Una pioggia di fuochi d’artificio e potenti bombe carta che, per oltre trenta minuti, ha tenuto in ostaggio un intero quartiere. Momenti di forte tensione quelli vissuti ieri sera, intorno alle 22:00, in via Eurialo a Bagnoli, periferia occidentale di Napoli.
Quella che doveva essere la festa per la comunione di un bambino si è trasformata rapidamente in un incubo per i residenti, costretti a barricarsi in casa per proteggersi dalle esplosioni continue sul manto stradale.
Il bilancio e le indagini
Allertate dalle numerose e disperate telefonate degli abitanti della zona, le forze dell’ordine sono giunte sul posto quando i festeggiamenti erano ormai conclusi, trovandosi di fronte ai segni del passaggio dei bombaroli: diverse vetture parcheggiate lungo la via hanno riportato danni visibili alla carrozzeria e ai cristalli.
Gli inquirenti hanno immediatamente fatto partire le indagini per ricostruire la dinamica e identificare i presenti. Al vaglio ci sono le testimonianze raccolte tra i testimoni e, soprattutto, i filmati delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private della zona, che potrebbero aver ripreso l’intera sequenza dei fatti.
Dai primi accertamenti è emerso che il nucleo familiare organizzatore dell’evento non sarebbe nuovo a situazioni del genere, essendo già finito in passato al centro della cronaca locale per un grave episodio di violenza.
La dura reazione di Borrelli
Sul caso è intervenuto duramente Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi Sinistra, che ha condannato senza mezzi termini l’accaduto: «Siamo di fronte ad una sopraffazione nei confronti della comunità. Trasformare la comunione di un bambino in mezz’ora di terrore per un intero quartiere è un atto di arroganza e prepotenza inaccettabile».
Il parlamentare ha poi rincarato la dose, chiedendo tolleranza zero: «Il fatto che la famiglia coinvolta sia già nota alle forze dell’ordine rende la vicenda ancora più preoccupante. S’identifichino tutti i responsabili senza eccezioni. Chi usa le strade di Napoli come proprio feudo privato deve sapere che non gli sarà permesso di farlo impunemente».





Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti