L’aggressione letale al senzatetto Guido Roviello di 62 anni avvenuta a Caserta si è consumata per un debito non saldato di appena 50 euro. Questo è il quadro emerso durante l’udienza davanti al gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Mauro Bottone, che ha convalidato il fermo disposta dalla Procura e confermato la custodia cautelare in carcere per il sospettato, un cittadino romeno di 40 anni.
La ricostruzione dei fatti
Assistito dall’avvocato Antonio Coscia, l’uomo — indagato per omicidio volontario aggravato dai futili motivi — ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere di fronte al giudice, dopo aver già reso la propria versione dei fatti al pubblico ministero Ludovica De Cicco e alla Guardia di Finanza. Secondo il suo racconto, la lite sarebbe scoppiata a seguito del rifiuto della vittima di restituirgli la somma pattuita, sfociando poi nella violenza fisica.
«Nessuno è intervenuto a fermarmi»
«Il mio assistito è profondamente dispiaciuto e non immaginava che le percosse potessero avere un esito mortale», ha spiegato il difensore. L’avvocato ha inoltre evidenziato un dettaglio amaro emerso dalle dichiarazioni del 40enne: la presenza di diversi testimoni sul luogo del pestaggio che non sarebbero intervenuti per fermare l’aggressione o dividere i due uomini.
Rischio di fuga e precedenti
La magistratura ha ritenuto indispensabile la misura del carcere sia per la gravità dei reati contestati, sia per la presenza di un concreto pericolo di fuga, legato alla condizione di senza fissa dimora dell’indagato e al rischio che potesse lasciare l’Italia. Il legale sostiene tuttavia che l’uomo non abbia mai tentato di far perdere le proprie tracce dopo i fatti. Il 40enne era uscito dal carcere di Potenza lo scorso primo luglio dopo aver scontato tre anni per lesioni personali e si era trasferito nel casertano alla ricerca di un’occupazione.



