LIVE
L'addio blindato

Omicidio Afeltra, funerali vietati per il boss «Nerone». Gli inquirenti stringono il cerchio sul tradimento

Sepoltura riservata alla presenza di pochi familiari. La DDA scava nella cerchia interna del clan: i killer hanno usato un fucile da precisione risparmiando il genero.
Ascolta questo articolo Riproduci la versione audio
Ascolta
Caricamento in corso...

Pimonte – Niente funerali pubblici, né cortei. Soltanto una benedizione sommaria alle prime luci dell’alba, alla presenza di pochissimi familiari autorizzati, in un cimitero trasformato in un bunker inaccessibile. Si è chiusa così, sotto la stretta sorveglianza delle forze dell’ordine, la vicenda terrena di Raffaele Afeltra, 68 anni, noto alle cronache criminali con lo pseudonimo di «Burraccione» ma temuto nei vicoli come il «Nerone» dei Monti Lattari.

Come da prassi consolidata per i delitti di matrice camorristica, la Questura e la Prefettura hanno disposto il divieto assoluto di esequie solenni. Terminato l’esame autoptico, la salma dello storico capoclan dell’asse Afeltra-Di Martino è stata scortata direttamente al camposanto di Pimonte per la tumulazione diretta, mentre all’esterno l’intero perimetro cittadino restava presidiato per evitare qualsiasi dimostrazione di rispetto o possibili ritorsioni.

Gli sviluppi investigativi

A decretare la fine del ras, trucidato domenica pomeriggio tra le vegetazioni di località Zappino, sarebbe stato proprio il suo stile di governo criminale: un dispotismo accentratore che negli anni gli aveva creato attorno una fitta rete di nemici, cresciuti soprattutto all’interno della sua stessa cerchia.

Gli inquirenti della Compagnia Carabinieri di Castellammare di Stabia e i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli stanno delineando la figura di un vero e proprio “imprenditore della camorra”. Afeltra si era riservato il controllo e la gestione esclusiva di tutti gli affari più redditizi del territorio: dalle estorsioni al condizionamento delle attività commerciali, fino alla spartizione dei posti di lavoro e all’infiltrazione negli appalti pubblici, inclusi i lucrosi fondi destinati al PNRR.

Agli alleati e ai sottoposti restavano soltanto le briciole della torta, legate quasi esclusivamente allo spaccio di sostanze stupefacenti. Un potere forte che Afeltra esibiva con spavalderia. Convinto di incutere rispetto assoluto, il boss muoveva i suoi passi senza alcuna scorta.

L’agguato a Zappino: l’azione chirurgica dei sicari

La dinamica del delitto conferma la tesi di un piano studiato nei minimi dettagli. Domenica pomeriggio Afeltra si trovava in montagna per accudire i propri animali, accompagnato dal genero. I killer, entrati in azione con le modalità e la precisione di cecchini esperti, hanno utilizzato armi lunghe — verosimilmente fucili — esplodendo colpi mortali all’indirizzo del solo 68enne.

Il genero della vittima è stato volutamente risparmiato dal gruppo di fuoco. L’uomo, incolume ma sotto shock, è stato a lungo interrogato dagli investigatori per ricostruire gli ultimi istanti di vita del ras e individuare eventuali movimenti sospetti notati nei giorni precedenti. Contestualmente, le forze dell’ordine hanno sequestrato lo smartphone di Afeltra, la cui memoria potrebbe custodire contatti, appuntamenti e messaggi decisivi per risalire ai mandanti.

Le piste investigative: l’ombra del tradimento e i patti di confine

Nelle ultime quarantotto ore si sono intensificate le perquisizioni a raffica in tutta la zona dei Monti Lattari. La cerchia dei sospettati, tuttavia, resta ristretta: nell’area sono pochi gli elementi capaci di maneggiare armi da fuoco a lungo raggio con una simile perizia balistica.

L’ipotesi di gran lunga più accreditata dagli inquirenti punta alla teoria del “tradimento interno”. Gli esecutori sapevano con esattezza dove si sarebbe trovato il boss, conoscendone orari, abitudini e la consuetudine di addentrarsi tra i boschi senza protezione.

La recente scarcerazione di diversi “vecchi” esponenti della camorra locale (con la sola eccezione del parente e storico alleato Leonardo Di Martino, detto ’o Lione, tuttora detenuto) avvalora la tesi di un riassetto interno ai clan locali: una resa dei conti scaturita dalla volontà di spazzare via la leadership accentratrice di “Nerone” per ridistribuire gli equilibri criminali sul territorio.

Cosa sapere

Punti chiave sull'omicidio di Raffaele Afeltra

Ecco una sintesi dei principali aspetti legati all'omicidio del boss Raffaele Afeltra, noto come 'Nerone'.

  • Funerali: I funerali di Afeltra sono stati vietati, con una benedizione riservata a pochi familiari.
  • Contesto criminale: Afeltra era un capoclan temuto, noto per il suo controllo su estorsioni e affari illeciti.
  • Dinamica dell'omicidio: L'omicidio è avvenuto in un agguato pianificato, con l'uso di armi lunghe.
  • Indagini in corso: Le indagini si concentrano su un possibile tradimento interno e su movimenti sospetti.
  • Implicazioni locali: La scarcerazione di ex esponenti della camorra suggerisce un riassetto dei poteri criminali.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Segui Cronache della Campania Canali ufficiali

Ultime Notizie

Leggi tutte le notizie

Primo piano