A Castel Volturno la camorra non ha mai smesso di minacciare e, soprattutto, incassare. Ma le vecchie modalità del pizzo a tappeto hanno lasciato il passo a una sofisticata industria del gioco d’azzardo illegale, delle scommesse “bancate” online e del riciclaggio sistematico.
È quanto emerge con cristallina nitidezza dalle pagine dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, Carla Sarno. Al centro dell’inchiesta c’è la storica “fazione Russo” del Clan dei Casalesi. Un gruppo da sempre alleato alla famiglia Schiavone e radicato nell’agro aversano, capace di rigenerarsi nonostante i durissimi colpi inferti dallo Stato e lo stato detentivo dei suoi capi storici.
Il vuoto di potere e la reggenza dei giovani di sangue
L’indagine fotografa una transizione generazionale obbligata ma spietata. Con il boss storico Giuseppe Russo, detto “’o Padrin”, ristretto in carcere, e il successivo arresto degli zii Massimo, Francesco e Corrado Russo, le redini del clan sono passate nelle mani di Costantino Russo, classe 1990. È lui l’indiscusso punto di riferimento a piede libero della consorteria.
Secondo l’impianto accusatorio, Costantino Russo non si limitava a comandare: gestiva personalmente la distribuzione del denaro proveniente dalle attività lecite e illecite, garantendo il “sistema di sostentamento” o welfare assistenziale per i parenti dei boss detenuti al regime di carcere duro. Al suo fianco, con il ruolo di “componente di sangue”, agiva il fratello minore, Nohak Russo, ventenne incaricato di supervisionare i business di famiglia, mantenere la disponibilità delle armi e condurre spedizioni punitive per riaffermare la “superiorità” del cognome sul territorio.
La centrale dell’illegalità: slot clandestine e l’Area 51
La vera cassaforte della fazione era rappresentata dal controllo monopolistico dei giochi d’azzardo e delle piattaforme di scommesse clandestine e “bancate” (ossia scommesse in cui il clan agisce direttamente come banco). I locali di riferimento erano un bar (fino al 2022 formalmente intestato a Ciro Castaldo) e un immobile situato in Via Tenna a Castel Volturno, universalmente noto come “Area 51”.
In questi luoghi il clan imponeva la massiccia installazione di slot machine modificate o completamente scollegate dai circuiti dei Monopoli di Stato. A garantire l’approvvigionamento e la manutenzione di queste macchine provvedevano Antonio e Vincenzo Vaccaro, considerati soggetti di estrema fiducia di Costantino Russo.
Per schermare i flussi finanziari, il clan si avvaleva di fidati prestanome come Ettore Lingetti, la cui ditta individuale “Kelush” veniva impiegata per accreditare le scommesse online attraverso portali protetti, agendo da vero e proprio paravento legale per l’organizzazione.
Violenze private ed estorsioni: “Ti salto tutte le zanne”
Quando i clienti delle sale scommesse clandestine accumulavano debiti insostenibili, la fazione Russo dismetteva l’abito imprenditoriale per indossare quello militare. I pestaggi brutali erano all’ordine del giorno, perpetrati da vere e proprie “squadrette di picchiatori” composte da giovani locali reclutati da Costantino Russo.
Le intercettazioni contenute nei capi d’imputazione rivelano la ferocia delle pressioni estorsive. Vincenzo Galiero, braccio destro operativo di Russo e gestore contabile dell’Area 51, riceveva ordini perentori dal suo capo. In un caso, parlando del debitore …omissis…, Costantino Russo intimava: “Comunque chiamati ..omissis…, se ne salta solo una gli saltano tutte le zanne dalla bocca e lo voglio avvisare”.
L’uomo fu così costretto a consegnare decine di migliaia di euro in assegni intestati a familiari e persino a cedere le credenziali di accesso del proprio conto corrente postale.
Stessa sorte toccò a un altro scommettitore, pressato da Galiero con minacce esplicite che richiamavano l’appartenenza ai Casalesi: “Nessun domani alle due, vedi come devi fare per stasera… non mi interessa proprio robe, le 700 euro le devo avere per stasera… perché io tengo il problema!… Devo dare conto, non sono solo io”.
Il controllo del litorale: dai lidi balneari allo spaccio
L’influenza del gruppo criminale si estendeva a macchia d’olio sull’economia del litorale domizio, tra Pineta Mare e il Villaggio Coppola. Grazie alla complicità di Aniello Natale, detto “Daniele”, il clan gestiva e controllava importanti complessi balneari, tra cui lo stabilimento “Conca Beach” (già Lido delle Rose) e lo “Chalet del Mare”.
Natale non solo faceva da autista e uomo ombra di Costantino Russo, ma metteva a disposizione i conti correnti della sua famiglia per movimentare il denaro sporco del clan, trasformando il suo “Bar Castello” in un quartier generale per i summit riservati.
A completare il quadro delle attività illecite vi era lo spaccio di sostanze stupefacenti all’interno dell’Area 51, concepito come un “servizio ulteriore” offerto ai clienti delle sale scommesse. Di questo segmento si occupava in prima persona Vincenzo Galiero e, in sua assenza, Guglielmo D’Aniello, il quale faceva da custode della droga e da “paravento” operativo per proteggere i vertici della fazione da eventuali blitz delle forze dell’ordine.
