I FRAME DELL'OMICIDIO

Castellammare, l’agguato ad Alfonso Fontana ricostruito minuto per minuto grazie alle telecamere

Nelle immagini della video sorveglianza di Torre Annunziata ci sono impresse tutte le scene e i partecipanti all'omicidio
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Castellammare Lagguato Ad Alfonso Fontana Ricostruito Minuto Per Minuto Grazie Alle Telecamere 2026 05 29
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“Spara puparuò spara” sono le 21:13 del 7 febbraio 2024 quando Giovanni Imparato incita Catello Martino a lavare con il sangue l’affronto di un furto milionario nella casa della figlia di Martino.

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L’obiettivo dell’agguato è Fontana Alfonso ritenuto responsabile del furto di due orologi d’oro, mezzo chilo di oro e 90mila euro in contanti.

L’omicidio di Fontana (‘o paglialone) non poteva essere più documentato. I killer giunti in sella ad un ciclomotore agiscono sotto l’occhio delle telecamere del vicino Tribunale di Torre Annunziata. Poche decine di metri più in là il presidio di giustizia registra le fasi dell’agguato.

 E’ la ricostruzione minuto per min uto fatta dagli investigatori e contenuta con tanto di foto frame, nelle 150 pagine dell’ordinanza cautelare firmata dal gip Rosaria Maria Aufieri, su disposizione della Dda di Napoli, che due giorni fa ha portato in carcere altre 4 persone tra cui il boss Giovanni Imparato o’ Paglialone, Alessandro Fontana (fratello della vittima) e i due suoi complici ovvero Vincenzo Avella ed Emanuele Raffone.

A portare ‘a dama’ Fontana è Ciro Reda, l’uomo che per chiarire la questione del furto invita l’obiettivo per un chiarimento.

Le telecamere documentano le fasi dell’arrivo della vittima e quelle successive dell’omicidio e della fuga.

Il primo ad arrivare sul luogo dell’appuntamento concordato, davanti al Bar Manusa, è Luca Maragas, sono le 20:41 quando parcheggia la sua Toyota Aygo.

Sette minuti dopo alle 20:48 arriva anche Alfonso Fontana in sella al suo ciclomotore Honda Sh e si ferma accanto all’auto di Maragas i due parlano. Aspettano Ciro Reda colui che ha spinto per quell’appuntamento chiarificatore.

Alle 21:11, venti minuti più tardi Reda sbuca da Via Prota in sella al suo scooter. E’ il segnale per i killer per entrare in azione.

Reda ha appena il tempo di togliersi il casco davanti a Maragas e Fontana che sopraggiunge un’altra moto da via Prota.

In sella due uomini: il conducente indossa un gubbino verde fluì e un casco bianco.

I due uomini scendono e si avvicinano a Fontana.

Pochi secondi dopo arriva dalla direzione di corso Umberto un terzo scooter anche questo con due uomini.

Il passeggero della seconda moto scende e afferra Alfonso Fontana. Il conducente fa pochi metri e inverte la marcia per avvicinarsi al gruppo. Sono le 21:12.

Sono attimi concitati, Fontana resiste. Si divincola. Scappa verso Corso Umberto.

Il killer poi identificato in Catello Martino lo insegue.

Si sentono le urla “spara puparò spara”. Pochi secondi e i si sentono i primi colpi.

Alle 21:13 Fontana è a terra colpito da diversi proiettili. Ha percorso pochi metri. E’ in una possa di sangue.

A missione compiuta Ciro Reda sale sul proprio scooter e scappa. Luca Maragas entra in auto.

Il conducente dello scooter che trasporta il killer recupera il compagno e parte a folle velocità. Affianca la moto di Reda. I tre si scambiano qualche battuta poi si dileguano ognuno per suo conto.

L’altra moto inverte la marcia e scompare.

Sul marciapiedi, senza vita il corpo di Alfonso Fontana, morto per un furto milionario che non avrebbe dovuto fare.

 

(nella foto tratta dall’ordinanza cautelare e ricostruita con IA il momento dell’agguato e nei riquadri l’assassino Catello Martino e la vittima Alfonso Fontana)

RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenti (1)

Quest0 artìcolo par molto documantato ma la nar razione risul.ta confusa, in piu punti i nomi è mesco1ati e la cronol0gia e’ divisa malamente.. I fatt1 sembran raccontati con troppi dettagli e poche spiegazion, non giudico solo dico ch’ manca chiarèzza nelle procedur

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