Un drone di grandi dimensioni, dal valore stimato di circa 10mila euro, è stato neutralizzato dai sistemi di difesa della polizia penitenziaria del carcere di Napoli Poggioreale. Il velivolo trasportava un chilogrammo complessivo di droga, tra hashish, cocaina e marijuana, un bilancino di precisione e 15 smartphone, completi di cavi e alimentatori.
A rendere nota l’operazione è l’Uspp, il sindacato della polizia penitenziaria, che ha espresso apprezzamento per l’intervento degli agenti. Secondo quanto riferito, il drone era stato realizzato in Europa ed era dotato di caratteristiche tecnologiche avanzate, capaci di consentire il trasporto di un carico consistente.
L’intervento ha impedito che stupefacenti e telefoni arrivassero ai detenuti, bloccando un nuovo tentativo di aggirare dall’alto i controlli dell’istituto.
L’Uspp: «Tentativi sempre più sofisticati»
Per il presidente dell’Uspp Giuseppe Moretti e il segretario regionale Ciro Auricchio, l’episodio conferma l’evoluzione dei mezzi impiegati per introdurre materiale illecito nelle carceri.
«Sono sempre più sofisticati i tentativi di eludere i sistemi di controllo all’interno degli istituti penitenziari», dichiarano i due rappresentanti sindacali. L’impiego di un drone di notevoli dimensioni e tecnologicamente avanzato, sottolineano, «non può essere sottovalutato».
Moretti e Auricchio ritengono che dietro il fenomeno vi sia la criminalità organizzata. Una valutazione che il sindacato lega alla capacità di utilizzare apparecchi costosi e attrezzati per trasportare droga e dispositivi destinati ai detenuti.
I precedenti di settembre
Il nuovo intervento segue altri due episodi documentati nelle ultime settimane. Il 9 settembre la polizia penitenziaria aveva intercettato e abbattuto un drone diretto a Poggioreale con un iPhone di ultima generazione e 150 grammi di hashish. Secondo le prime risultanze investigative riportate allora, il materiale era destinato ad alimentare il commercio illecito di telefoni e stupefacenti all’interno del carcere.
Il 19 settembre, invece, i carabinieri avevano arrestato tre persone per un tentativo di introdurre droga nell’istituto attraverso un drone. Un quarantenne di Boscoreale era stato sorpreso con il radiocomando ancora tra le mani; nell’operazione erano stati sequestrati 15,41 grammi di cocaina, 5,90 grammi di crack, quattro cellulari e un velivolo già predisposto al volo con nastro isolante e filo da pesca. Gli altri due arrestati avevano 18 e 20 anni.
Due interventi diversi — un carico intercettato in volo e un tentativo fermato prima del decollo — che documentano la continuità dei rifornimenti illeciti tentati dall’esterno.
«A Poggioreale mancano 200 agenti»
L’Uspp descrive il contrasto a queste consegne come una «guerra hi-tech» e chiede di rafforzare gli strumenti a disposizione della polizia penitenziaria: tecnologie avanzate, sistemi anti-drone, formazione specifica e, soprattutto, più personale.
Secondo il sindacato, a Poggioreale la pianta organica presenta un deficit di 200 unità. «Il personale fa un lavoro quotidiano di enorme importanza», affermano Moretti e Auricchio, ma la crescente complessità dei tentativi di introdurre materiale illecito richiede un sostegno concreto agli agenti.
«Solo con grande spirito di sacrificio si riesce a mantenere l’ordine e la sicurezza interna nelle carceri», concludono.



