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VOLEVA TRASFERIRSI ALL'ESTERO

Spari sulla compagna: fermato Arcangelo Cimminiello, ex latitante del clan Mazzarella

Il passato nella camorra e l'arresto in Germania nel 2018 durante la faida contro i Rinaldi. Ora l'accusa di tentato femminicidio per il colpo di pistola in via Achille Lauro.
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Spari Sulla Compagna Fermato Arcangelo Cimminiello Ex Latitante Del Clan Mazzarella 2026 06 26
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Napoli– Voleva andare all’estero, lei non voleva seguirlo. E’ nata una lite e lui ha perso la testa e l’ha ferita a colpi di pistola. È la parziale confessiuone pronunciata nella notte davanti agli investigatori della Squadra Mobile e al pubblico ministero della Procura di Napoli. Dietro la confessione di Arcangelo Cimminiello, 29 anni, un passato legato al clan mazzarella.

nei suoi confronti è stato firmato decreto di fermo per tentato femminicidio. La vittima, la sua compagna di 23 anni, è rimasta ferita a colpi di pistola nella loro abitazione in via Achille Lauro, nel cuore del quartiere Barra. Solo la fortuna ha evitato una tragedia ancora più immane: il figlio neonato della coppia, al momento dell’esplosione dei colpi, non si trovava all’interno delle mura domestiche.

Il sangue a Barra e la corsa in ospedale

L’allarme è scattato nella serata di ieri, quando il personale medico del pronto soccorso dell’Ospedale del Mare ha segnalato al 113 l’arrivo di una giovane donna con evidenti ferite da arma da fuoco. In pochi minuti, gli uomini della Polizia di Stato hanno blindato l’area e avviato i primi accertamenti, stringendo il cerchio attorno al perimetro di San Giovanni-Barra.

La ricostruzione investigativa ha subito inquadrato il contesto: una violenta lite familiare degenerata quando l’uomo ha impugnato una pistola e ha fatto fuoco. Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura partenopea, proseguono a ritmo serrato per recuperare l’arma e chiarire se vi siano state complicità nelle fasi immediatamente successive al ferimento.

L’ombra dei Mazzarella e il precedente della latitanza in Germania

Il nome di Arcangelo Cimminiello non è nuovo agli archivi della Direzione Distrettuale Antimafia. Il ventinovenne vanta infatti solidi trascorsi legati alle dinamiche camorristiche dell’area est di Napoli, sponda clan Mazzarella, una delle consorterie criminali più potenti e ramificate della Campania.

Il profilo del giovane era già emerso con forza nel 2018, anno in cui fu destinatario di un provvedimento restrittivo emesso dalla magistratura napoletana. All’epoca dei fatti, Cimminiello era scappato in Germania, a Stoccarda, dove si era rifugiato tentando di confondersi tra la gente comune lavorando come cuoco e barista.

Il contesto della faida del 2018

La sua cattura, eseguita dalla polizia tedesca grazie alle cruciali informazioni localizzative fornite dalla Mobile di Napoli tramite il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP), scattò in un momento cruciale. Nel 2018, infatti, la periferia orientale di Napoli era una polveriera: i clan Rinaldi-Formicola e i Mazzarella si stavano affrontando in una faida spietata, a colpi di bombe e “stese”, per il controllo monopolistico delle piazze di spaccio e delle estorsioni sul territorio.

Oggi come allora, la figura di Cimminiello torna al centro delle cronache. Questa volta, però, le logiche di clan lasciano il passo alla violenza di genere, consumata tra le mura di un appartamento di Barra, lasciando una giovane madre in ospedale e un neonato senza genitori. Nelle prossime ore è prevista l’udienza di convalida del fermo dinanzi al Giudice per le Indagini Preliminari.

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Cosa sapere

Punti chiave sulla vicenda di Arcangelo Cimminiello

Ecco una sintesi dei principali aspetti legati all'episodio di violenza che ha coinvolto Arcangelo Cimminiello.

  • Lite familiare: La violenza è scaturita da una lite tra Cimminiello e la sua compagna, che non voleva seguirlo all'estero.
  • Tentato femminicidio: Cimminiello è stato arrestato con l'accusa di tentato femminicidio dopo aver ferito la compagna con colpi di pistola.
  • Contesto criminale: Cimminiello ha un passato legato al clan Mazzarella, noto per le sue attività camorristiche a Napoli.
  • Fortuna del neonato: Il figlio neonato della coppia non si trovava in casa al momento degli spari, evitando una tragedia maggiore.
  • Indagini in corso: Le indagini proseguono per recuperare l'arma utilizzata e verificare eventuali complicità.
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Commenti (1)

Non so cosa dire la vicenda è bruttissima ma anche troppo complesssa e confusa lapersona rimasta ferita aveva un compito il bimbo per fortuna nonc’era ma nessuno sa dir bene cosa sia successo lei non volevano seguirlo luiha perduto la testa e sparò senza pensier le spiegazion son poche e non convincen

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