La cattura in Spagna

Preso a Barcellona il latitante Giuseppe Prisco: deve scontare l’ergastolo per l’omicidio D’Orsi

Il 33enne, ritenuto legato al clan De Luca Bossa, era sfuggito alla cattura nel 2025. Ieri la condanna al carcere a vita, stamattina il blitz della polizia iberica con i documenti falsi.
Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...
Podcast Audio
Preso A Barcellona Il Latitante Giuseppe Prisco Deve Scontare Lergastolo Per Lomicidio Dorsi 2026 05 29
Ascolta altri Podcast

Finisce in Catalogna la fuga di Giuseppe Prisco, il 33enne napoletano ricercato per l’omicidio di Salvatore D’Orsi, consumato nel marzo del 2018 nel quartiere di Ponticelli, nella periferia est di Napoli. Stamattina a Barcellona, le autorità iberiche, in stretta collaborazione con la Polizia di Stato italiana, hanno localizzato e arrestato il latitante. Prisco si nascondeva in Spagna utilizzando documenti d’identità contraffatti.

Aggiungi Cronache della Campania come Fonte preferita su Google

L’operazione ha dato esecuzione a un Mandato di arresto europeo emesso dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) partenopea. Una cattura che arriva con un tempismo perfetto: proprio ieri, infatti, l’uomo è stato condannato in primo grado all’ergastolo dal gup di Napoli.

La faida di Ponticelli

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Napoli e coordinate dalla Dda, hanno inserito l’omicidio di Salvatore D’Orsi all’interno di una violenta e definita cornice di camorra. Il delitto è infatti maturato nell’ambito della sanguinosa contrapposizione tra due organizzazioni criminali rivali che si contendono il territorio di Ponticelli: il clan De Luca Bossa, a cui Prisco è ritenuto legato, e il clan De Micco, della cui galassia faceva invece parte la vittima.

Il delitto e la fuga

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 12 marzo 2018 Prisco, agendo insieme a due complici (già precedentemente raggiunti dallo stesso provvedimento cautelare), avrebbe teso un agguato a D’Orsi, uccidendolo sul colpo con tre colpi d’arma da fuoco.

Nel giugno del 2025, quando le forze dell’ordine si erano mosse per eseguire l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, il 33enne era riuscito a far perdere le proprie tracce, dando il via a una latitanza durata circa un anno. Prisco ora deve rispondere dei reati di omicidio doloso e porto abusivo di armi da fuoco, con l’aggravante del metodo mafioso.

Salvatore D’Orsi, detto “Poppetta”, ucciso il 12 marzo 2018 sempre a Ponticelli.

La vittima era ritenuta vicina al clan De Micco e attiva nel traffico di droga della zona. Secondo l’impianto accusatorio, gli autori materiali del delitto sarebbero stati Michele Minichini e Giuseppe Prisco.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA
Commenti (1)

Notizia che interessa, ma restano molte cose da definire e domande; i particolari pare non siano chiarri, e la vicenda semba piu complicata di come viene scritta. Le forzedellordine han lavorato bene ma il processo deve andare avanti, e servon chiarimenti su come ha potuto viaggiare con d0cumenti falsi e non esser visto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Primo piano