Le confessioni

Afragola, il pentito Pollaro: «Io addetto a picchiare chi non pagava. Prendevo 2500 euro a settimana»

IAlex Pollaro neo collaboratore di giustizia del clan Nobile "i panzaruttari" del rione Salicelle ha spiegato le dinamiche della cosca
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Afragola Il Pentito Pollaro Io Addetto A Picchiare Chi Non Pagava Prendevo 2500 Euro A Settimana 2026 06 12
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Ha delineato la struttura criminale del clan Nobile il neo pentito  Alex Pollaro e ha spiegato come funzionava il gruppo di camorra che ha preso il controllo delle attività illecite non solo nel quartiere generale delle Salicelle ma in gran parte della città di Afragola e di alcuni paesi limitrofi.

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Il primo verbale depositato agli atti dell’inchiesta è datato 3 giugno 2026. Il collaboratore spiega di essere stato arruolato non per spacciare, ma specificamente per la sua indole violenta. Il suo compito era pestare e punire chi non pagava il pizzo, chi non saldava i debiti di droga o i pusher che vendevano stupefacenti “sottobanco” senza rifornirsi dal clan. Per questa mansione riceveva uno “stipendio” fisso di 2.000-2.500 euro a settimana.

«Videro in me la persona giusta per compiere omicidi»

Quando Pollaro esce dal carcere nel gennaio del 2024, “Topolone” capisce subito come sfruttarlo. Gli dà un’auto, gli anticipa del denaro e lo inserisce nei ranghi criminali con una mansione specifica: la violenza pura. Niente spaccio al dettaglio, Pollaro deve essere il braccio armato, il picchiatore del clan.

«Tornando al mio ingresso nel gruppo del panzarottari, devo dire che i Nobile conoscevano bene la mia indole e videro in me la persona giusta per compiere omicidi e azioni violente. Infatti Nobile Antonio detto Topolone mi disse apertamente che non mi avrebbero impiegato per spacciare la droga, ma per compiere azioni violente, dicendomi che avrei potuto essere chiamato per compiere azioni violente anche da altri gruppi».

Una mansione “professionale” lautamente ricompensata: «Nobile Antonio detto Topolone mi retribuiva dandomi 2000-2500 euro a settimana, oltre ad altre somme di denaro di cui avevo bisogno di volta in volta per esigenze mie personali o della mia famiglia».

Il lavoro sporco consisteva nel raddrizzare chi osava sgarrare: «Il mio ruolo nel gruppo dei panzarottari era quello di picchiare le persone che non pagavano le estorsioni, o quelle che non pagavano lo stupefacente acquistato, o ancora i soggetti che vendevano stupefacente sottobanco senza rifornirsi dal gruppo. Ho compiuto queste azioni violente più o meno cinque o sei volte».

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Commenti (1)

Ho letto l’articolo,e mi pare una storia complessa e unpoco confusa. Il collaboratore dice di essere statto arruolatto per la viollenza non per lo spaccio,ma le date non combacchiano, i nomi si mescolano,ci son parti tagliate e frasi che non tornano. Tutto sembra racconto a pezz1,quindi resta il dubbio se i verbali eran completi o manipolati.Speriamo spiegazionii presto.

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