I contratti assegnati a trattativa diretta per svuotare i locali del Comune, le parentele con i boss di Scanzano e del Savorito e i nomi dei gestori di fatto: ecco i personaggi chiave, le ditte e le parentele del clan svelati dagli 007 dell'Antimafia.
Giuseppe Del Gaudio, giornalista professionista dal 1991. Amante del cinema d'azione, sport e della cultura Sud Americana. Il suo motto: "lavorare fa bene, il non lavoro: stanca"
Fino a che punto la criminalità organizzata si è insinuata nei gangli vitali dell’amministrazione di Castellammare di Stabia? Se si vuole comprendere appieno le dinamiche che hanno portato allo scioglimento del consiglio comunale bisogna sovrapporre due sezioni chiave della relazione prefettizia di scioglimento: le «Criticità nei procedimenti di sanatoria, condono edilizio e gestione dell’abusivismo» e «Il servizio di sgombero, svuotamento e pulizia dei locali di edifici ed immobili pubblici».
Apparentemente distanti, i due capitoli raccontano in realtà le due facce della stessa medaglia: da una parte, la mancata azione sanzionatoria verso gli abusi edilizi perpetrati dalle consorterie criminali di Scanzano e del Savorito; dall’altra, la trasformazione dei servizi di pulizia, bonifica e sgombero degli immobili comunali occupati o abbandonati, in un business florido dispensato a trattativa diretta in favore sempre delle stesse ditte e per giunta con ‘legami’ alla malavita.
Il patrimonio illegale protetto e la farsa dei condoni
Nel punto 4.5.1, gli 007 inviati dal Viminale portano alla luce una tragica disparità di trattamento condotta dagli uffici dell’Area Urbanistica ed Edilizia Privata. A fronte di una rigorosa applicazione delle procedure di demolizione e di rigetto delle istanze di condono presentate da cittadini privati privi di appoggi, la macchina comunale ha mostrato una paralisi a dir poco sospetta quando le pratiche riguardavano immobili riconducibili ad esponenti di spicco dei clan D’Alessandro e Cesarano.
La commissione d’accesso calcola il blocco dei procedimenti di acquisizione al patrimonio comunale per gli immobili dichiarati abusivi con sentenza passata in giudicato. I fabbricati edificati nelle roccaforti storiche dei clan di Scanzano, Ponte Persica e Moscarella non venivano alienati. Le istanze di condono giacevano per anni senza istruttoria, per poi venire sbloccate d’improvviso con il rilascio di titoli abilitativi facili o sanatorie illegittime basate su perizie compiacenti ed autocertificazioni palesemente difformi dallo stato dei luoghi.
Lo sgombero dei locali trasformato nel bancomat delle ditte contigue
Al punto 7.2 è stata poi verificata la spesa pubblica per le manutenzioni ed i servizi di “somma urgenza”. Oggetto d’ispezione è la gestione degli affidamenti diretti per lo sgombero, lo svuotamento, la bonifica e la rimozione di materiali e rifiuti all’interno degli immobili e dei plessi scolastici di proprietà del Comune.
Anziché pianificare gare ad evidenza pubblica per il servizio di sgombero ed il recupero coattivo degli alloggi popolari occupati abusivamente, l’ufficio Tecnico ha trasformato ogni singolo intervento di bonifica in un’emergenza da gestire con l’affidamento diretto “sotto soglia”.
Il caso eclatante del Savorito
Tra gli episodi definiti dagli ispettori di “inaudita gravità” , spicca l’affidamento diretto delle operazioni di sgombero e svuotamento dei rifiuti accatastati nei locali di una scuola al rione Savorito. L’incarico, frammentato in micro-lotti per non superare il tetto dei 40.000 euro, è stato assegnato direttamente ad un’impresa i cui soci ed amministratori sono risultati legati da vincoli di parentela e contiguità agli esponenti apicali del clan Cesarano, egemone in quel quadrante cittadino.
Il caso emblematico degli alloggi pubblici e la resa sui rilasci
Nel medesimo capitolo gli ispettori accendono i riflettori sulla vicenda degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) occupati senza titolo da pregiudicati ed affiliati alle consorterie.
