L'inchiesta

Attentato a Ranucci, confermati gli arresti e il metodo mafioso per i 4 indagati

Il Tribunale del Riesame rigetta il ricorso: restano in carcere Passariello, D'Avino, Mutone e ai domiciliari, Marika De Filippis
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Attentato A Ranucci Confermati Gli Arresti E Il Metodo Mafioso Per I 4 Indagati 2026 07 22
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Roma – Attentato a Sigfrido Ranucci: il tribunale del Riesame di Roma ha confermato le 4 misure cautelari e l’aggravante del metodo mafioso per i quattro accusati di essere gli esecutori materiali dell’attentato al conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, avvenuto il 16 ottobre del 2025. Tre di loro restano in carcere, mentre la donna ai domiciliari.

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I loro avvocati avevano chiesto l’annullamento della custodia cautelare e la revisione dell’ipotesi accusatoria di associazione per delinquere con l’aggravante del metodo mafioso.

I quattro indagati restano in carcere e ai domiciliari: confermata anche l’aggravante del metodo mafioso

Nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma coordinata dal pubblico ministero Edoardo De Santis, con le indagini affidate ai carabinieri del nucleo investigativo, si trovano in carcere Pellegrino D’Avino, Antonio Passariello e Saverio Mutone mentre Marika De Filippis è ai domiciliari. Tutti e quattro sono accusati a vario titolo, di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, con l’aggravante del metodo mafioso.

Le quattro persone accusate di aver compiuto l’attentato a Sigfrido Ranucci, sono tutte residenti tra la provincia di Napoli e l’area dell’Avellinese. Nei loro confronti la misura cautelare è stata eseguita il 30 giugno scorso. D’Avino è uno degli arrestati come presunto esecutore dell’attentato all’abitazione del conduttore di Report.

Il Riesame avalla la tesi che i quattro siano gli esecutori dell’attentato avvenuto a Pomezia il 16 ottobre scorso

I quattro indagati al vaglio del tribunale del riesame sono considerati gli esecutori materiali dell’esplosione dell’ordigno piazzato davanti all’abitazione del conduttore Rai a Pomezia. Secondo la Procura l’azione criminosa sarebbe stata commissionata dall’imprenditore Valter Lavitola e pagata tra i 5mila e i 10mila euro. Tramite un suo collaboratore, Gomes Clesio Tavares, Lavitola avrebbe assoldato il gruppo, la presunta ‘Banda’.

Il rigetto delle richieste da parte dei giudici del Tribunale del Riesame di Roma è una notizia positiva per la Procura che sta continuando le indagini per scoprire il movente dell’attentato e sta conducendo approfondimenti sul presunto mandante, Valter Lavitola, indagato e perquisito all’inizio di luglio mentre stava per raggiungere il suo factotum Gomes Clesio Tavares in Camerun.

FAQ

Domande frequenti sull'attentato a Sigfrido Ranucci

Ecco alcune domande comuni relative all'attentato e agli sviluppi legali coinvolti.

Chi sono gli indagati coinvolti nell'attentato?

Gli indagati sono Pellegrino D'Avino, Antonio Passariello, Saverio Mutone e Marika De Filippis.

Qual è l'aggravante contestata agli indagati?

L'aggravante contestata è il metodo mafioso.

Cosa è emerso riguardo al mandante dell'attentato?

Si sospetta che l'attentato sia stato commissionato dall'imprenditore Valter Lavitola.

Quali sono le misure cautelari adottate per gli indagati?

Tre indagati sono in carcere, mentre Marika De Filippis è agli arresti domiciliari.


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