre era stato neutralizzato un sofisticato drone europeo di grandi dimensioni, del valore stimato di circa 10mila euro, che trasportava un chilogrammo di droga (hashish, cocaina e marijuana), un bilancino di precisione e ben 15 smartphone completi di cavi e alimentatori.

Il 9 settembre un altro velivolo era stato abbattuto con a bordo un iPhone di ultima generazione e 150 grammi di hashish. Il 19 settembre i Carabinieri avevano arrestato tre persone (un 40enne di Boscoreale e due giovani) sorprese mentre tentavano di far arrivare droga nel penitenziario con un drone attrezzato con nastro adesivo e filo da pesca.

Nei mesi precedenti si erano registrati interventi multipli, con sequestri di diversi droni, decine di cellulari e chili di stupefacenti durante controlli perimetrali.

Serve potenziamento di controlli, antidrone e organici

Moretti e Auricchio ricordano che «è sempre più urgente il potenziamento dei sistemi di controllo perimetrali e l’impiego di adeguati strumenti antidrone, a cui si deve affiancare il rafforzamento della pianta organica: solo così si può consentire alla Polizia Penitenziaria di poter fronteggiare adeguatamente le nuove modalità di introduzione di droga e cellulari nelle carceri».

A Poggioreale, con circa 2300 detenuti e un deficit strutturale di organico intorno alle 200 unità, gli agenti riescono a mantenere ordine e sicurezza interna solo a costo di grandi sacrifici, mentre la criminalità organizzata continua a investire in tecnologie sempre più sofisticate per aggirare le mura.

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Cosa sapere

Punti chiave sull'incursione del drone a Poggioreale

Ecco una sintesi dei principali aspetti emersi dall'episodio del drone intercettato al carcere di Poggioreale.

  • Drone intercettato: Un drone di ultima generazione è stato neutralizzato mentre tentava di consegnare 300 grammi di hashish e uno smartphone.
  • Fuga del velivolo: Dopo il recupero del carico, il drone si è riattivato ed è riuscito a fuggire.
  • Contesto di sicurezza: L'episodio si inserisce in un trend crescente di incursioni aeree nei penitenziari di Napoli.
  • Richiesta di potenziamento: Sindacalisti chiedono un potenziamento dei controlli e dell'organico per fronteggiare le nuove tecnologie della criminalità.
  • Situazione del carcere: Il carcere di Poggioreale ospita circa 2300 detenuti con un deficit di personale di circa 200 unità.
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