Lo sciame sismico che sta interessando da stamane i Campi Flegrei è continuato anche nel pomeriggio con una nuova scossa registrata alle 16:38 di magnitudo 1.3 a una profondità di 3 km.
La scossa principale, quella delle 12:47, “insieme a quella del 13 marzo scorso, è la più elevata che abbiamo registrato da quando abbiamo una rete di monitoraggio”, ha spiegato a Rainews24 Francesca Bianco, direttrice del Dipartimento Vulcani dell’INGV.
La dottoressa Bianco ha sottolineato come l’area stia registrando un sollevamento del suolo costante, dell’ordine di 15 millimetri al mese dalla fine di febbraio. Questo fenomeno indica un accumulo di “sforzo” nella crosta terrestre, che viene poi rilasciato attraverso i terremoti.
Nessun segnale di risalita magmatica: “Problema non è eruzione imminente”
Nonostante l’intensificazione dell’attività sismica e delle deformazioni del suolo, l’INGV rassicura sulla mancanza di un rischio imminente di eruzione. “Al momento non c’è nessun elemento ad alta densità e risoluzione che ci faccia pensare a una risalita magmatica nei primi chilometri della crosta”, ha chiarito ancora Francesca Bianco.
“Questo sarebbe il vero elemento che metterebbe ovviamente da mettere sul tavolo nel caso in cui ci si dovesse preoccupare di un’eruzione imminente. Al momento non è questo il problema, non ci sono segnali di nessun tipo che ci sia un’eruzione imminente perché non abbiamo movimenti di magma nei primi 4 chilometri della crosta”.
L’incremento di tutti i parametri anomali, ovvero le deformazioni e l’aumento della sismicità, è un fenomeno che l’INGV ha cominciato a osservare intorno al 2022.
“Terremoti in Linea con Parametri in Evoluzione”:
Anche Mauro Di Vito, direttore dell’Osservatorio Vesuviano (sede napoletana dell’INGV), ha commentato l’evento all’Adnkronos, confermando che la scossa è “in linea con la dinamica di aumento di tutti i parametri che avviene da diversi anni”.
Di Vito ha specificato che “non c’è una discontinuità, non c’è nulla di nuovo in questo senso, nulla di variato rispetto ai parametri in evoluzione di cui si è parlato negli ultimi mesi. La deformazione del suolo e quindi la deformazione crostale in generale continua con lo stesso andamento già da aprile”.
Un aspetto positivo, secondo Di Vito, è la crescente consapevolezza della popolazione. “Ho potuto notare che insieme all’inevitabile paura per la scossa, c’è stata più consapevolezza da parte della popolazione dell’area dei Campi Flegrei. Il ripetersi dei terremoti sta portando le persone in un certo senso a convivere con questi processi, è una cosa positiva, siamo in un territorio in cui questi eventi continueranno ad esserci”.
La situazione ai Campi Flegrei rimane costantemente monitorata dall’INGV, che continua a fornire aggiornamenti sulla dinamica del bradisismo e sull’attività sismica nell’area.
Campi Flegrei, da febbraio il suolo si è sollevato di 15 centimetri al mese
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L’articolo parla di sciami sismici e mi sembra importante capire bene quello che succede. Ma io non so molto di queste cose, solo che ci sono terremoti e la gente ha paura, speriamo che non succeda nulla di grave.
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