Nonostante il censimento degli alloggi avviato per individuare le occupazioni abusive e la predisposizione dei decreti di sgombero, l’iter per la liberazione dei locali e la successiva immissione in possesso del Comune si è letteralmente bloccato sotto l’amministrazione disciolta. La relazione sottolinea come gli Uffici giustificassero i ritardi con la “carenza di personale” o con motivi di “ordine pubblico”, ma la ricostruzione della commissione d’accesso evidenzia una chiara ed omissiva volontà di non turbare gli equilibri di potere nei quartieri controllati dalla malavita.
Il risultato paradossale? Il Comune non solo non liberava gli immobili pubblici occupati dai clan, ma erogava alle ditte vicine a quegli stessi ambienti le somme per la pulizia e lo svuotamento di locali, liquidando le fatture in assenza di effettivi controlli sulla regolare esecuzione delle prestazioni.
Il circuito chiuso: la saldatura economica e strategica tra i due capitoli
La lettura integrata dei punti 4.5.1 e 7.2 rivela l’esistenza di un vero e proprio circuito chiuso dell’inquinamento amministrativo che alimentava gli interessi della camorra stabiese:
Protezione del mattone (Punto 4.5.1): L’Ufficio Tecnico insabbia i fascicoli di abusivismo edilizio delle cosche, rilascia sanatorie illegittime e non esegue le demolizioni, permettendo ai clan di consolidare il controllo patrimoniale sul territorio.
Paralisi degli sgomberi (Punto 7.2): Il Comune frena il recupero degli alloggi popolari occupati abusivamente dagli affiliati, lasciando il patrimonio pubblico nelle mani delle consorterie.
Monopolio dei servizi (Punto 7.2): Quando l’Ente deve bonificare o svuotare locali pubblici ed edifici scolastici, affida direttamente i contratti sotto-soglia alle imprese collegate agli stessi clan che occupano ed edificano sul territorio.
Il verdetto della Commissione: un collasso sistemico senza anticorpi
Nelle conclusioni che uniscono l’analisi dell’Urbanistica a quella della spesa per i Servizi tecnologici e di manutenzione, la triade ispettiva (composta dal viceprefetto Dario Annunziata, dal vicequestore Riccardo Buonomo e dal capitano dei carabinieri Vittorio Tesoro) sintetizza un quadro di assoluto degrado istituzionale:
Palazzo Farnese ha dimostrato una completa assenza di anticorpi, trasformando il proprio apparato tecnico in uno strumento al servizio di una rete di interessi privati ed illeciti.
L’assenza di tracciabilità, l’elusione del Codice degli Appalti ed il favoreggiamento del patrimonio abusivo della malavita hanno evidenziato una condotta incompatibile con il buon andamento della pubblica amministrazione, rendendo lo scioglimento l’unica risposta possibile per spezzare l’egemonia delle cosche sulla città di Castellammare di Stabia.
Quando nel punto 7.2 della relazione prefettizia d’accesso gli ispettori del Viminale scendono nel dettaglio dei contratti per il «servizio di sgombero, svuotamento e pulizia dei locali di edifici ed immobili pubblici», la generica espressione “ditte amiche” lascia il posto ad un elenco preciso di nomi, ditte, parentele e collegamenti con i quadri direttivi della camorra stabiese.
Emergono con chiarezza le manovre con cui due storiche consorterie criminali — il clan D’Alessandro (egemone a Scanzano e nel centro cittadino) ed il clan Cesarano (con il feudo operativo tra Ponte Persica ed il rione Savorito) — hanno trasformato gli interventi di sgombero e bonifica dei plessi scolastici e degli immobili comunali in un canale di finanziamento diretto riservato a società di comodo ed a prestanome di fiducia.
All’interno dell’alveo del cosiddetto “Servizio Ciclo Integrato Rifiuti” — già segnato da forti criticità nella gestione della fornitura dei sacchetti e dei distributori automatici — gli 007 della commissione d’accesso hanno ricostruito uno degli episodi più inquietanti dell’intero dossier: l’appalto per il «servizio di sgombero e svuotamento dei locali di edifici ed immobili pubblici».
