Non si placa il dolore della famiglia di Lorenzo Spasiano, il giovane e innocente operaio ucciso la scorsa settimana sotto la sua abitazione a Miano. Un delitto assurdo, consumato come una spietata ritorsione per una lite scoppiata mesi prima durante una banale partita di calcetto. In questo clima di profonda commozione, la famiglia della vittima ha voluto lanciare un messaggio di straordinaria dignità e civiltà, rifiutando categoricamente le logiche della violenza e del rancore.
Il messaggio della famiglia: «No alla vendetta»
Attraverso un post pubblicato sulla piattaforma TikTok, Francesco Spasiano – fratello della vittima, espostosi in prima persona fin dai primi momenti successivi alla tragedia – ha voluto ringraziare la cittadinanza a nome di tutti i familiari:
«La famiglia Spasiano ringrazia l’intera comunità di Miano per la vicinanza e il sostegno ricevuto in questo momento così difficile. Tengono a precisare che il dolore per la perdita di Lorenzo non conosce vendetta e che l’ingiustizia non si ripaga con l’odio. La scomparsa di Lorenzo non sia solo la fine di una vita, ma l’inizio di un radicale cambiamento per l’intera comunità».
L’appello alle istituzioni per i giovani a rischio
Questa mattina, Francesco Spasiano è tornato a parlare, allargando la riflessione alla scarna realtà che troppi giovani vivono nei quartieri a rischio di Napoli, invocando un intervento strutturale dello Stato:
«Non solo il corpo e l’anima di Lorenzo devono avere giustizia ma anche le altre vittime innocenti. Purtroppo non c’è futuro per i giovani che vivono in situazioni disagiate e mi rivolgo alle istituzioni e a tutti coloro che possono fare qualcosa. Aiutiamo anche se un poco alla volta questa gente che vive nel male a migliorare. Perché ci sono dei giovani che vogliono migliorare e quindi se c’è la possibilità aiutiamoli. Perché così almeno sopperisco a questo vuoto perenne che mi porto dentro dalla morte di Lorenzo. Per convivere con il dolore devo far sì che viva qualcosa di lui in me. Lorenzo era un ragazzo speciale, era il sole».
Caccia al killer e al “traditore”
Nel frattempo, sul fronte investigativo, le forze dell’ordine continuano a lavorare senza sosta per blindare il quadro accusatorio. Il presunto autore materiale del delitto è già stato individuato da tempo: si tratterebbe di un baby-killer legato a un broker del narcotraffico dell’ex clan Lo Russo di Miano.
I nodi da sciogliere, tuttavia, restano ancora diversi. Gli inquirenti stanno cercando riscontri stringenti per identificare con certezza il “traditore”. Si tratta di un conoscente della vittima, la persona che la notte dell’agguato ha telefonato a Lorenzo Spasiano, invitandolo a scendere in strada con un pretesto e consegnandolo, di fatto, nelle mani del suo assassino. L’obiettivo della Procura è rimettere insieme tutti i tasselli del mosaico per ottenere un quadro probatorio granitico, assicurando alla giustizia ogni singolo responsabile della morte dell’ennesimo figlio innocente di Napoli.
Approfondimento
La famiglia Spasiano sceglie la dignità: «No alla vendetta», nonostante il dolore per la perdita di Lorenzo.
Un messaggio che va oltre il lutto, un invito a spezzare la spirale di violenza che da
troppo tempo attanaglia Miano.
In un quartiere dove le tensioni esplodono come in una partita senza regole, serve
coraggio civile e comunità unita.





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