SVOLTA NELLE INDAGINI

Far West a Montesanto,arrestati «l’uomo nero»: e altri tre, spunta l’ombra degli affari illeciti

La Squadra Mobile e la Dda blindano l'inchiesta. Fermati Iaccarino con il mitragliatore, Triuolo che ha sparato in aria e la complice Rossetti. All'alba l'arresto di Calvanese: nascondeva una calibro 9 in camera da letto.
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Volti, nomi e ruoli del pomeriggio di terrore in piazza Montesanto sono ora impressi nei provvedimenti giudiziari. Le indagini lampo della Squadra Mobile di Napoli, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda), hanno portato a una svolta radicale nelle ultime ore.

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Tre persone sono state sottoposte a fermo d’indiziato di delitto, mentre una quarta è stata tratta in arresto all’alba di oggi nel corso di una serie di perquisizioni a tappeto. Al centro dell’inchiesta, la violenta rissa a colpi d’arma da fuoco che ieri sera ha visto contrapposti due gruppi rivali tra i passanti terrorizzati, davanti alla stazione della ferrovia Cumana.

I profili dei fermati: chi ha sparato e chi impugnava l’AK-47

A tradire i protagonisti dello scontro sono state le immagini dei sistemi di videosorveglianza e i video registrati dai testimoni, rimbalzati sui social network fino a diventare virali. Grazie ai filmati, gli investigatori hanno dato un nome all’uomo che, al culmine della colluttazione, esplode due colpi di pistola in aria tra la folla: si tratta di Giuseppe Triuolo.

Identificato anche l’uomo vestito di nero che, in altre sequenze agghiaccianti, si aggira nella piazzetta imbracciando un fucile mitragliatore da guerra: è Emanuele Iaccarino. Insieme a loro è scattato il fermo per la compagna di Iaccarino, Arianna Rossetti. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la donna ha avuto un ruolo chiave nella gestione delle armi subito dopo la sparatoria: è stata lei, infatti, a nascondere la pistola utilizzata poco prima da Triuolo. Il Kalashnikov AK-47, completo di doppio caricatore rifornito, era stato invece occultato sotto un’auto in sosta a poca distanza dal luogo degli eventi, dove è stato rinvenuto e sequestrato ieri sera.

Il blitz all’alba e il quarto arresto

Le operazioni della Polizia di Stato non si sono fermate ai primi tre fermi. Questa mattina i poliziotti della Squadra Mobile hanno fatto scattare un blitz che ha portato all’arresto di un quarto uomo coinvolto nella vicenda. Si tratta del 38enne Gianluca Calvanese. Durante la perquisizione della sua abitazione, gli agenti hanno scovato una pistola calibro 9 clandestina, accuratamente nascosta all’interno della stanza da letto.

Il giallo del movente e delle armi da guerra

Resta ancora da chiarire con esattezza cosa abbia scatenato una simile esplosione di violenza nel centro cittadino. Gli investigatori, al momento, non escludono che la violenta rissa possa essere riconducibile a dissidi personali o economici sorti nell’ambito di affari illeciti gestiti dai due gruppi contrapposti.

Un dettaglio, in particolare, solleva i maggiori interrogativi: nessuno dei quattro indagati risulta al momento inquadrato ufficialmente all’interno di contesti di malavita organizzata o nei ranghi dei clan camorristici locali. Un elemento che rende ancora più inquietante l’intera vicenda: resta infatti da capire come figure non inserite stabilmente nei circuiti mafiosi siano riuscite a procurarsi e a circolare liberamente con armi dalla micidiale letalità, come un fucile d’assalto Kalashnikov.

FAQ

Domande frequenti sulla sparatoria a Montesanto

Ecco alcune domande comuni riguardanti l'incidente avvenuto a Montesanto e le indagini in corso.

Quali sono stati i motivi della sparatoria?

Le indagini suggeriscono che la violenta rissa potrebbe essere legata a dissidi personali o economici tra gruppi rivali.

Chi sono gli arrestati coinvolti nella sparatoria?

Gli arrestati includono Giuseppe Triuolo, Emanuele Iaccarino, Arianna Rossetti e Gianluca Calvanese.

Quali armi sono state utilizzate durante l'incidente?

Sono stati utilizzati un'arma da fuoco e un fucile mitragliatore AK-47, entrambi sequestrati dalla polizia.

Cosa si sa sui gruppi coinvolti?

Attualmente, nessuno degli indagati risulta ufficialmente legato a clan camorristici, il che rende la situazione più complessa.

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