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L'ennesima vittima del lavoro

Ercolano, muratore muore dopo un volo dal quarto piano

Indagini in corso della Procura. La tragedia riaccende l'allarme sulla sicurezza nei cantieri: in Campania continua la lunga scia di morti bianche, mentre i sindacati tornano a chiedere più controlli, ispettori e responsabilità negli appalti
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Ercolano Muratore Muore Dopo Un Volo Dal Quarto Piano 2026 08 04
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Ercolano – Ancora una morte sul lavoro. Ancora un cantiere che si trasforma in teatro di una tragedia. Ancora una famiglia distrutta mentre si cerca di capire se quella vita potesse essere salvata.

L’ennesimo incidente mortale si è verificato nel tardo pomeriggio di ieri a Ercolano, in via Niglio 19. Un operaio di 54 anni ha perso la vita dopo essere precipitato dal quarto piano di una palazzina mentre stava eseguendo lavori di muratura sul balcone di un’abitazione.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo avrebbe improvvisamente perso l’equilibrio, precipitando nel vuoto davanti all’androne dell’edificio. Immediati i soccorsi del personale del 118, che lo ha trasportato d’urgenza all’Ospedale del Mare di Napoli. Nonostante i tentativi dei medici, il 54enne è deceduto poco dopo il ricovero a causa delle gravissime lesioni riportate nell’impatto.

L’inchiesta della Procura

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i carabinieri e gli ispettori competenti per gli accertamenti. La Procura ha aperto un fascicolo per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.

Gli investigatori dovranno chiarire se fossero state adottate tutte le misure di sicurezza previste dalla normativa, verificare l’eventuale utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e accertare la posizione lavorativa dell’operaio, oltre al rispetto delle procedure previste nei cantieri.

La salma è stata sequestrata e sarà sottoposta ad autopsia, esame che potrà fornire ulteriori elementi utili alle indagini.

Una strage che non si ferma

La morte dell’operaio di Ercolano si inserisce in una lunga e drammatica sequenza di incidenti mortali che continua a colpire la Campania e l’intero Paese.

Secondo gli ultimi dati elaborati dall’Osservatorio Sicurezza Vega Engineering su dati INAIL, nei primi quattro mesi del 2026 la Campania ha già registrato 22 morti sul lavoro, di cui 19 durante l’attività lavorativa e 3 in itinere. Napoli e Salerno risultano le province con il maggior numero di vittime nel periodo considerato, mentre il settore delle costruzioni continua a essere tra quelli maggiormente esposti al rischio.

Gli ultimi casi tra Napoli e provincia

Negli ultimi mesi Napoli e il suo hinterland sono stati teatro di numerosi incidenti mortali nei cantieri, nelle aziende e durante attività di manutenzione, confermando come il fenomeno delle cosiddette “morti bianche” rappresenti ancora una vera emergenza sociale.

L’incidente di Ercolano arriva dopo una serie di episodi che hanno coinvolto lavoratori impegnati soprattutto nell’edilizia e nella manutenzione, comparti che continuano a registrare uno dei più alti indici di mortalità. Anche per questo le organizzazioni sindacali parlano ormai apertamente di una “strage quotidiana” che non può più essere affrontata soltanto dopo ogni tragedia.

Le richieste dei sindacati rimaste senza risposta

Da anni CGIL, CISL e UIL chiedono un rafforzamento concreto delle misure di prevenzione. Tra le principali proposte avanzate figurano:

aumento del numero degli ispettori del lavoro e dei controlli nei cantieri;
sospensione immediata delle attività nei luoghi dove vengono riscontrate gravi violazioni delle norme di sicurezza;
maggiore responsabilità delle imprese appaltatrici e della filiera dei subappalti;
formazione obbligatoria e continua per tutti i lavoratori;
introduzione di una patente realmente efficace per le imprese che operano nei cantieri;
investimenti strutturali sulla prevenzione e sulla cultura della sicurezza, anziché interventi solo dopo gli incidenti.

Richieste che, denunciano le organizzazioni sindacali, continuano a procedere troppo lentamente rispetto alla frequenza con cui si verificano incidenti mortali nei luoghi di lavoro.

La riflessione

Ogni volta la dinamica cambia. Cambia il cantiere, cambia la fabbrica, cambia il nome della vittima. Ma il finale resta sempre lo stesso: un lavoratore che esce di casa per guadagnarsi da vivere e non vi fa più ritorno.

L’inchiesta stabilirà eventuali responsabilità penali. Ma, ancora una volta, resta una domanda che accompagna ogni morte sul lavoro: quell’uomo poteva essere salvato? Finché questa domanda continuerà a ripetersi dopo ogni incidente, la sicurezza sul lavoro resterà una delle più gravi emergenze del Paese.

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