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TRAGEDIA IN VIA NIGLIO

Ercolano, piange Ciro Panico: quel doppio lavoro e i sacrifici per la famiglia

Ciro Panico, dipendente di una sala Bingo e lavoratore saltuario nei cantieri per sostenere la famiglia, avrebbe perso l’equilibrio durante alcuni lavori di muratura. La salma sequestrata per l’autopsia, sotto sequestro anche l’abitazione.
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Ercolano Piange Ciro Panico Quel Doppio Lavoro E I Sacrifici Per La Famiglia 2026 08 04
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L’ennesima tragedia sul lavoro scuote Ercolano. Ciro Panico, 54 anni, è morto dopo essere precipitato dal quarto piano di una palazzina di via Niglio 19, dove stava effettuando alcuni lavori di muratura sul balcone di un’abitazione.
Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori, l’uomo avrebbe perso l’equilibrio durante l’intervento, precipitando nel vuoto e finendo davanti all’androne del palazzo.

Immediato l’allarme e il trasferimento all’ospedale del Mare di Napoli, ma le gravissime ferite riportate nella caduta non gli hanno lasciato scampo. I medici hanno tentato inutilmente di salvarlo: Ciro Panico è morto a causa dei traumi riportati.

Una vita di sacrifici per sostenere la famiglia

Panico era conosciuto come un uomo dedito al lavoro. Per garantire un sostegno economico alla moglie e ai quattro figli svolgeva più attività: lavorava in una sala Bingo e, quando capitava, accettava anche lavori di muratura per arrotondare, come quello che che gli è costato la vita.

Una vita fatta di sacrifici e di impegni diversi, spezzata in pochi istanti mentre cercava di portare avanti quel secondo lavoro “probabilmente in nero” che avrebbe dato uns sostegno economico maggiore alla sua famiglia.

La notizia della sua morte ha lasciato sgomenta la comunità di Ercolano, dove in queste ore prevalgono dolore e incredulità.

Indagini dei carabinieri: sequestrati casa e documenti dei lavori

Sul drammatico incidente sono in corso le indagini dei carabinieri, chiamati a ricostruire con precisione la dinamica della caduta e soprattutto a verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza.
La salma è stata sequestrata e sarà sottoposta ad autopsia per chiarire le cause del decesso.
Sotto sequestro anche l’abitazione nella quale Panico stava effettuando i lavori, insieme alla documentazione relativa al cantiere e agli interventi di ristrutturazione.

Gli investigatori dovranno accertare anche la posizione lavorativa dell’uomo e verificare se fossero state adottate tutte le misure di prevenzione previste dalla normativa.

Il dolore del cognato: “Era come un fratello”

Tra i familiari prevalgono il dolore e la rabbia. Il cognato della vittima, intervistato dalla Tgr Campania, ha ricordato Ciro Panico con la voce spezzata dalla commozione: “Per me era come un fratello”.
Poi l’appello, rivolto alle istituzioni e al mondo del lavoro: “Nel 2026 non si può morire di lavoro, non si può morire per portare il pane a casa. Bisogna intervenire e tutelare i lavoratori”.

Parole che riportano al centro il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, ancora drammaticamente attuale.

Il cordoglio della sindaca Garzia: “Riflessione sulla sicurezza non più rinviabile”

Dolore espresso anche dalla sindaca di Ercolano Antonietta Garzia: “La tragedia che oggi ha colpito la nostra comunità ci lascia sgomenti. Alla famiglia della vittima rivolgo il mio cordoglio personale e quello dell’intera amministrazione”.

La prima cittadina ha invitato ad attendere gli esiti delle indagini: “Saranno gli organi competenti ad accertare dinamica, responsabilità e ogni altro aspetto di questa vicenda. È giusto attendere l’esito delle indagini e avere il massimo rispetto per il lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine”.

Ma, ha aggiunto, resta una questione centrale: “Ogni volta che un lavoratore perde la vita siamo chiamati a interrogarci sul valore che si attribuisce al lavoro, alla sicurezza e alla dignità delle persone”.

La Cgil: “Un’altra vittima, serve una svolta nei controlli”

Sulla tragedia interviene anche la Cgil Napoli e Campania. Il segretario generale Nicola Ricci parla di un nuovo lutto nel mondo del lavoro:

“Ancora una giornata di lutto. Un’altra vittima in un cantiere a Ercolano, un operaio che cade dal quarto piano”.
Il sindacato chiede chiarezza sulle condizioni di sicurezza:

“Ci stringiamo alla famiglia nel cordoglio e nel dolore, ma chiediamo verità e trasparenza sulle misure adottate in quel cantiere e capire se erano previsti i ganci di ancoraggio per questo lavoratore”.
Ricci richiama anche gli altri incidenti avvenuti in Campania e denuncia una situazione che definisce una lunga scia di morti:

“Bisogna arrestare questa folle escalation di incidenti sul lavoro. Servono prevenzione, controlli e un piano di assunzioni negli organi preposti alla sicurezza”.

Cosa sapere

Punti chiave sulla tragedia di Ciro Panico

Ecco una sintesi dei principali aspetti legati all'incidente che ha colpito Ciro Panico ad Ercolano.

  • Incidente mortale: Ciro Panico, 54 anni, è morto dopo essere caduto dal quarto piano mentre lavorava in muratura.
  • Condizioni di lavoro: L'incidente è avvenuto durante un lavoro che potrebbe essere stato svolto in nero.
  • Indagini in corso: I carabinieri stanno indagando sulla dinamica della caduta e sul rispetto delle norme di sicurezza.
  • Reazioni della comunità: La morte di Panico ha suscitato dolore e incredulità tra i familiari e nella comunità di Ercolano.
  • Richiesta di maggiore sicurezza: Sindacati e autorità locali chiedono interventi urgenti per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro.
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