L’elenco completo dei 39 Indagati
ARRESTI IN CARCERE
RUSSO Costantino (nato a Napoli il 29/10/1990) – Reggente della fazione sul territorio, coordinatore della “cassa comune”, promotore delle spedizioni punitive e supervisore degli investimenti commerciali del clan.
LETIZIA Raffaele, detto “’o furbo” (nato a Casal di Principe il 15/04/1969) – Elemento di spicco e referente stabile del clan, anello di collegamento con altre consorterie criminali e collettore dei proventi illeciti.
NATALE Aniello, detto “Daniele” (nato ad Aversa il 07/11/1987) – Soggetto di estrema fiducia e autista di Costantino Russo; metteva a disposizione conti correnti, carte di pagamento e il proprio locale (“Bar Castello”) per i summit riservati.
GALIERO Vincenzo (nato a Napoli il 25/10/1983) – Braccio destro operativo e contabile del clan, gestore delle bische clandestine (“Area 51”), esecutore delle attività estorsive, addetto allo spaccio e custode delle armi.
RUSSO Nohak (nato a Castel Volturno il 19/11/2003) – Componente di sangue della famiglia Russo, coadiuvava il fratello Costantino nella gestione occulta delle attività commerciali e operava militarmente per il controllo del territorio.
VACCARO Antonio (nato a Napoli il 30/09/1964) – Figura a disposizione del clan, incaricato dell’approvvigionamento stabile, dell’installazione e della rendicontazione economica delle slot machine illegali.
LINGETTI Ettore (nato a Napoli il 16/09/1958) – Prestanome economico; metteva a disposizione la propria ditta individuale (“Kelush”) per schermare i conti gioco online ed ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa dei fondi.
PARASCANDOLO Raffaele (nato a Napoli il 08/02/1986) – Incaricato della gestione di fatto di attività economiche fittiziamente intestate a terzi, della concessione e del recupero dei crediti da gioco e della ricerca di canali di investimento online.
CARROZZOLI Michele (nato a Villa di Briano il 08/02/1959) – Deputato alla gestione, intermediazione e amministrazione di fatto del patrimonio immobiliare occultamente riconducibile alla famiglia Russo, occupandosi della raccolta sistematica dei canoni di locazione.
D’ANIELLO Guglielmo (nato a Napoli il 03/02/1984) – Braccio operativo a presidio dei locali del clan, impiegato per questioni d’ordine e per la gestione materiale dell’attività di spaccio al minuto all’interno delle sale scommesse.
MIGLIACCIO Costantino (nato a Napoli il 13/03/1978)
PONARI Abedin (nato in Albania il 16/08/1982)
INDAGATI
VACCARO Vincenzo (nato a Napoli il 25/12/1979) – Soggetto di fiducia del sodalizio, operava in concorso per la costituzione di società di fatto illegali destinate al gioco d’azzardo protetto.
MERCADANTE Salvatore (nato a Napoli il 25/12/1989) – Uomo di fiducia e accompagnatore di Costantino Russo, incaricato di compiti esecutivi e gestionali presso gli stabilimenti balneari del litorale domizio.
TONZIELLO Maria Antonietta (nata a Napoli il 07/10/1968)
BENNATO Danilo (nato a Castel Volturno il 13/11/1997)
BENNATO Luca (nato a Castel Volturno il 17/10/2000)
IANNELLA Rubina Elvira (nata a Napoli il 03/08/1989)
GARGIULO Antonio (nato a Napoli il 10/04/1968)
PARDO Edoardo (nato a Napoli il 16/09/2000)
MENNILLO Giuseppe (nato a Napoli il 06/06/1979)
RICCARDO Marco (nato a Ivrea il 09/07/1974)
CRISTIANO Maria Rosa (nata a Parete il 25/02/1966)
NOCERA Antonio (nato a Napoli il 01/10/2001)
TAVOLETTA Cesare (nato a Napoli l’11/01/1980)
PARASCANDOLO Sabrina (nata a Napoli il 24/05/1992)
CASTALDO Ciro (nato a Napoli il 21/11/1970)
TONZIELLO Gianluigi (nato a Napoli il 14/08/1984)
NATALE Anna (nata ad Aversa il 27/11/1996)
PIAZZA Raffaellina (nata a Casal di Principe il 20/07/1969)
SCHIAVONE Oreste (nato a Caserta il 14/03/1993)
CAPANO Rosa (nata a Napoli il 09/07/1990)
LARICCHIO Salvatore (nato a Napoli l’08/11/1990)
D’AURIA Danilo (nato a Napoli il 10/12/1975)
FORTUNATO Fabio (nato a Napoli il 29/06/1993)
GRAVANTE Bonaventura (nato a Capua il 29/12/1978)
STABILE Patrizia (nata a Napoli il 29/12/1969)
SIANO Antonio (nato a Napoli il 10/12/1972)





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