Le vite degli altri in vendita, smantellata la holding dei dati rubati: 85 indagati
Un vero e proprio "listino prezzi" per esfiltrare informazioni riservate dalle banche dati SDI e INPS. Sotto accusa vertici di agenzie investigative, poliziotti, vigili urbani, direttori delle Poste e funzionari delle Entrate.
Un mercato parallelo, silenzioso e inarrestabile, dove la privacy dei cittadini italiani aveva un prezzo preciso e spaventosamente basso: dai 6 ai 25 euro. È questo lo scenario allarmante portato alla luce dalla monumentale inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, sfociata in un’ordinanza cautelare di quasi 1.900 pagine firmata dal G.I.P. Giovanni Vinciguerra.
Un’operazione che ha smascherato un’articolata organizzazione criminale dedita all’accesso abusivo ai dati sensibili, composta da un sodalizio insospettabile: poliziotti, carabinieri, funzionari pubblici infedeli e agenzie di investigazione privata.
Il bilancio dell’operazione, condotta dalla Squadra Mobile della Questura partenopea, è pesante. Su 85 indagati totali, sono state eseguite 29 misure cautelari. Per i quattro presunti vertici dell’organizzazione (Giovanni Maddaluno, Mattia Galavotti, Giuseppe Picariello e Giuseppe Emendato) si sono spalancate le porte del carcere. Altri sei sono finiti agli arresti domiciliari, diciannove hanno ricevuto l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria e per dieci è scattata la sospensione dall’esercizio della pubblica funzione per sei mesi.
Il “tariffario” dello spionaggio e i clienti di tutta Italia
L’organizzazione operava con logiche puramente aziendali e imprenditoriali. Il servizio più esclusivo e costoso era l’interrogazione della banca dati SDI (il Sistema d’Indagine del Ministero dell’Interno), per la quale i pubblici ufficiali corrotti intascavano 25 euro. Le visure sui server dell’INPS, invece, fluttuavano tra i 6 e gli 11 euro, a seconda della complessità del documento richiesto.
Ma chi comprava queste informazioni? Le indagini puntano i fari su una rete di agenzie di investigazione e recupero crediti sparse su tutto il territorio nazionale. Come spiegato dal Procuratore Nicola Gratteri, sono dieci le società sotto la lente della Procura, molte delle quali “dislocate al Nord, in particolare in Emilia Romagna, che compulsavano quasi quotidianamente per ottenere informazioni”. Tra le vittime di questa vorace raccolta illecita figurano nomi noti: attori, personaggi dello spettacolo, calciatori e grandi imprenditori, le cui vite venivano passate al setaccio. Il cuore tecnologico di questo sistema era un server, ora sotto sequestro, che secondo Gratteri custodirebbe “più di un milione di dati”.
La cupola dell’organizzazione
La struttura criminale, secondo gli inquirenti, era piramidale e impermeabile. Al vertice sedevano figure come Mattia Galavotti e Giuseppe Picariello, soci occulti o palesi di agenzie come la Sole Investigazioni e Sicurezza S.r.l., incaricati di delineare le strategie operative. Accanto a loro, Giuseppe Emendato (amministratore della Futura s.r.l.) gestiva i flussi di cassa occulti, avvalendosi della cruciale collaborazione del commercialista Pietro De Falco (finito ai domiciliari), il cui compito era emettere fatture per operazioni inesistenti per creare fondi neri necessari a corrompere i funzionari.
Il ruolo di “cerniera” tra i mandanti e gli esecutori materiali era spesso ricoperto da Maria Rosaria Cantiello, socia di agenzie e incaricata di contrattare in prima persona i prezzi della corruzione.
I funzionari infedeli e il fiume di denaro
Il vero anello debole della sicurezza nazionale erano però coloro che quelle banche dati avrebbero dovuto proteggerle. Spicca la figura di Giovanni Maddaluno, Sostituto Commissario in servizio presso la Squadra Mobile di Napoli. Secondo le accuse, Maddaluno non solo esfiltrava dati in prima persona (consegnandoli anche su pen drive), ma reclutava e dirigeva altri poliziotti infedeli, come i Vice Ispettori Alfonso Auletta e Piermassimo Caiazzo. Le indagini hanno documentato numeri impressionanti: in un caso si parla di 13.756 accessi abusivi per le sole operazioni INPS.
Ma la rete si estendeva ben oltre le forze di polizia. L’inchiesta ha coinvolto anche dipendenti dell’Agenzia delle Entrate (come Francesco Saverio Falace), dirigenti di uffici postali tra Veneto e Nord Italia (Sara Zanivan, Luca Senatore) e agenti della Polizia Locale di Napoli (Raimondo Siena). Tutti accomunati dalla medesima accusa: aver trasformato il proprio ruolo pubblico in un bancomat per informazioni riservate.
