ESCLATION CRIMINALE A MIANO

I reduci del clan Lo Russo nel mirino: due agguati in pochi giorni confermano l’attacco

Dopo il raid contro il 33enne Vincenzo Lo Russo, colpito a Scampia anche il diciottenne Francesco Musto, nipote dei vertici storici della cosca di Miano.
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I Reduci Del Clan Lo Russo Nel Mirino Due Agguati In Pochi Giorni Confermano Lattacco 2026 04 26
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Napoli – Un episodio isolato può rappresentare un avvertimento, ma due agguati in rapida successione delineano uno scenario ben più definito: i superstiti del clan Lo Russo sono sotto attacco. È questa la principale ipotesi investigativa al vaglio delle forze dell’ordine, che in queste ore cercano di fare luce sul ferimento di Francesco Musto.

Il giovane, appena diciottenne, è il nipote dei vertici storici della cosca di Miano. Un tassello che si aggiunge a un mosaico preoccupante, arrivando a pochissimi giorni di distanza dal raid che ha visto nel mirino Vincenzo Lo Russo, 33enne figlio di Domenico, altra figura di spicco dell’organizzazione.

La dinamica: l’agguato nella notte a Scampia

I fatti risalgono a venerdì notte. Intorno alle 2, i carabinieri della compagnia Vomero sono stati allertati per l’arrivo di un ferito d’arma da fuoco al pronto soccorso del Cto. Musto, residente nell’area nord di Napoli, era stato accompagnato  da un automobilista di passaggio.

Secondo la prima ricostruzione fornita dal ragazzo ai medici e successivamente ai militari dell’Arma, l’agguato si sarebbe consumato in via Labriola, nel cuore di Scampia. Il diciottenne ha raccontato di essere stato avvicinato da uno sconosciuto mentre camminava da solo: l’uomo, senza proferire parola, avrebbe puntato l’arma verso il basso, esplodendo un colpo che lo ha centrato alla gamba destra. Le condizioni del giovane non sono mai state giudicate gravi; il ricovero è stato disposto dai sanitari a puro scopo precauzionale.

Le indagini e l’ombra del regolamento di conti

Il racconto della vittima è ora sotto la lente degli investigatori. Ai carabinieri che lo hanno ascoltato in prima battuta, Musto ha riferito di non conoscere l’identità di chi ha fatto fuoco e di ignorare i possibili motivi del gesto. Nelle prossime ore verrà nuovamente sentito, mentre le indagini si concentrano sulle sue frequentazioni e, inevitabilmente, sulle sue parentele.

Tra i moventi privilegiati c’è l’ipotesi di un regolamento di conti interno agli ambienti della criminalità locale. Sullo sfondo della vicenda emerge un quadro di forte fibrillazione che sta interessando il rione Berlingieri e diverse zone del quartiere Secondigliano. Sebbene i collegamenti diretti siano ancora in fase di verifica e manchino elementi definitivi, la tempistica dei due agguati ai danni di esponenti vicini ai Lo Russo suggerisce che le cosche avversarie abbiano deciso di stringere il cerchio attorno ai reduci del clan di Miano.

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