«Napoli non è in guerra, riprendiamocela». È questo lo slogan forte, intriso di rabbia e speranza, che accompagna la manifestazione convocata dai cittadini di Montesanto per domani sera. Un evento nato spontaneamente dopo le scene da Far West di due giorni fa; fotogrammi di ordinaria follia che hanno fatto il giro del mondo, lasciando nel quartiere una profonda scia di paura ma anche il desiderio di non arrendersi all’illegalità.
I residenti e i commercianti della Pignasecca chiedono una presenza costante e capillare delle forze dell’ordine, ma invocano soprattutto uno scatto d’orgoglio collettivo per evitare che la criminalità prenda il sopravvento.
Interrogatori e caccia ai complici
Sul fronte giudiziario, la mattinata odierna segna un punto di svolta. I quattro indagati compaiono davanti al giudice per le indagini preliminari (gip) per l’udienza di convalida dei provvedimenti. Il primo bilancio dell’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia guidata dal procuratore aggiunto Sergio Amato, conta tre decreti di fermo e un arresto in flagranza. I destinatari dei provvedimenti sono Emanuele Iaccarino, pregiudicato del Cavone, la fidanzata Arianna Rossetti, Giuseppe Truiolo, originario della zona ma residente a lago Patria, e Giovanni Calvanese. Dovrebbero dare le prime rispste ai tanti interrogativi che avvolgono l’indagin lampo della Sauadra Mobile che ha portato al loro fermo.
Nel frattempo, la Squadra Mobile di Napoli è a un passo dall’identificazione di un’altra decina di persone che avrebbero preso parte attiva allo scontro. Per loro, una volta rintracciati, scatterà una denuncia a piede libero. Gli inquirenti stanno inoltre cercando di capire chi abbia fornito il supporto logistico per la fuga e la provenienza delle armi utilizzate in piazza.
Il video shock e l’ombra dell’AK47
L’identificazione dei sospettati è stata fulminea. Oltre alle telecamere di videosorveglianza pubblica della zona, un aiuto decisivo è arrivato dai filmati girati con i cellulari dai testimoni e rimbalzati sulle piattaforme social. Proprio i video hanno immortalato una scena agghiacciante a pochi passi dalla stazione della ferrovia Cumana: mentre il 38enne Giuseppe Triuolo esplodeva due colpi di pistola in aria (l’arma non è stata ancora rinvenuta), Emanuele Iaccarino, pregiudicato del Cavone, imbracciava un fucile d’assalto Kalashnikov AK47.
Un’arma da guerra che, per fortuna, non ha fatto fuoco. Iaccarino ha tentato di nascondere il volto coprendosi con alcuni indumenti, ma il travestimento non è bastato a evitargli le manette. Insieme a lui e a Triuolo è stata fermata anche Arianna Rossetti, compagna di Iaccarino. Posizione diversa per Gianluca Calvanese, arrestato in flagranza dopo che nella sua abitazione è stata rinvenuta una pistola con matricola abrasa e dodici colpi in canna: l’uomo, durante le prime battute difensive, ha negato di aver preso parte alla gazzarra in piazza.
Giallo sul movente: liti private o affari criminali?
Resta da chiarire con esattezza cosa abbia scatenato una simile esplosione di violenza in una piazza solitamente affollata di passanti e pendolari. Chi vive e lavora nel cuore della Pignasecca parla con insistenza di una violenta lite familiare degenerata nel sangue. Le ipotesi al vaglio degli inquirenti della DDA, tuttavia, non escludono lo sfondo criminale. La seconda pista, sebbene al momento considerata subordinata, si concentra sui contrasti generati dalla spartizione dei proventi di attività illecite, come lo spaccio di stupefacenti o un giro di truffe nella zona. Le risposte fornite dagli arrestati durante gli interrogatori di stamane potrebbero definitivamente diradare i dubbi sul movente.
Approfondimento
Montesanto non si arrende: «Napoli non è in guerra, riprendiamocela».
Dopo la “stesa” che ha scosso il quartiere, i cittadini scendono in piazza per dire
basta alla paura e all’illegalità.
Nel frattempo, davanti al gip, i pistoleri affrontano gli interrogatori mentre la caccia
ai complici continua senza sosta.
Napoli chiama a raccolta le sue forze migliori: ora serve uno scatto d’orgoglio collettivo.






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