Napoli – Minacce aggravate dal metodo mafioso nei confronti del prete anticamorra don Maurizio Patriciello: il tribunale assolve Vittorio Vittorio De Luca, 75anni, suocero del boss di Caivano Domenico Ciccarelli.
Il tribunale di Napoli Nord ha assolto l’imputato finito sotto accusa per alcuni episodi avvenuti nell’aprile 2022, quando De Luca affisse un pannello all’inferriata adiacente al cancello pedonale della parrocchia di San Paolo Apostolo del Parco Verde di Caivano, retta da don Patriciello, con la scritta «Bla Bla Pe’ Mo’», ossia ‘blatera per ora’; una scritta ritenuta minatoria verso il sacerdote perchè collegata ad un grave atto intimidatorio subito poche settimane prima da don Patriciello, cioè l’esplosione di un ordigno collocato davanti al cancello della Chiesa.
Oltre a don Patriciello era parte offesa nel processo anche Bruno Mazza, responsabile dell’associazione «Un’infanzia da vivere», associazione componente del «Comitato di Liberazione dalla Camorra area nord di Napoli» di cui don Patriciello è stato uno dei fondatori.
Il coinvolgimento di Mazza come parte offesa avvenne perché il responsabile di «Un’ infanzia da vivere», indicò, su una chat del Comitato, il 75enne De Luca come autore della scritta e così il suocero del boss minacciò in un luogo pubblico e davanti altre persone Mazza urlando «ti uccido, ti uccido, ti do tre mesi di tempo, se ti uccido ora ti devo pagare”.
Assolto per ‘ne bis in idem’ e perchè il fatto non sussiste per le minacce di morte a don Patriciello e a responsabile dell’associazione ‘Un’infanzia da vivere’
Le accuse contestate in tre capi di imputazione però non hanno retto in giudizio, dove De Luca, nonostante la richiesta di pena di due anni e quattro mesi avanzata dal pm della Dda di Napoli è stato assolto per il principio del «ne bis in idem» relativamente al capo A, ovvero per il divieto di essere giudicato due volte per lo stesso fatto (De Luca era già stato assolto per minacce nei confronti di don Patriciello) e perché il fatto non sussiste (capi B e C).
L’avvocato Gabriele Roberto Cerbo, difensore di De Luca, spiega che questa “sentenza di assoluzione è molto importante, rimette in discussione la condanna della settimana scorsa, e sarà sicuramente oggetto dei motivi di appello che presenteremo contro quella sentenza”.
Nei giorni scorsi la condanna di Vittorio De Luca per stalking ai danni del prete anticamorra: consegnò un proiettile durante la messa
Lo stesso tribunale di Napoli nord, ma un collegio diverso, il 9 ottobre scorso ha condannato De Luca per il reato di stalking con l’aggravante del metodo mafioso per aver consegnato un proiettile il 28 settembre 2025 a don Maurizio durante la messa, mentre veniva distribuita l’eucarestia. Due episodi simili ma con esiti opposti.



