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Le violazioni accertate

Castellemmare, sanzionato ‘Lo Stone Beach’: il lido dei Vip che faceva pagare i bambini

Nel listino dello stabilimento il costo per i minori tra 5 e 11 anni arrivava fino a 17 euro. Accertati anche scontrini da 5 euro con la causale “servizio bambino”. La normativa regionale garantisce l'accesso gratuito agli stabilimenti ai minori di 12anni
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Castellemmare Sanzionato Lo Stone Beach Il Lido Dei Vip Che Faceva Pagare I Bambini 2026 08 24
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Castellammare – Un ingresso a pagamento per i bambini tra i 5 e gli 11 anni, in contrasto con quanto previsto dalla normativa regionale. È quanto accertato dalla Polizia Municipale di Castellammare di Stabia nello stabilimento balneare ‘Stone Beach’ a Pozzano in concessione demaniale, dove sono scattate le sanzioni nei confronti dei gestori.

Il controllo è stato effettuato dopo una richiesta di intervento arrivata dal personale militare della Guardia Costiera. Al centro della verifica, la presenza all’ingresso del lido di un cartello-listino nel quale veniva indicato che i bambini di età compresa tra 5 e 11 anni avrebbero dovuto pagare per accedere alla struttura.

Per il mese di agosto, nel cosiddetto Lido dei Vip, secondo quanto rilevato dagli agenti, la cifra richiesta variava da un minimo di 5 euro a un massimo di 17 euro, in relazione al servizio scelto.

La legge regionale campana 10 maggio 2012, n. 10, all’articolo 1, stabilisce invece che i titolari delle concessioni demaniali devono garantire l’accesso gratuito agli stabilimenti balneari ai minori di 12 anni accompagnati da un maggiorenne.

Gli scontrini con la voce “servizio bambino”

I controlli hanno consentito di fare un ulteriore passo nell’accertamento. Gli agenti hanno infatti verificato che, nella giornata del 21 agosto 2026, risultavano emessi scontrini fiscali da 5 euro con la dicitura “SERVIZIO BAMBINO”.

Un elemento che, secondo gli accertamenti effettuati sul posto, confermerebbe l’applicazione concreta del pagamento ai minori. Da qui l’intervento sanzionatorio nei confronti dei gestori dello stabilimento.

La segnalazione partita da Borrelli

A portare il caso all’attenzione delle istituzioni era stato il deputato Francesco Emilio Borrelli, da tempo impegnato sul fronte della tutela del diritto al mare, della difesa delle spiagge libere e del rispetto delle regole da parte dei concessionari.

Borrelli aveva sollecitato l’intervento dell’assessore regionale al Governo del Territorio e al Patrimonio Vincenzo Cuomo, che aveva interessato la Capitaneria di Porto, dando il via agli accertamenti che hanno successivamente coinvolto la Polizia Municipale di Castellammare.
Il tema non è isolato.

A luglio la stessa Regione Campania aveva formalmente richiamato Comuni e autorità competenti alla necessità di garantire il libero accesso al mare, la tutela delle spiagge libere e il rispetto delle norme sulle concessioni. Nella comunicazione regionale era stato ribadito anche il diritto dei minori di 12 anni accompagnati da un maggiorenne all’accesso gratuito agli stabilimenti.

La battaglia per le spiagge libere

Quello di Castellammare si inserisce dunque in una battaglia politica e istituzionale che Borrelli porta avanti da anni e che nell’estate 2026 si è concentrata con particolare intensità sul litorale campano.

Il deputato ha più volte effettuato sopralluoghi e denunciato situazioni nelle quali, a suo giudizio, il demanio marittimo sarebbe stato trattato come una proprietà privata, con ostacoli all’accesso alle spiagge, occupazioni abusive e servizi imposti ai cittadini. Nei giorni scorsi ha inoltre denunciato un episodio di forte tensione a Castel Volturno durante un sopralluogo davanti a un lido sottoposto a sequestro.

La questione riguarda quindi un principio più ampio: le concessioni autorizzano la gestione di un bene demaniale, ma non trasformano la spiaggia in una proprietà privata. È una distinzione sulla quale anche la Regione Campania è intervenuta, chiedendo di intensificare i controlli e di garantire la piena fruizione delle aree libere.

«I bambini non possono essere clienti da monetizzare»

Durissimo il commento di Borrelli dopo l’intervento delle autorità.
«Il mare non può diventare un lusso e i bambini non possono essere considerati clienti da monetizzare», ha dichiarato il deputato, ringraziando l’assessore regionale Cuomo, la Capitaneria di Porto e la Polizia Municipale per l’intervento.

Borrelli ha quindi chiesto ulteriori verifiche sugli stabilimenti balneari e l’applicazione dei provvedimenti previsti laddove vengano riscontrate violazioni.

«La nostra battaglia per il diritto al mare e per una fruizione corretta e trasparente delle spiagge continuerà senza sosta», ha sottolineato, evidenziando come siano ancora numerose, a suo giudizio, le situazioni nelle quali le regole non vengono rispettate a danno delle famiglie.

Una questione che va oltre il singolo lido

Il caso di Castellammare riaccende così il dibattito sul rapporto tra turismo balneare, concessioni demaniali e diritto alla fruizione pubblica del mare.

Da una parte ci sono gli operatori che svolgono legittimamente la propria attività e rappresentano una componente importante dell’offerta turistica campana; dall’altra, la necessità di impedire che la gestione privata di aree demaniali finisca per comprimere diritti e accessibilità.

La stessa Regione, nel febbraio scorso, aveva indicato l’obiettivo di assicurare una quota del 30% di arenili e spiagge libere e gratuite, inserendo la piena fruibilità pubblica delle coste tra gli obiettivi della nuova pianificazione del demanio marittimo.

Il principio, dunque, è semplice: chi gestisce una concessione deve poter lavorare, ma nel rispetto delle regole. E il diritto al mare non può trasformarsi in un privilegio riservato a chi può permetterselo.

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