Apice – La dinamica di sangue è già drammaticamente tracciata, incastonata nei rilievi tecnici eseguiti nel retro del ristorante “Licciardi” ad Apice. Ma ciò che manca al fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica di Benevento è la scintilla esatta, l’innesco irreversibile che nella tarda mattinata ha spinto Gianni Licciardi a impugnare la sua Beretta calibro 9×21 – regolarmente detenuta – per giustiziare a bruciapelo prima il fratello Franco all’interno del locale, poi il più piccolo Donato, inseguito e abbattuto all’esterno, prima di rivolgere l’arma contro se stesso e premere il grilletto.
Le memorie digitali e la pista economica
Ricomporre la mappa del movente è ora la priorità assoluta dei Carabinieri della Compagnia e del Comando Provinciale di Benevento. I militari hanno posto sotto sequestro i telefoni cellulari e i computer in uso ai tre fratelli.
La risposta all’interrogativo sul “perché” potrebbe nascondersi tra chat di WhatsApp, e-mail recenti, registrazioni audio o memorie di bilancio. Gli inquirenti stanno analizzando capillarmente la documentazione contabile della struttura di ricevimenti, un’attività nota e avviata che tuttavia, negli ultimi tempi, sarebbe stata teatro di pesanti tensioni della cui eco sono rimaste tracce nitide.
La rete dei testimoni: professionisti e familiari sotto torchio
Nelle ultime ore gli investigatori hanno ascoltato a verbale non solo i familiari delle vittime – ancora sotto profondo choc per l’accaduto – e i dipendenti della struttura, ma anche i consulenti tecnici della società: commercialisti, consulenti del lavoro e legali che coadiuvavano i Licciardi nella gestione commerciale.
Al centro degli accertamenti ci sono i dissidi legati alla conduzione dell’attività e, soprattutto, le voci insistenti relative a una probabile e imminente vendita del ristorante. Un’ipotesi che da mesi agitava gli equilibri familiari e che era nota anche al cerchio ristretto di amici e conoscenti.
Si cerca di capire se dietro la decisione di cedere il locale vi fossero frizioni economiche insanabili, debiti non dichiarati o la spaccatura insanabile tra chi voleva monetizzare e chi intendeva resistere.
Autopsia e rilievi scientifici
Mentre l’area del delitto e la Beretta 9×21 restano sotto sigillo penale, la Procura si appresta a conferire l’incarico per gli esami autoptici sulle salme dei tre fratelli. I dati medico-legali serviranno a confermare la traiettoria dei proiettili e la sequenza temporale degli spari, incrociando i risultati con i campionamenti balistici e le impronte biologiche raccolti dalla Sezione Investigazioni Scientifiche dell’Arma.
Sarà l’incrocio tra la perizia balistica e le analisi forensi sui dischi rigidi dei pc a chiarire cosa abbia trasformato un’ordinaria lite sulla gestione commerciale in una strage.