Un appalto in cui hanno operato prima, l’allora dirigente, l’ingegnere Giovanni Miranda, poi l’architetto Pescatore, sotto la regia costante del responsabile unico del procedimento (RUP), Angelo Cozzolino.
La gara pubblicata sul portale “Tutto Gare” il 19 giugno 2025, prevedeva un importo a base d’asta di 120.000,00 euro, inserito in un quadro economico triennale (2025-2027) di complessivi € 148.835,00 comprensivi di IVA, contributi ANAC ed incentivi per funzioni tecniche. L’Amministrazione ha optato per l’affidamento diretto giustificando la procedura sottosoglia con l’importo della prestazione.
L’affidamento alla F.lli Amita S.r.l. e le aporie sul ribasso “modificato”
Con la determina Dsg N° 1469 del 25/06/2025, a firma del dirigente Giovanni Miranda, il Comune ha formalizzato l’affidamento in favore della ditta F.LLI AMITA S.R.L.. È a questo punto che l’analisi analitica degli atti da parte degli ispettori prefettizi fa emergere gravissime “aporie documentali”.
Nella determina iniziale di affidamento viene espressamente citato un ribasso percentuale offerto dall’operatore pari al 4%. Tuttavia, nei successivi atti esecutivi, quel ribasso degrada inspiegabilmente al 3%. Non una semplice svista materiale, annotano gli 007 del Viminale, ma una violazione del principio di immutabilità dell’offerta ed una potenziale perdita finanziaria per le casse comunali.
Nel frattempo, il RUP Cozzolino avallava l’esecuzione in via d’urgenza dei lavori per presunte “improrogabili necessità igienico-sanitarie”: un espediente per accelerare l’immissione della ditta nel circuito operativo dell’Ente bypassando i tempi canonici dei controlli.
Il debito fiscale da 377mila euro e la “sanatoria tecnica” del RUP Cozzolino
Il 5 agosto 2025, le verifiche sulla piattaforma FVOE effettuate dal RUP Cozzolino e dal neo dirigente Pescatore mettono a nudo una situazione di conclamata ed enorme irregolarità fiscale della F.LLI AMITA S.R.L. verso l’Erario per due violazioni fiscali non accertate definitivamente, per un importo di oltre 375mila euro
A questo quadro drammatico si aggiunge persino un atto di pignoramento presso terzi notificato dall’Agenzia delle Entrate per circa 30mila euro. La ditta ha omesso del tutto di comunicare le pendenze negli atti di gara, commettendo una palese “reticenza informativa”.
Nonostante la legge imponesse l’esclusione immediata della società, il RUP Cozzolino ha azionato una singolare “sanatoria tecnica”. Citando in modo irrituale per un affidamento diretto la sentenza del Consiglio di Stato n. 4374/2023. Il responsabile del procedimento, dunque, ha “salvato” la ditta basandosi su una rateizzazione del debito concessa ad aprile 2024, consentendo l’avvio delle attività. Così, il 24 settembre 2025, l’Architetto Pescatore firma con la ditta Amita il primo contratto da € 17.329,36 per due interventi: lo sgombero dei rifiuti presso l’edificio scolastico abbandonato in Via Savorito snc; e lo svuotamento dei locali degli Uffici demo-anagrafici in Via Libero d’Orsi.
L’ombra del clan Cesarano: il socio d’affari del nipote del boss al 41-bis
Le verifiche investigative sull’Amministratore Unico della F.lli Amita S.r.l. rivela, poi, una rete di cointeressenze che sfociano direttamente nei vertici della camorra stabiese.
L’amministratore Amita Gianfrancesco (classe ’72) è stato legato da un vincolo professionale e societario a Cesarano Ferdinando (classe ’80) nella compagine della FUTURA ASFALTI S.R.L. fino al 2018. Nella società, Amita rivestiva il ruolo di liquidatore, mentre Ferdinando Cesarano figurava tra i soci paritetici.
