La faida infinita

Napoli, il braccio armato del «Vicariello»: così «Spighetto» ha spento l’ultimo dei Rinaldi

Dai verbali inediti dei collaboratori di giustizia alle spiate dei GPS, fino ai telefoni abusivi in carcere: ecco come Raffaele Busiello, detto “Spighetto”, è diventato il braccio armato della cupola del clan D'Amico "gennarella"
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Napoli Il Braccio Armato Del Vicariello Cosi Spighetto Ha Spento Lultimo Dei Rinaldi 2026 06 26
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Napoli – L’omicidio di Salvatore De Marco, per tutti “Savio”, nipote diretto del boss supremo Ciro Rinaldi, detto My Way, in quanto figlio della sorella Assunta (Susetta) avvenuto il 2 marzo scorso non è stato un semplice regolamento di conti, ma un messaggio politico camorristico scritto con il sangue.

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Nelle pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Giudice per le Indagini Preliminari, Francesco Guerra, emerge con spaventosa chiarezza la contestazione della Procura: omicidio aggravato dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolazione del cartello D’Amico-Mazzarella.

Scrive il gip nell’ordinanza: «Risulta già evidente dalle modalità con cui l’agguato mortale è stato pianificato ed eseguito che lo stesso sia stato tale da evocare immediatamente la provenienza del gesto da soggetti affiliati e/o comunque vicini a clan camorristici, suscitando dunque quella particolare coartazione psicologica evocata dalla norma… depone in tal senso la circostanza per la quale il delitto sia stata perpetrato in pieno giorno ed in pieno centro cittadino, in prossimità di esercizi commerciali».

Sotto la lente degli inquirenti è finito Raffaele Busiello, noto negli ambienti della malavita con il soprannome di “Spighetto”. Secondo la tesi accusatoria, supportata da pedinamenti satellitari e intercettazioni dell’ultima ora, Busiello è l’esecutore perfetto di una strategia criminale orchestrata per ribadire il dominio assoluto dei D’Amico (i Gennarella) e dei loro storici alleati, i Mazzarella, sul territorio di San Giovanni, stroncando sul nascere ogni rigurgito di resistenza del clan Rinaldi-Reale.

Le radici dell’odio: trent’anni di sangue

Per capire perché Savio De Marco sia stato eliminato, bisogna sfogliare gli annali della camorra di Napoli Est, un album di famiglia contrassegnato da una faida che dura da quasi quarant’anni. Una guerra iniziata nel lontano 1989 con l’omicidio di Antonio Rinaldi. Il sangue chiama sangue: nel marzo del 1996, la vendetta dei Mazzarella decapita i rivali. In quell’agguato cade Vincenzo Rinaldi, detto ‘o guappetiello, insieme a Luigi De Marco. Luigi era il padre di Savio. Vent’anni dopo, il destino del figlio si è compiuto con identica, feroce precisione.

Dopo quel tragico 1996, i Rinaldi furono costretti a fuggire dal rione Villa, cercando rifugio fuori Napoli. Fu in quel vuoto di potere che i fratelli Luigi, Gennaro e Salvatore D’Amico – un tempo legati proprio ai Rinaldi – intuirono la direzione del vento e saltarono sul carro dei vincitori, transitando nelle fila dei Mazzarella.

Da allora, via Villa San Giovanni e via Nuova Villa sono diventate la roccaforte impenetrabile dei Gennarella. Un dominio blindato nel tempo, malgrado i blitz, le sentenze irrevocabili e i sequestri di arsenali da guerra nascosti nei palazzi abbandonati, come quello scoperto nel 2010.

Ma la tregua a Napoli Est è un’illusione passeggera. Nel mese di aprile del 2025, il quartiere è stato scosso da ben quattro “stese” – raid a colpi d’arma da fuoco esplosi in aria per terrorizzare i residenti – nate dallo scontro frontale tra il clan Reale-Rinaldi, asserragliato nel rione Pazzigno, e i D’Amico. L’omicidio di Savio De Marco è il culmine di questa nuova ed imprevista escalation.

La metamorfosi di “Spighetto” nei verbali dei pentiti

Ma chi è davvero Raffaele Busiello? I verbali dei collaboratori di giustizia lo dipingono come un camaleonte criminale, un giovane cresciuto a Ponticelli e capace di cambiare bandiera al momento opportuno per pura sopravvivenza o ambizione.

A fare il suo nome per primo è il pentito Eduardo Mammoliti Fiorentino. Nel corso dell’interrogatorio del 22 febbraio 2024, il collaboratore racconta i movimenti dello “Spighetto” subito dopo l’omicidio di un altro pezzo da novanta della zona, Bruno Solla, avvenuto nell’aprile del 2023:

«So che Spighetto, ossia Raffaele Busiello, dopo l’agguato a mio zio, ha preso il comando del lotto O per conto dei De Micco/Mazzarella. Me lo ha riferito Andrea Mele dopo una settimana dall’omicidio di mio zio… il Mele mi ha riferito che Spighetto si era presentato da lui per esigere la quota della piazza, comunicandogli che adesso c’era lui al lotto O».