Il listino prezzi e l’ingegneria dei fondi neri
L’organizzazione aveva stabilito prezzi fissi per la violazione della privacy. Il servizio più ambito era la visura nella banca dati SDI (il Sistema di Indagine del Ministero dell’Interno, contenente i precedenti di polizia), venduta dai pubblici ufficiali infedeli per soli 25 euro a interrogazione. Più a buon mercato erano le incursioni nei server dell’INPS, che variavano dai 6 agli 11 euro a seconda della complessità del documento esfiltrato.
Per foraggiare questo sistema di corruzione senza destare sospetti nell’antiriciclaggio, la “cupola” si affidava alle abilità del commercialista Pietro De Falco. Il suo compito era creare una copertura documentale inattaccabile, emettendo decine di fatture false per operazioni inesistenti. Questi fondi neri venivano poi caricati su carte prepagate e consegnati ai funzionari corrotti.
Il “caporalato” dei colletti divisa
L’aspetto più inquietante dell’inchiesta riguarda la facilità con cui l’associazione è riuscita a corrompere uomini in divisa e funzionari ministeriali. Tra le figure centrali spicca quella di Giovanni Maddaluno, Sostituto Commissario in servizio proprio alla Squadra Mobile di Napoli. L’accusa lo inquadra come un “organizzatore”: non solo rubava i dati usando le proprie credenziali, ma aveva creato una vera e propria “squadra” di poliziotti infedeli, tra cui i Vice Ispettori Alfonso Auletta e Piermassimo Caiazzo. Il ritmo delle incursioni telematiche era frenetico: solo per gli accessi ai terminali INPS, la Procura ha documentato 13.756 operazioni illecite.
I dati viaggiavano su supporti USB, spesso consegnati fisicamente da Francesco Maddaluno, figlio del commissario, agli agenti operativi sul territorio, come Maria Rosaria Cantiello, anello di congiunzione tra le forze dell’ordine corrotte e i mandanti.
Ma la corruzione non conosceva confini ministeriali: dalle scrivanie dell’Agenzia delle Entrate (con il dipendente Francesco Saverio Falace attivissimo nel reclutare nuove “talpe”) alla Polizia Locale di Napoli (con Raimondo Siena), passando per gli uffici di Poste Italiane, dove dirigenti di filiali nel bellunese (Sara Zanivan e Luca Senatore) monetizzavano gli accessi al sistema “Punto Fisco”.
Il tariffario della privacy violata
I dati venivano richiesti quasi quotidianamente da società di investigazione con sedi in tutto il territorio italiano (dieci quelle nel mirino, molte in Emilia Romagna). Il “listino prezzi” era tanto rigido quanto economico: il servizio premium, ovvero l’interrogazione della Banca Dati Strategica Nazionale SDI (che contiene i precedenti di polizia), costava 25 euro. Per sbirciare nei conti e nelle posizioni lavorative dei cittadini tramite i server INPS, bastavano dai 6 agli 11 euro.
Un mercato al ribasso che ha fruttato centinaia di migliaia di euro illeciti, oggi bloccati dai sequestri preventivi disposti dal G.I.P., e che ha permesso di accumulare in un server clandestino, come sottolineato dal Procuratore Nicola Gratteri, “più di un milione di dati”.
L’elenco completo degli 85 indagati
GALAVOTTI Mattia, nato il 10.01.1979 a Ferrara. CARCERE
PICARIELLO Giuseppe, nato il 24.11.1975 a Milano CARCERE
EMENDATO Giuseppe, nato il 18.09.1967 a Napoli CARCERE
CANTIELLO Maria Rosaria, nata il 25.11.1982 a Caserta ARRESTI DOMICILIARI
MADDALUNO Giovanni, nato il 10.05.1964 a Napoli CARCERE
MADDALUNO Francesco, nato il 16.08.1996 a Napoli OBBLIGO PG
FALACE Francesco Saverio, nato il 16.12.1952 a Castellammare di Stabia (NA) ARRESTI DOMICILIARI
EMENDATO Chiara, nata il 28.12.1995 a Napoli OBBLIGO PG
RUSSO Mauro, nato il 17.09.1996 a Napoli OBBLIGO PG
De FALCO Pietro, nato il 15.12.1962 a Napoli ARRESTI DOMICILIARI
VISENTINI Monica, nata il 09.04.1966 a Ferrara OBBLIGO PG