Allora i componenti della commissione di accesso puntano i riflettori su Ferdinando Cesarano, omonimo del capo clan di Ponte Persica. E in effetti, l’omonimia non è casuale, Cesarano Ferdinando (cl. ’80) è il figlio della sorella del ben più noto boss attualmente detenuto in regime di carcere duro.
Scuola del Savorito e abusivismo: l’asse Amita-Schettino e l’ombra sui Nastelli
La gravità dei fatti aumenta se si considera la scelta dei luoghi oggetto di intervento. Pagare una ditta legata a soggetti contigui al clan Cesarano per pulire un sito come la scuola abbandonata di Via Savorito (nel quartiere denominato “Aranciata Faito”) — area storicamente sotto il controllo del gruppo criminale Imparato ( i cosiddetti Paglialoni) rappresenta per la commissione d’accesso un “cortocircuito di inaudita gravità”.
A questo quadro si aggiungono le risultanze della Banca dati delle forze di polizia. Il 16 aprile 2025, a ridosso delle procedure per l’accordo quadro, Gianfrancesco Amita è stato denunciato per abusivismo edilizio insieme ad altri imprenditori e alla committente del mandato abusivo. Tra i denunciati c’è Schettino Giovanni (cl. ’84), amministratore della GICA COSTRUZIONI SRL.
L’analisi su Schettino porta ad una società del passato: la NASSEDIL S.A.S. DI CARLO NASTELLI & C. (costituita nel 2005 e cancellata nel 2007), in cui Schettino era socio accomandante. Il socio accomandatario era Nastelli Carlo (cl. ’69), cugino di primo grado del consigliere comunale, Giovanni Nastelli. Di conseguenza, Carlo Nastelli cl. ’69 è cugino di primo grado dell’omonimo Carlo Nastelli (cl. ’74), fratello del consigliere Giovanni.
La figura di Carlo Nastelli cl. ’74, fratello del consigliere è centrale nei verbali giudiziari: già consigliere comunale tra il 2002 e il 2010, è stato indagato nell’inchiesta “Gettonopoli” e poi coinvolto nell’indagine della Dda di Napoli come presunto mandante di un’estorsione perpetrata da Mosca Sergio, figura di primo piano del clan D’Alessandro.
Sebbene Carlo Nastelli cl. ’74 sia stato irrevocabilmente assolto nel 2012, scrivono i commissari “gli atti giudiziari hanno cristallizzato la sua contiguità al clan di Scanzano”, rendendo la connessione indiretta tra la ditta Amita e gli ambienti della politica locale un chiaro sintomo di permeabilità istituzionale.
I controlli delle forze dell’ordine e i fantasmi della cosca Scarpa-Omobono
A completare il quadro allarmante, secondo i commissari, sono i controlli territorio certificati dalle banche dati delle forze dell’ordine a carico del consigliere comunale Giovanni Nastelli:
Novembre 2007: Controllato insieme a Di Vuolo Alfonso (cl. ’72), nipote della moglie del boss Mosca Sergio. Il 29 luglio 2010, Di Vuolo Alfonso e lo zio Mosca Sergio venivano raggiunti da ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa e riciclaggio.
Settembre 2013: Controllato insieme al fratello Carlo in compagnia di Omobono Domenico (cl. ’57), fratello di Omobono Michele (cl. ’54) detto «o’ Marsigliese».
La menzione della famiglia Omobono richiama una delle pagine più sanguinarie di Castellammare di Stabia. Michele Omobono, già membro della Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo e poi passato ai clan Imparato e D’Alessandro, fondò insieme a Scarpa Massimo (o’ Napulitano) il clan Omobono-Scarpa.
Il sodalizio diede vita ad una feroce faida contro il clan D’Alessandro per l’egemonia cittadina, segnata da omicidi eccellenti (tra cui quelli dei boss del clan D’Alessandro, Giuseppe Verdoliva, detto peppe l’autista e Antonio Martone cognato del defunto padrino Michele D’alessandro avvenuti nel 2004 nel giro di pochi mesi e poi quello di Marcello Scarpa, fratello di Massimo avvenuto a Torre Annunziata nel 2006). La faida si concluse solo con gli arresti che portarono all’ergastolo Michele Omobono e Massimo Scarpa, mentre anche l’altro fratello, Aniello Omobono, risultava organico allo stesso gruppo criminale.
