Le indagini sulla sparataoria

Rione Sanità, la stesa sotto gli occhi delle telecamere: è caccia ai due pistoleri

Cresce l’allarme per una possibile nuova escalation criminale tra gruppi legati ai clan della zona. Gli investigatori analizzano le telecamere dopo il raid intimidatorio.
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Rione Sanita La Stesa Sotto Gli Occhi Delle Telecamere E Caccia Ai Due Pistoleri 2026 05 27
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Il fragore degli spari ha squarciato il silenzio dei vicoli della Sanità nel cuore della notte, riportando paura e tensione in uno dei quartieri più delicati del centro storico di Napoli. Erano circa le 3.40 quando alla polizia è arrivata la segnalazione di colpi d’arma da fuoco esplosi in via Sanità.

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le telecamere presenti nella zona hanno ripreso nitidamente i due uomini arrivati in sella a uno scooter. Quello che era sul sellino posteriore aveva già una pistola in mano e ha iniziato a sparare almeno sette colpi di pistola in rapida successione, indirizzandoli verso l’alto. Una “stesa” in piena regola, messa in atto con finalità intimidatorie per riaffermare il controllo del territorio e seminare il panico tra i residenti.

Sul posto sono intervenuti gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale e del commissariato San Carlo Arena, che hanno repertato i bossoli e avviato gli accertamenti balistici. Acquisite anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza per tentare di identificare i responsabili, fuggiti subito dopo il raid.

L’ombra della faida

L’episodio riaccende i riflettori sul fragile equilibrio criminale che da mesi caratterizza il rione Sanità. Gli investigatori temono infatti una nuova fase di tensione tra gruppi contrapposti: da un lato i Sequino-Savarese-Pirozzi, vicini ai Mazzarella, dall’altro i Vastarella delle Fontanelle, ritenuti legati all’Alleanza di Secondigliano.

A preoccupare è soprattutto la tempistica dell’azione armata, arrivata a poche ore dall’incendio doloso che ha distrutto le nuove giostrine di piazza San Vincenzo, considerate uno dei simboli della riqualificazione del quartiere.

Due episodi ravvicinati che, secondo gli inquirenti, potrebbero rappresentare segnali di un nuovo irrigidimento dei rapporti tra i clan attivi nella zona.

I precedenti tra Sanità e Materdei

Negli ultimi mesi il centro storico è stato più volte teatro di azioni intimidatorie riconducibili agli equilibri criminali legati allo spaccio e al controllo della movida.

L’ultimo episodio analogo risaliva all’inizio di aprile, quando tra Sanità e Materdei si registrarono due raid armati in meno di ventiquattro ore. In via Matteo Renato Imbriani furono esplosi oltre dieci colpi di pistola, anche in quel caso senza feriti.

Le indagini della polizia puntano a chiarire se dietro le “stese” ci siano contrasti tra gruppi della Sanità e dei Quartieri Spagnoli, interessati al monopolio delle piazze di spaccio destinate soprattutto al mercato della droga collegato alla movida notturna.

Un quartiere sospeso tra rinascita e paura

Tra il fumo degli incendi dolosi e il rumore delle pistole, la Sanità torna così a vivere giornate segnate dalla tensione. Un quartiere che negli ultimi anni aveva provato a rilanciarsi attraverso iniziative sociali e culturali, ma che continua a fare i conti con la pressione della criminalità organizzata.

Gli investigatori mantengono il massimo riserbo, ma il timore è che la tregua tra i gruppi criminali sia ormai definitivamente saltata.

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Commenti (3)

Leggo e penso che la riqualificazion e sia fragile le giostre bruciate e poi le stese mostrano che il lavoro sociale non basta Bisogn o coordinare forze diverse polizia associazion i cittadin i per non far cadere il quartiere di nuovo

Concordo in parte ma non sono sicur o che sia solo question e di clan forse c’entran o problemi economici e mancanza di opportunita’. Le istituzioni dovrebber o fare piu progetti x i giovani ma spesso i fondi non arrivano e tutto resta sospeso

Leggevo l’articolo stanotte e mi pare strano ma anke una parte de storia del quartiere che non si capisce ben. Le telecamere han ripres o i due in scooter e poi scappano ma la gente resta confusa e nessuno sa come intervenire, ci vorreb ber piu controlli sociali e culturali

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