In un successivo verbale datato 31 maggio 2024, Mammoliti riconosce Busiello in foto e approfondisce i motivi del suo passaggio di fazione: «Riconosco Raffaele Busiello “o spighetto”, prima affiliato ai De Luca Bossa – sino al novembre 2022 – e poi passato con Gesualdo Sartori e quindi con i Mazzarella. L’ha fatto per paura, in particolare aveva timore del clan De Micco. Quando io sono stato scarcerato nel gennaio 2023 lui era già a San Giovanni. L’ha incrociato tante volte il marito di mia suocera, presso l’abitazione di Sartori Gesualdo che si trova “aret o vicariell” a S. Giovanni. Dopo la morte di mio zio Solla Bruno, ha preso il controllo del lotto 0 per conto dei clan Mazzarella e De Micco tra loro alleati».

Il guardaspalle del reggente e i due chili di cocaina

Dal fango delle palazzine del Lotto O di Ponticelli all’ombra del vero capo di San Giovanni a Teduccio: Gesualdo Sartori, detto Alduccio. Sartori non è uno qualunque: è il genero del capoclan storico Salvatore D’Amico, detto ‘o Pirata, avendone sposato la figlia. Con i vecchi boss in cella, è Alduccio a tenere in mano le redini dell’organizzazione. E Busiello diventa la sua ombra, il suo uomo di massima fiducia.

A svelare questo legame strettissimo è un altro collaboratore di peso, Giovanni Braccia, un tempo figura di spicco dei De Micco-De Martino, che ha iniziato a riempire le pagine dei verbali della Direzione Distrettuale Antimafia nell’ottobre del 2024. Braccia descrive Busiello come il vero e proprio braccio destro di Sartori, raccontando un episodio emblematico avvenuto nel settembre del 2024, pochi giorni prima delle nozze del reggente:

«Riconosco il soggetto chiamato “o’ spighetto”… Ricordo in particolare che pochi giorni prima del matrimonio di Aldo Sartori venne presso la mia salumeria con lo scooter e mi disse, mostrandomi 2 kg di cocaina contenuta in una busta nera posta all’interno dello scooter: “, ha detto vostro nipote se gli potete monetizzare questa ruba”.

Quando faceva riferimento a mio nipote ovviamente si trattava di Alduccio e mi chiedeva se potevo distribuire e vendere in poco tempo quello stupefacente. Io risposi che ero uscito da quel giro».

Braccia non ha dubbi sulla caratura del giovane killer:«Ribadisco che ciò è avvenuto a settembre 2024, pochi giorni prima del matrimonio di Aldo. E’ importante dire che “Spighetto” è il vero braccio destro nonché persona di fiducia di Aldo Sartori. Ricordo che “Spighetto” lo accompagnava in auto quando Sartori, nel tempo precedente alla sua ultima carcerazione, mi veniva a trovare in salumeria. Gli faceva da guardaspalle. E’ sicuramente una persona di fiducia di Alduccio se no quest’ultimo non gli avrebbe affidato il carico di cocaina che volevano che io vendessi».

L’investigazione vecchio stile della Polizia Giudiziaria ha confermato millimetricamente queste parole. I servizi di osservazione hanno ripreso più volte Busiello e Sartori insieme: al bar  o a bordo dello stesso mezzo in via Nuova Villa. Addirittura, la prova regina del loro legame indissolubile arriva dal tracciamento satellitare: il giorno prima dell’omicidio di Savio De Marco, il GPS installato sulla Fiat 600 in uso a Busiello dimostra che lo “Spighetto” ha accompagnato personalmente Sartori all’aeroporto di Roma-Fiumicino, prima che il capo partisse per l’estero.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cosa sapere

Punti chiave sull'omicidio di Salvatore De Marco

Ecco una sintesi dei principali aspetti legati all'omicidio di Salvatore De Marco e al contesto camorristico di Napoli.

  • Data dell'omicidio: L'omicidio di Salvatore De Marco è avvenuto il 2 marzo.
  • Motivazione: L'omicidio è considerato un messaggio politico camorristico, non un semplice regolamento di conti.
  • Ruolo di Raffaele Busiello: Raffaele Busiello, soprannominato 'Spighetto', è accusato di essere l'esecutore dell'omicidio.
  • Faida storica: L'omicidio segna un culmine in una faida che dura da quasi quarant'anni tra i clan Rinaldi e D'Amico-Mazzarella.
  • Strategia criminale: L'azione è vista come parte di una strategia per mantenere il dominio del clan D'Amico-Mazzarella su San Giovanni.
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Commenti (1)

L’articol0 presenta una mole enorme di dat1, sentenze e riferiment1, ma la ricostruzion e par che sia ancora indiziari a; si dice vicinanzeal clan e metodo camorristico, però bisognaattendere il processo e leprove definitive, senza fretta e con verifiche accurat e.

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