LIVE
Udienza choc in Tribunale

«Diego lasciato morire»: al processo di San Isidro emergono le colpe dello staff medico

Secondo il perito Carlos Cassinelli, l'ex campione ha sofferto per circa 12 ore prima di spegnersi. Sotto accusa sette operatori sanitari per grave negligenza.
Podcast Audio
Diego Lasciato Morire Al Processo Di San Isidro Emergono Le Colpe Dello Staff Medico 2026 08 12
Ascolta altri Podcast

San Isidro –  Diego Armando Maradona mostrò precisi ed evidenti «segnali d’allarme» che vennero colpevolmente ignorati durante la degenza nella sua abitazione, nelle settimane che ne precedettero la scomparsa nel novembre 2020. È quanto emerso con drammatica chiarezza nell’aula del Tribunale di San Isidro durante l’ultima udienza del processo che vede alla sbarra sette membri dello staff medico e infermieristico del Pibe de Oro, accusati di negligenza e omicidio.

I sintomi inascoltati e l’agonia di 12 ore

A tracciare il quadro delle omissioni è stato il medico legale Carlos Cassinelli, membro della commissione medica incaricata di analizzare la documentazione clinica del campione. Secondo il perito, Maradona presentava indicatori clinici inequivocabili: edemi profondi agli arti inferiori, rigonfiamento alle dita, ipertensione, affanno respiratorio e un ritmo cardiaco gravemente alterato.

Sintomi che avrebbero dovuto far scattare un intervento immediato e che invece non produssero alcun cambio di strategia da parte della squadra medica. «Nessuno è andato a verificare a cosa fosse dovuto quel gonfiore, nonostante rappresentasse un rischio mortale», ha dichiarato Cassinelli davanti ai giudici. L’esperto ha inoltre confermato che il deterioramento fisico del campione è stato progressivo e che Maradona ha vissuto circa 12 ore di agonia prima del decesso per edema polmonare e insufficienza cardiaca.

«Il ricovero a casa fu un errore grave»

L’analisi presentata in aula smonta la decisione di disporre l’assistenza domiciliare dopo la delicata operazione neurochirurgica a cui l’ex calciatore si era sottoposto due settimane prima di morire. Per i periti, le condizioni della struttura residenziale di Tigre e il livello di assistenza fornito si sono rivelati del tutto inadeguati ad affrontare le complicazioni e le patologie pregresse di Maradona.

Le tesi della difesa e i tempi della sentenza

Dal canto loro, gli imputati — tra cui figurano i medici curanti e gli infermieri responsabili del monitoraggio — continuano a respingere ogni addebito, sostenendo che la morte sia sopraggiunta per cause naturali imprevedibili. Il dibattimento presso la corte argentina prosegue a ritmo serrato e le udienze, destinate a fare luce su uno dei casi giudiziari più seguiti nella storia del paese, si protrarranno oltre la fine del mese.

Le fasi salienti del processo Maradona

  1. La morte (25 novembre 2020): Diego Armando Maradona muore all’età di 60 anni nella sua abitazione di Tigre (San Isidro, Buenos Aires), dove si trovava in regime di ricovero domiciliare a due settimane da un intervento chirugico al cervello per un ematoma subdurale. L’autopsia iniziale stabilisce la causa del decesso in un «edema polmonare acuto secondario a insufficienza cardiaca».
  2. L’inchiesta e le perizie mediche (2021–2023): Una commissione medica di esperti nominata dalla magistratura argentina evidenzia gravi omissioni nella gestione del pibe de oro, definendo l’assistenza “carente e sconsiderata” e la casa del ricovero del tutto inadeguata a gestire un paziente ad alto rischio.
  3. I capi d’accusa e gli imputati: Vengono rinviati a giudizio sette membri dello staff sanitario — tra cui il neurochirurgo Leopoldo Luque, la psichiatra Agustina Cosachov, lo psicologo Carlos Díaz, il medico clinico Pedro Di Spagna e i coordinatori infermieristici. L’accusa ipotizza il reato di omicidio con dolo eventuale o gravissima negligenza professionale.
  4. La “falsa partenza” e l’annullamento (2024–2025): Il primo dibattimento subisce un clamoroso stop e viene annullato dopo la rimozione del giudice del collegio (Julieta Makintach) per violazione dei principi di imparzialità, dovuta alla sua partecipazione non autorizzata a un documentario sulla vicenda.
  5. Il nuovo processo e le testimonianze chiave (2026): Nell’aprile 2026 si riapre ufficialmente il processo al Tribunale di San Isidro. Durante le udienze testimoniano consulenti sanitari e periti legali (tra cui il medico legale Carlos Cassinelli), le cui deposizioni denunciano un peggioramento e un’agonia del campione prolungati nel tempo ed evitabili se fossero stati presi in carico tempestivamente.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Primo piano