L'allarme Campi Flegrei

Bradisismo, trappola di CO2 nel tunnel della Linea 2. La direttrice Pappalardo: «Massima attenzione»

Il gas vulcanico si concentra nelle ore notturne. L’allarme lanciato dai sensori di RFI. L'esperta avverte: «Emissione complessiva di 4.000 tonnellate al giorno nella caldera»
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Bradisismo Trappola Di Co2 Nel Tunnel Della Linea 2 La Direttrice Pappalardo Massima Attenzione 2026 06 14
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Napoli –  Resta lo stop, e non sarà breve, per i treni della Linea 2 della metropolitana di Napoli nel tratto tra Pozzuoli e i Campi Flegrei. La galleria è ancora interessata da un consistente e pericoloso accumulo di anidride carbonica (CO2), una densità che si fa particolarmente critica durante le ore notturne. È quanto emerso brutalmente dal Centro coordinamento soccorsi convocato a Palazzo di Governo dal prefetto di Napoli, Michele di Bari.

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Il fenomeno, strettamente legato all’andamento del bradisismo flegreo, richiederà un ulteriore periodo di osservazione e approfondimenti tecnici sia sulla struttura del tunnel sia sulla tipologia di treni che lo attraversano. L’obiettivo è scongiurare il rischio di pericolosi stalli dei convogli in galleria in caso di ripresa della circolazione.

Il monitoraggio e lo stop ai treni

A fare chiarezza sulla dinamica scientifica di quella che è a tutti gli effetti un’emergenza da monitorare è Lucia Pappalardo, direttrice dell’Ingv Osservatorio Vesuviano, presente al vertice in Prefettura insieme ai sindaci di Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida, e ai vertici di Protezione Civile, Vigili del Fuoco, RFI e Trenitalia.

«L’emissione di CO2 è uno degli aspetti tipici del fenomeno bradisismico dell’Area Flegrea, lo conosciamo bene e c’è una efficiente rete di monitoraggio come dimostra anche la decisione di sospendere la circolazione nel tunnel della Linea 2», aveva spiegato la direttrice Pappalardo stamane al Corriere del Mezzogiorno.

L’allarme non è scattato per caso, ma grazie a una maglia di sicurezza preventiva: «Il blocco è scattato grazie ai sistemi di monitoraggio che si basano sui rilevatori di anidride carbonica collocati da tempo anche nelle gallerie della metro. Rete Ferroviaria Italiana tiene sotto controllo la zona e quindi, non appena è stata rilevata la presenza del gas, è scattato lo stop».

Incognita sui tempi di riapertura

Sui tempi necessari a bonificare o mettere in sicurezza il tunnel, la prudenza della comunità scientifica è massima. Gli esperti dell’Osservatorio effettueranno a breve nuovi sopralluoghi e valutazioni della situazione.

«Non possiamo azzardare alcuna ipotesi in questo momento, è prematuro», frena Pappalardo. «Bisognerà attendere e continuare a monitorare per capire se il flusso diminuirà e quando, ma per ora non si può sapere».

Il pericolo nei locali chiusi: 4.000 tonnellate di gas al giorno

La direttrice dell’Osservatorio Vesuviano fotografa una situazione che va oltre il perimetro dei binari e che tocca la vita quotidiana dei residenti della caldera.
«Le emissioni sono considerevoli, in tutta l’area siamo circa a 4.000 tonnellate al giorno. Tuttavia la CO2 emessa dal vulcano, fuoriuscendo a una temperatura elevata, all’aperto tende a disperdersi facilmente nell’atmosfera e ciò costituisce un vantaggio per chi vive lì; però teniamo presente che nei locali chiusi e senza areazione essa tende ad accumularsi, quindi buon senso e prevenzione sono fondamentali».

Il rischio si sposta così dai tunnel ferroviari ai cantinati e ai seminterrati della zona, già oggetto di specifiche ordinanze sindacali. «Il consiglio – rimarca Pappalardo – è sempre quello di areare al massimo possibile i locali interrati e di installare i rilevatori di CO2». Le zone target del monitoraggio restano la Solfatara (con 1.100 tonnellate di emissioni al giorno) e Pisciarelli, ma i campionamenti si estendono anche al Golfo di Pozzuoli, dove le emissioni sottomarine sono state recentemente mappate.

Il punto sul bradisismo e i trasporti

Nonostante l’allarme gas, l’andamento generale del bradisismo viene definito dalla direttrice come «stazionario». Sebbene il sollevamento del suolo e le emissioni continuino, la sismicità sembra aver registrato una parziale riduzione dopo la forte scossa di magnitudo 4.2. I dati sono stati trasmessi alla Commissione Grandi Rischi.

Sul fronte della mobilità cittadina, l’avvio di un tavolo di approfondimento tecnico-scientifico servirà a vagliare soluzioni strutturali per l’abbattimento dell’anidride carbonica in galleria. Nel frattempo, per mitigare i pesanti disagi dei pendolari, Trenitalia ha predisposto un servizio emergenziale di navette su gomma che sarà incrementato gradualmente. Un nuovo incontro, interamente dedicato al potenziamento del sistema dei trasporti sostitutivi che attualmente fa scalo a Pozzuoli e ai Campi Flegrei, è già fissato per martedì prossimo a Pozzuoli.

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Commenti (1)

Leggo l’articolo e mi pare giustoo, i controlli son o utili, ma nn si capisce bene quanto CO2 resta in galleria e quanti rischi reali esistano. I tecnichii dovrebber fare piu sopraluoghi e monitoraggii continui, ma il temp dirà quando diminuira. Meglio restare prudenti ma calmi

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