È proprio questo intreccio tra ribassi modificati, debiti erariali azzerati d’ufficio e parentele con i boss del 41-bis che ha spinto gli 007 della Prefettura a ritenere l’affidamento dello sgombero alla F.lli Amita S.r.l. un caso ‘scuola’ di permeabilità della macchina amministrativa di Castellammare di Stabia alla criminalità organizzata.
Montecarlo - Il Grimaldi Forum ha parlato. E il Napoli ora conosce la strada che dovrà percorrere nella nuova Champions League. Un cammino affascinante, ricco d…
• leggi l’articolo
Sorrento - Un’azione intimidatoria in piena regola, un blitz dal sapore tipicamente camorristico che irrompe nel cuore della Penisola Sorrentina, storicamente r…
• leggi l’articolo
Un’officina di Villaricca finisce al centro di un controllo dei carabinieri e per un 35enne, già noto alle forze dell’ordine, scatta l’arresto con l’accusa di d…
• leggi l’articolo
Il Costa d’Amalfi e del Cilento conferma il suo ruolo strategico grazie a arrivi di personalità come Mark Zuckerberg, Benedict Cumberbatch e Gerhard Berger, tra…
• leggi l’articolo
Carmine Bologna, 42 anni, si è spento sette giorni dopo aver celebrato il matrimonio con la sua amata Marcella nell'ospedale di Aversa. La sua storia, segnata d…
• leggi l’articolo
Napoli - È una giornata da piena estate quella che si apre oggi su Napoli e sulla Campania. L’alta pressione continua a dominare la scena e porta condizioni pre…
• leggi l’articolo
Un guasto ha causato l'interruzione delle tratte Torre Annunziata-Villa Regina e Torre Annunziata-Boscotrecase sulla Circumvesuviana, aggiungendosi ai lavori ch…
• leggi l’articolo
Un furto ai danni della linea di contatto ha bloccato la circolazione ferroviaria sulla tratta tra Quarto e Licola della Circumflegrea, costringendo all'attivaz…
• leggi l’articolo
Pastorano - Un tragitto apparentemente di routine lungo la direttrice autostradale si è trasformato in un'operazione antidroga da decine di migliaia di euro. Gl…
• leggi l’articolo
Ischia - Dopo il recente sequestro del resort abusivo tra gli scogli di Barano, i Carabinieri individuano un altro intervento edilizio in area vincolata. A Panz…
• leggi l’articolo
Napoli - Si svolgeranno questo pomeriggio ai Quartieri Spagnoli i funerali di Francesco Specchio, il 22enne napoletano deceduto nella mattinata di martedì 25 ag…
• leggi l’articolo
Napoli - L’Oasi Wwf degli Astroni, polmone verde incastonato nel cuore dei Campi Flegrei, chiude i cancelli. Fino a data da destinarsi. La decisione arriva al t…
• leggi l’articolo
Giugliano - Pistola in pugno, volti coperti e uno scooter pronto a ripartire. Pochi minuti sono bastati per trasformare una normale serata di lavoro in un incub…
• leggi l’articolo
Napoli - Una coltre densa e maleodorante avvolge con regolarità il Borgo Orefici. A denunciarlo sono diversi residenti del quartiere a ridosso del porto, che ha…
• leggi l’articolo
Una nuova nascita di straordinario valore scientifico ed ecologico arricchisce il patrimonio dello Zoo di Napoli. Nelle ultime ore la struttura di Fuorigrotta h…
• leggi l’articolo
Ecco le previsioni astrologiche per oggi, venerdì 28 agosto 2026, segno per segno. La giornata è segnata da una potente Eclissi di Luna in Pesci, un evento che…
• leggi l’articolo
Roma - "Non conosciamo Lavitola e Ranucci, solo Gomez Tavares": Antonio Passariello e Pellegrino D'Avino hanno risposto quasi all'unisono sulle domande del pm c…
• leggi l’articolo
Napoli - Venti giorni sono bastati a Kevin De Bruyne per prendersi le chiavi del centrocampo azzurro e il cuore dei tifosi. Un esordio bagnato subito dal gol e…
• leggi l’articolo
La Polizia di Stato ha scoperto e sequestrato sostanze stupefacenti nascoste all’interno dell’abitazione di un giovane durante un controllo mirato.
