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Divieto di avvicinamento

Piano di Sorrento, perseguitava e aggrediva l’ex compagno: misura cautelare per una 31enne

Dopo la separazione avrebbe sottoposto l'ex convivente a continui maltrattamenti, minacce e aggressioni, arrivando anche a installare di nascosto un Apple AirTag sul motociclo dell'uomo per seguirne gli spostamenti
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Piano Di Sorrento Perseguitava E Aggrediva Lex Compagno Misura Cautelare Per Una 31enne 2026 08 04
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Piano di Sorrento – Dopo mesi di presunte vessazioni, minacce e violenze nei confronti dell’ex compagno convivente, una donna di 31 anni è stata raggiunta da un’ordinanza di divieto di avvicinamento emessa dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica.

Il provvedimento è stato eseguito nella giornata di oggi dai Carabinieri della Compagnia di Sorrento, al termine di un’indagine condotta dai militari della Stazione di Piano di Sorrento.

La donna è gravemente indiziata, allo stato delle indagini, dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate ai danni dell’ex compagno.

Le presunte violenze dopo la separazione

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli episodi contestati sarebbero iniziati dopo la separazione di fatto della coppia, avvenuta nel marzo 2026.

Da quel momento la 31enne avrebbe imposto all’uomo un clima di continue sopraffazioni, fatto di insulti, minacce e comportamenti aggressivi, spesso consumati anche davanti alla figlia minorenne della coppia.

Gli accertamenti svolti dai Carabinieri, coordinati dalla Procura di Torre Annunziata, avrebbero delineato un quadro di reiterati comportamenti vessatori nei confronti della vittima.

Il controllo con un Apple AirTag nascosto sul motociclo

Tra gli elementi più significativi emersi durante le indagini figura anche un presunto controllo sistematico degli spostamenti dell’ex compagno.

La donna, secondo gli investigatori, avrebbe installato clandestinamente un dispositivo di geolocalizzazione Apple AirTag, occultandolo sotto il parafango anteriore del motociclo dell’uomo. Il dispositivo sarebbe stato successivamente individuato e sequestrato dai Carabinieri, confermando l’attività di monitoraggio contestata dagli inquirenti.

L’aggressione con il tacco della scarpa

L’episodio più grave contestato risale al 20 giugno 2026.

Secondo la ricostruzione accusatoria, la 31enne avrebbe raggiunto l’abitazione dell’ex convivente e lo avrebbe aggredito colpendolo più volte alla testa con il tacco di una scarpa.

L’uomo riportò lesioni giudicate guaribili in dieci giorni. Non soddisfatta, la donna avrebbe poi scaraventato a terra il motociclo della vittima, danneggiandolo.

Il provvedimento del Gip

Alla luce degli elementi raccolti, il Gip ha disposto nei confronti della donna il divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi da essa frequentati.

La misura prevede l’obbligo di mantenere una distanza minima di 1.000 metri, il divieto di qualsiasi forma di comunicazione con la vittima e l’applicazione degli strumenti di controllo previsti dalla normativa per garantire il rispetto delle prescrizioni.

Come previsto dalla legge, il provvedimento potrà essere impugnato davanti al Tribunale del Riesame.

L’indagine si trova ancora nella fase preliminare e la destinataria della misura cautelare è da ritenersi non colpevole fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna, nel rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza.

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