Roma – E’ un cittadino camerunense l’intermediario tra il presunto mandante e gli esecutori materiali dell’attentato a Sigfrido Ranucci, avvenuto a Pomezia il 16 ottobre scorso.
Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno consentito di individuare nel cittadino camerunense Clesio Tavares Gomes l’anello di collegamento tra il presunto mandante e i quattro attentatori.
L’intermediario è un cittadino camerunense dipendente della società del ristorante di Lavitola
Gomes risulta dipendente dal 2017 della società che gestisce il ristorante ‘Cefalù Bistrò di Pesce’, in viale dei Quattro Venti’ nel quartiere Monteverde a Roma, ritenuto riconducibile a Lavitola. Un elemento che, insieme alle intercettazioni telefoniche e all’analisi delle celle telefoniche, avrebbe contribuito a delineare il quadro investigativo.
Particolare rilievo assumono anche le conversazioni intercettate tra la compagna di Gomes e lo stesso indagato, dalle quali emergerebbe come il rientro dell’uomo in Italia dipendesse da Lavitola. Gli investigatori ritengono inoltre che, subito dopo l’attentato, Gomes sia stato invogliato a tornare nel Camerun, dove tuttora risiede, circostanza che costituirebbe un ulteriore elemento indiziario.
A Valter Lavitola viene contestata l’accusa di strage in concorso con Gomes e i quattro mercenari
All’ex editore e imprenditore Valter Lavitola, indagato e perquisito nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma sull’attentato nell’ottobre scorso viene contestata l’accusa di strage in concorso con i quattro soggetti già arrestati come esecutori materiali e con Gomes Clesio Tavares, cittadino camerunense di 47 anni ritenuto l’intermediario.
È quanto emerge dal decreto di perquisizione disposto dai pm capitolini sabato scorso ed eseguito dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati. L’ipotesi degli inquirenti è che possa essere stato il mandante dell’attentato dinamitardo e alla ricerca di riscontri sono stati sequestrati telefoni e pc che ora verrano analizzati.
A settembre il sopralluogo di Lavitola e Gomes Clesio Tavares nei pressi dell’abitazione di Ranucci
Secondo l’accusa Lavitola avrebbe dato mandato a Gomes Clesio Tavares ”di individuare soggetti in grado di reperire esplosivo e farlo esplodere davanti all’abitazione di Ranucci” e ”in un’occasione partecipando con Clesio Taveres a un sopralluogo nei pressi dell’abitazione del giornalista”. Sopralluogo che secondo quanto ricostruito attraverso le celle telefoniche sarebbe avvenuto il 15 settembre, un mese prima dell’attentato dinamitardo.





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