L’ennesimo agguato

Notte di sangue a Secondigliano, killer davanti al bar: 36enne ferito a una gamba

Due uomini in sella a una moto hanno fatto fuoco davanti al Bar California, in via Roma verso Scampia. Nel mirino Cristiano Basile, già noto alle forze dell’ordine: ha raccontato di essere stato vittima di una rapina
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Notte Di Sangue A Secondigliano Killer Davanti Al Bar 36enne Ferito A Una Gamba 2026 09 10
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Napoli – La notte di Scampia torna a parlare il linguaggio delle pistole. E questa volta lo fa davanti a un bar, in uno dei punti più conosciuti del quadrivio di Secondigliano. Poco prima delle 2.30 due uomini, arrivati in sella a una moto, hanno affiancato Cristiano Basile, 36 anni, e hanno aperto il fuoco.

Un proiettile ha raggiunto l’uomo a una gamba. Poi i due si sono allontanati rapidamente, facendo perdere le proprie tracce.

Sul posto sono intervenuti gli agenti delle Volanti del commissariato di Secondigliano e gli uomini della Scientifica. I rilievi, le immagini delle telecamere e le testimonianze potrebbero rivelarsi decisivi per ricostruire l’esatta dinamica dell’episodio e soprattutto per individuare i due componenti del commando.

«Volevano rapinarmi»: una versione che non convince del tutto

Agli investigatori Basile ha raccontato di essere stato vittima di una rapina. Secondo la sua versione, dopo averlo colpito, i due aggressori si sarebbero impossessati di alcune centinaia di euro.

Una ricostruzione che viene naturalmente verificata dagli investigatori e che, al momento, non può essere considerata definitiva.

Le modalità dell’azione, la presenza di due uomini armati e soprattutto il passato giudiziario della vittima hanno però spinto gli investigatori a mantenere aperte tutte le ipotesi. Compresa quella di un regolamento di conti.

Non significa che dietro il ferimento vi sia necessariamente la camorra. Ma significa che, in una zona dove negli ultimi mesi si sono registrati diversi episodi armati e dove gli equilibri criminali sono oggetto di attenzione investigativa, nessuna pista può essere esclusa a priori.

Dalla primavera una sequenza di agguati

Il dato più inquietante è proprio la successione degli episodi.

Il 10 aprile, in corso Secondigliano, un uomo di 49 anni, Salvatore Marino, venne raggiunto da due colpi di pistola all’addome. L’inchiesta portò successivamente a una svolta: secondo gli investigatori a sparare sarebbe stato il cognato Savio Margarita, che si costituì e confessò. Il contesto venne ricondotto a una possibile vendetta maturata dopo il sequestro di armi e droga in un centro demolizioni di San Pietro a Patierno.

Pochi giorni dopo, il 17 aprile, un altro episodio particolarmente grave nel rione Siberia di Marianella. Vincenzo Lo Russo, 33 anni e parente dei vertici del clan Lo Russo-Capitoni, venne aggredito e raggiunto da cinque colpi di pistola, riportando ferite a braccia, gambe e schiena. L’indagine della Dda ha poi portato a tre misure cautelari: per gli investigatori alla base dell’agguato vi sarebbe stato un vecchio contrasto maturato in carcere.

Il secondo agguato a Francesco Musto

Il 25 aprile, a Scampia, in via Labriola, fu ferito Francesco Musto, allora 18enne. Il giovane venne raggiunto da un colpo d’arma da fuoco alla gamba.

Fin dalle prime ore gli investigatori considerarono poco convincente l’ipotesi di una semplice aggressione casuale. Il legame familiare con esponenti della criminalità organizzata dell’area nord alimentò l’attenzione degli investigatori, che guardarono anche ai contrasti tra giovani gravitanti negli ambienti criminali della zona.

Ed è proprio questo episodio a rendere ancora più significativo quanto accaduto pochi giorni fa.

Otto settembre: ancora Musto nel mirino

Nella notte tra il 7 e l’8 settembre, infatti, lo stesso Francesco Musto è tornato nel mirino.

In via Don Pino Puglisi, a Scampia, due uomini in scooter hanno avvicinato il 19enne mentre era con alcuni amici. Uno di loro ha estratto una pistola e ha fatto fuoco. Il proiettile lo ha colpito di striscio al torace. Musto è riuscito a raggiungere il Cto con mezzi propri e non è in pericolo di vita.

Il fatto che il giovane fosse già stato ferito in aprile rende il secondo episodio particolarmente delicato. Gli investigatori stanno valutando se esista un collegamento tra i due agguati e se la sequenza possa inserirsi in una più ampia tensione tra gruppi dell’area nord. La Dda sta scavando negli ambienti delle nuove leve di Scampia e Secondigliano.

Contesto

Il quadro della criminalità a Scampia e Secondigliano

Negli ultimi mesi, l'area di Scampia e Secondigliano ha visto un aumento preoccupante di episodi di violenza armata, suggerendo un possibile deterioramento della sicurezza pubblica e un riemergere di conflitti tra gruppi criminali.

  • Aumento degli agguati: Dalla primavera, si sono verificati diversi agguati, molti dei quali legati a vendette personali e rivalità tra clan.
  • Presenza di giovani criminali: Molti dei coinvolti negli episodi recenti sono giovani con legami familiari con storici gruppi criminali.
  • Ritorno di esponenti di clan: La libertà di alcuni ex membri di clan storici ha riacceso tensioni e rivalità nel territorio.
  • Uso di armi in pubblico: Gli spari avvenuti in contesti affollati, come durante la Notte Bianca, evidenziano la crescente audacia dei criminali.
  • Indagini in corso: Le forze dell'ordine stanno monitorando attentamente la situazione per prevenire ulteriori episodi di violenza.
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