• leggi l’articolo
La Polizia Stradale di Napoli ha effettuato un’operazione di controllo su 133 veicoli nel fine settimana, con numerose sanzioni e provvedimenti per garantire la…
• leggi l’articolo
La Polizia di Stato ha fermato un uomo con precedenti durante un controllo in una cantina a Poggioreale, scoprendo due armi illegali e numerose munizioni.
• leggi l’articolo
Proseguono i controlli della Questura di Napoli per contrastare la detenzione e il traffico di sostanze stupefacenti, con un nuovo sequestro di marijuana e hash…
• leggi l’articolo
Il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, critica la mancanza di una normativa nazionale sul fine vita, definendola una grave lacuna che la politica deve colm…
• leggi l’articolo
Un turista straniero è stato ferito durante una rapina in un vicolo vicino a Corso Umberto I a Napoli. Il prefetto Michele di Bari esprime la sua ferma condanna…
• leggi l’articolo
Dopo la sospensione causata dal sisma del 31 luglio, la linea ferroviaria Cumana potrebbe tornare operativa entro il 10 settembre, in tempo per l'avvio delle sc…
• leggi l’articolo
Carabinieri e Guardia Costiera intervengono a Maiori per contrastare la pratica di prenotazione anticipata di posti in spiaggia, sequestrando attrezzature balne…
• leggi l’articolo
Il verdetto delle urne del Grimaldi Forum di Montecarlo ha emesso le sue sentenze. Sotto gli occhi di Thierry Henry e David Villa, garanti di un sorteggio ormai…
• leggi l’articolo
Da oltre vent'anni, la Iaco Group di Avellino realizza i trofei ufficiali di UEFA Champions League, Europa League e Conference League, unendo artigianalità e me…
• leggi l’articolo
Napoli - Una dettagliata segnalazione sulle condizioni di lavoro degli addetti alle pulizie dell’aeroporto internazionale di Capodichino è stata inviata al depu…
• leggi l’articolo
Caserta - È stato arrestato dalla Polizia di Stato un 18enne ritenuto responsabile di una rapina aggravata in concorso, lesioni personali aggravate e resistenza…
• leggi l’articolo
Castellammare - Trasparenza, ripristino della legalità e tutela degli investimenti strategici per la città. Si muove lungo questi binari il primo confronto uffi…
• leggi l’articolo
Napoli - «Lo stato d’emergenza si apre e si chiude. Il bradisismo è un fenomeno perenne». È da questa distinzione che il presidente della Regione Campania, Robe…
• leggi l’articolo
Il Consiglio regionale della Campania ha approvato a maggioranza la risoluzione presentata dal centrosinistra sui Campi Flegrei, respingendo invece il documento…
• leggi l’articolo
Il tecnico del Napoli Massimiliano Allegri traccia un bilancio dopo un mese di lavoro e guarda con fiducia alla stagione, sottolineando l’importanza di arrivare…
• leggi l’articolo
Il colosso di Cupertino svelerà il 9 settembre i nuovi iPhone 18 Pro e Pro Max, insieme al suo primo smartphone pieghevole, in un evento che segna anche il debu…
• leggi l’articolo
Napoli - Danni durante il parto: la procura di Napoli indaga sul caso di una bimba nata l'11 maggio scorso al Secondo Policlinico, con gravi problemi neurologic…
• leggi l’articolo
Un uomo residente nel Sannio è stato sottoposto a sequestro preventivo per non aver dichiarato al fisco proventi illeciti per quasi 2 milioni di euro, con un'ev…
• leggi l’articolo