L'INCHIESTA

Castellammare, morte di Greta Astarita: 10 indagati, domani l’autopsia

La Procura di Torre Annunziata ha iscritto nel registro degli indagati otto sanitari dell’ospedale San Leonardo di Castellammare e due dell’Ospedale del Mare di Napoli. Giovedì 15 ottobre il conferimento dell’incarico per l’autopsia su madre e figlio
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Castellammare – La morte di Greta Astarita, 33 anni, e del suo bambino Nicolò, deceduto circa mezz’ora dopo la nascita prematura, è ora al centro di un’inchiesta giudiziaria che entra nella fase degli accertamenti medico-legali.

La Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha iscritto dieci sanitari nel registro degli indagati nell’ambito del procedimento aperto per fare luce sulle circostanze che hanno portato al decesso della donna e del neonato, nato al settimo mese di gravidanza.

Un primo passaggio investigativo che dovrà consentire di ricostruire la sequenza degli eventi clinici, valutare le condizioni della paziente durante i ricoveri e verificare se le cure prestate siano state adeguate al quadro sanitario. L’iscrizione dei medici rappresenta un atto a garanzia delle indagini e del diritto di difesa, in vista degli accertamenti tecnici irripetibili: non costituisce, dunque, una prova di responsabilità.

Dieci sanitari nel registro degli indagati

Gli avvisi riguardano otto medici dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia e due sanitari dell’Ospedale del Mare di Napoli. Si tratta delle strutture coinvolte nel percorso assistenziale della 33enne, passata anche dall’ospedale di Vico Equense prima del trasferimento verso il presidio stabiese e, successivamente, verso quello napoletano, secondo quanto emerso nella ricostruzione della vicenda.

L’attenzione degli investigatori è concentrata sulle ultime ore di vita della donna, ma anche sulle valutazioni cliniche e sulle decisioni assunte nelle diverse fasi dell’assistenza. Sarà necessario stabilire quali sintomi fossero stati rilevati, quali esami fossero stati eseguiti, quali trattamenti fossero stati prescritti e se, alla luce delle condizioni della paziente, fossero indicati ulteriori approfondimenti diagnostici.

Nel fascicolo sono confluiti gli elementi raccolti dagli agenti della Polizia di Stato del commissariato di Castellammare di Stabia, che stanno svolgendo gli accertamenti investigativi sotto il coordinamento della Procura oplontina.

Giovedì l’autopsia su madre e figlio

Il prossimo passaggio decisivo è fissato per giovedì 15 ottobre, quando negli uffici giudiziari verrà conferito l’incarico ai consulenti tecnici della Procura. Gli esami autoptici riguarderanno entrambi i corpi e dovranno contribuire a chiarire le cause dei due decessi, le eventuali correlazioni tra gli eventi clinici e le condizioni che hanno preceduto la morte della donna e del neonato.

I dieci sanitari indagati potranno nominare propri consulenti tecnici di parte, che avranno facoltà di partecipare alle operazioni peritali e di formulare osservazioni nell’ambito degli accertamenti. Le operazioni dovrebbero svolgersi nell’obitorio di Castellammare di Stabia, una volta completate le procedure previste.

La consulenza medico-legale sarà centrale per verificare la compatibilità delle condizioni cliniche con le ipotesi investigative e per distinguere gli eventuali fattori patologici dalle possibili criticità nel percorso assistenziale. Gli esiti degli esami dovranno poi essere valutati insieme alla documentazione sanitaria e agli altri elementi acquisiti dagli inquirenti.

L’ipotesi della trombosi e gli accertamenti da verificare

Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori figura quella di una trombosi quale possibile causa della morte di Greta Astarita. Si tratta, allo stato, di una pista investigativa che attende conferme dagli approfondimenti medico-legali e non può essere considerata una causa di morte già accertata.

Uno dei quesiti centrali riguarda proprio gli esami effettuati durante il primo ricovero e quelli che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbero potuto essere necessari ma non sarebbero stati eseguiti. Sarà la consulenza a stabilire se vi fossero indicazioni cliniche che imponessero ulteriori verifiche, se eventuali segnali fossero riconoscibili e se le decisioni terapeutiche adottate siano state coerenti con le condizioni della paziente.

L’analisi dovrà inoltre ricostruire tempi e modalità dei trasferimenti tra i diversi ospedali, valutando l’evoluzione del quadro clinico e le informazioni disponibili ai sanitari nei vari momenti dell’assistenza.

La ricostruzione della Procura

L’inchiesta, coordinata dal procuratore di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso e dal sostituto procuratore Vincenzo Lanni, punta a ricostruire integralmente la vicenda, dall’assistenza prestata durante la gravidanza fino agli ultimi tentativi di cura.

La morte della madre e del bambino impone di tenere distinti, sul piano medico-legale, i due eventi, pur esaminandoli nel contesto complessivo della vicenda. Saranno gli accertamenti autoptici e l’esame della documentazione sanitaria a chiarire le cause dei decessi, le eventuali connessioni e la presenza o meno di profili di colpa nell’operato dei sanitari.

Per ora, il procedimento resta nella fase investigativa. Il conferimento dell’incarico peritale rappresenta il primo snodo tecnico fondamentale per fornire risposte ai familiari e alla magistratura su quanto accaduto a Greta Astarita e al piccolo Nicolò.

Articolo modificato il 14/10/2026 alle 10:04 per revisione testo.
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