GAVIOLI Norah, nata il 06.03.1995 in Marocco OBBLIGO PG
PICARIELLO Ida,
RICCARDI Giovanni, nato il 15.01.1994 a Napoli OBBLIGO PG
MOREA Giovanni, nato il 24.01.1966 a Bari OBBLIGO PG
ZENO Carmela, nata il 09.02.1989 a Napoli OBBLIGO PG
AULETTA Alfonso, nato il 23.08.1974 a Sant’Antimo ARRESTI DOMICILIARI
CAIAZZO Piermassimo, nato il 31.07.1973 a Taranto ARRESTI DOMICILIARI
FORMICHELLA Francesco, nato il 07.08.1967 a Napoli OBBLIGO PG
ALTARELLI Pasquale, nato il 24.09.1971 a Maddaloni (CE) OBBLIGO PG
SIENA Raimondo, nato il 29.06.1958 a Napoli ARRESTI DOMICILIARI
PIETROBATTISTA Luca, nato il 23.09.1970 a Roma OBBLIGO PG
SCHIANO Giuliano,
ACUNZO Raffaele, nato il 16.08.1959 a Boscotrecase (NA) OBBLIGO PG
CARILLO Francesco, nato il 07.08.1965 a Castellamare di Stabia (NA) OBBLIGO PG
BOSCO Stefania, nata il 09.04.1970 a Napoli OBBLIGO PG
GIRONE Carlo,
DE CRISTOFARO
GALOPPANTE Salvatore, nato il 10.07.1981 a Napoli OBBLIGO PG
GRAPPA Adele,
ZANIVAN Sara, nata il 04.02.1974 a Feltre (BL) OBBLIGO PG
SENATORE Luca, nato il 12.01.1970 a Belluno OBBLIGO PG
TAGLIAFERRI Michele,
D’ALESSANDRO Christian,)
LESTINGI Federica,
SCHIANO Marco,
CAMMAROTA Massimo,
GIONTI Pasquale,
PIRO Umberto,
TARTAGLIA Alessandro, nato il 30.04.1976 a Napoli OBBLIGO PG
TARANTINO Raffaele,
PICCOLO Riccardo,
CASTELLANO Alessandra,
PISANI Salvatore,
PIETROW Anna,
ESILIO Mari
MORETTI Daniele,
D’ALBENZIO Giuseppe,
CRISTOFARO Giuseppe,
NICASTRO Luca,
NICASTRO Federico,
ESPOSITO Francesco,
SAVARESE Mariacristina,
GUARINI Pasquale,
MILANI Gian Ercole,
MILANI Davide,
GERAKOVA Michaela,
MORELLI Giuseppe,
TOZZI Alberto,
BIONDI Bruno,
REPOSSI Deborah Giulia,
MANGIOLA Beniamino,
CADEDDU Fabio,
DI MATOLA Antonio,
CORCIULO Alessia,
PATTI Benedetto,
BONARI Katia,
ADDEO Antonio,
MERCENARO Laura Dolores,
BENEDUCE Aniello,
TRAVERSA Paola,
SARTORI Ombretta
SARGIOTTA Valeria,
BRUNETTI Michele,
ZANTEDESCHI Andrea,
BELLANTI Emilia Susanna,
NEGRONI Grazia,
GENTILI Federica,
CALCATERRA Marco,
VEZZARO Valentina,
SCORZA Giacinto,
I proventi dell’illecito: le somme sotto sequestro
Per disarticolare anche la forza economica del sodalizio, il G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca delle somme identificate come profitto diretto dei reati contestati:
CAIAZZO Piermassimo: euro 478.967
AULETTA Alfonso: euro 478.967
DE FALCO Pietro: euro 239.625,51
MADDALUNO Giovanni: euro 25.018
FALACE Francesco Saverio: euro 19.020
SENATORE Luca: euro 9.250
SIENA Raimondo: euro 5.676
ZANIVAN Sara: euro 4.150
PIETROBATTISTA Luca: euro 3.540
ALTARELLI Pasquale: euro 1.314
TAGLIAFERRI Michele: euro 1.115
FORMICHELLA Francesco: euro 441
ACUNZO Raffaele: euro 285
GALOPPANTE Salvatore: euro 159
CALCATERRA Marco: euro 138
BOSCO Stefania: euro 48
CARILLO Francesco: euro 33
Cosa sapere
Punti chiave sull'inchiesta sui dati rubati
Ecco una sintesi dei principali aspetti emersi dall'inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
Mercato dei dati:
I dati sensibili venivano venduti a prezzi tra i 6 e i 25 euro.
Organizzazione criminale:
L'inchiesta ha portato all'arresto di 29 persone, tra cui poliziotti e funzionari pubblici.
Clienti delle informazioni:
Le informazioni rubate erano richieste da agenzie di investigazione e recupero crediti in tutta Italia.
Volume di dati:
Il server sequestrato conteneva oltre un milione di dati sensibili.
Corruzione sistematica:
L'organizzazione operava con logiche aziendali, con un tariffario ben definito per i servizi.
L’articolo pare serio ma lascia tanti dubbi: la rete e ampia e pericolosa, i nominativi sonno tantissimi, ma non si capisce come sia possibile che degl uffici abbiano cosi facilita. Le cifre paionno esageratte, i numeri non combaggiano, serve chiarezza, la giustizia devi fare il suo ccorso e i cittadinni aspettano.
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