Roma – “Nessun affare con Lavitola, eravamo solo amici”. Sigfrido Ranucci smentisce le notizie secondo le quali avrebbe fatto affari con Valter Lavitola, reo confesso di essere il mandante dell’attentato ai suoi danni.
Del resto neanche Natàlia Potenza, l’ex compagna del faccendiere, avrebbe rivelato di affari tra i due nella lunga testimonianza resa ai magistrati dell’antimafia capitolina.
Intanto, l’ex socio dello Zimbabwe, Benjamin Chimutengo, rivela di essere stato vittima a gennaio scorso di un sabotaggio alla sua auto dietro il quale ci potrebbe essere la mano di Valter Lavitola.
Sul caso Zimbabwe e sull’intervista pro Lavitola rilasciata dall’ex conduttore di Report, in merito alla questione carbon credit, invece, il conduttore potrebbe essere in difficoltà. Dopo l’uscita della notizia di un incontro tra il giornalista e l’imbasciatore a Roma del paese africano, avvenuto proprio al Cefalù bistrò di Lavitola, Ranucci ha dichiarato di aver parlato con il diplomatico solo di questioni riguardanti il Piano Mattei e della situazione in Africa, insomma questioni che esulavano dalla disputa tra il faccendiere e l’ex socio africano Benjamin Chimutengo. Ma proprio, l’ambasciatore interpellato da Martino Villosio del Tg1 ha riferito che in quell’incontro quasi occasionale, con Sigfrido Ranucci si parlò anche dell’imprenditore africano.
Ed è proprio Chimutengo che, raggiunto dalle telecamere de ‘Lo stato delle cose’ la trasmissione condotta da Massimo Giletti a sparare a zero contro Valter Lavitola. Nell’anticipazione dell’intervista che andrà in onda stasera l’imprenditore rivela di essere stato vittima di un sabotaggio che potrebbe essere stato ordito dal faccendiere italiano e dal suo braccio destro Gomes Clesio Tavares ancora latitante.
“Quando Valter si arrabbia ricorre alle minacce… In passato era già stato fatto il nome di Gomes; a gennaio la mia macchina è stata sabotata, poi trovo certi messaggi e successivamente scopro pagamenti a persone coinvolte. In questa vicenda ci sono elementi che messi tutti assieme mi preoccupano». Dice Chimutengo che cita carte e messaggi scambiati da Lavitola con il suo avvocato in Zimbabwe nei quali proprio il faccendiere chiederebbe al legale di verificare se un presunto agente di polizia è disposto ad “occuparsi della situazione creatasi con Benjamin”. In un altro messaggio, il legale risponderebbe che ci sarebbe un agente di polizia pronto ad occuparsi di Chimutengo, in cambio di 30mila dollari.
Insomma l’ex socio nell’affare dei carbon credit sarebbe convinto che Valter Lavitola ordiva un complotto ai suoi danni. Un intrigo internazionale nel quale emerge anche il ruolo di Sigfrido Ranucci che avrebbe aiutato mediaticamente Lavitola con un’intervista nella quale aveva definito Chimutengo un truffatore.
Domande frequenti sul caso Ranucci e Lavitola
Ecco alcune domande comuni relative alla situazione attuale tra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola.
Qual è la posizione di Sigfrido Ranucci riguardo agli affari con Lavitola?
Ranucci ha smentito di aver fatto affari con Valter Lavitola, affermando di essere stati solo amici.
Cosa ha dichiarato l'ambasciatore dello Zimbabwe riguardo all'incontro con Ranucci?
L'ambasciatore ha confermato che durante l'incontro si è parlato anche di Lavitola, contrariamente a quanto sostenuto da Ranucci.
Chi è Benjamin Chimutengo e quale ruolo ha in questa vicenda?
Benjamin Chimutengo è l'ex socio di Lavitola, che ha denunciato di essere stato vittima di un sabotaggio orchestrato da Lavitola.
Quali sono le accuse mosse contro Valter Lavitola?
Chimutengo accusa Lavitola di aver ordito un complotto ai suoi danni, coinvolgendo anche un agente di polizia.



