Napoli – Cantine popolari trasformate in bunker con porte blindate e videosorveglianza. Gestione manageriale delle piazze di spaccio del Rione Traiano: turni di otto ore, straordinari, corsi di formazione per pusher e vedette mobili. Sequestrati contanti e beni di lusso.
L’affare milionario del Rione Traiano
Un volume d’affari da 450mila euro al mese. È la vertiginosa cifra che fruttavano le piazze di spaccio nel cuore del Rione Traiano, nell’area occidentale di Napoli, smantellate all’alba da un imponente blitz dei Carabinieri.
L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ha portato all’esecuzione di 31 misure cautelari firmate dal gip Fabrizia Fiore nei confronti di altrettanti affiliati ai clan Petrone-Puccinelli, già colpiti da una retata analoga nel 2017.
Un sistema criminale rodato, spietato e militarizzato, capace di resistere alle pressioni investigative grazie a una struttura logistica blindata e a una rigida divisione dei compiti. Nelle oltre 850 pagine dell’ordinanza cautelare, gli inquirenti delineano con precisione i ruoli dei vertici dell’organizzazione: tra questi figurano Maurizio Attanasio (detto pascazziello) e Raffaele Pezzuti (detto o’ milanese, soprannominato così per essere nato a Bollate, in provincia di Milano).
La tecnica del “just in time” e i bunker sotterranei
A svelare i dettagli della holding dello stupefacente è stato il generale Biagio Storniolo, che ha evidenziato l’utilizzo della tecnica del “just in time”: la merce non veniva mai lasciata addosso ai pusher, ma custodita gelosamente altrove e trasferita soltanto pochi istanti prima della cessione ai clienti.
La base operativa del traffico era concentrata nella cosiddetta “34”, un bunker sotterraneo realizzato abusivamente all’interno di locali di proprietà comunale (e già in passato sequestrati). Le cantine delle palazzine di edilizia popolare erano state letteralmente sottratte ai legittimi proprietari, protette da pesanti blindature in ferro e trasformate in centrali dello spaccio h24, dove oltre alla vendita era persino consentito il consumo sul posto.
Turni, straordinari e “scuola” per i pusher
La struttura criminale, come ha spiegato il Procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, operava con la precisione di un’azienda strutturata. Ciascuna piazza di spaccio era affidata a una singola famiglia. I pusher lavoravano su turni rigidi di otto ore, con tanto di possibilità di effettuare straordinari.
Sorprendente anche il livello di specializzazione emerso dalle indagini condotte dal Nucleo Operativo di Bagnoli tra l’ottobre del 2023 e il luglio del 2026: i pusher più anziani facevano da “maestri” alle nuove leve, insegnando loro le tecniche migliori per tagliare la cocaina e massimizzare i profitti.
A completare il quadro c’era un imponente apparato di sicurezza, composto da telecamere di videosorveglianza e vedette mobili — mai impiegate negli stessi punti per evitare schemi fissi — il cui unico compito era sorvegliare l’area e segnalare l’arrivo delle forze dell’ordine.
Il blitz e il tesoro sequestrato
Per penetrare nel fortino della camorra, all’alba è scattato un dispiegamento di forze imponente che ha visto l’impiego dei reparti speciali dei “Cacciatori”, del nucleo cinofili e il supporto aereo degli elicotteri.
Durante le perquisizioni, i Carabinieri hanno inferto un duro colpo anche ai patrimoni illeciti: sequestrati 53mila euro in contanti, un orologio Rolex del valore di circa 15mila euro, cinque diamanti sciolti e una collana tempestata di diamanti il cui valore effettivo è ancora in corso di accertamento.
Elenco in ordine alfabetico degli arrestati
Attanasio Maurizio (Carcere)
Borsella Pasquale (Carcere)
Caiazza Emanuele (Carcere)
Caruso Salvatore (Carcere)
Chiantone Giuseppe (Arresti domiciliari)
Chiaro Paolo (Carcere)
Cuccurullo Pasquale (Carcere)
Delle Donne Luigi (Carcere)
De Solda Massimo (Carcere)
Deviato Marco (Carcere)
El Shabrawj Mario (Carcere)
Gaiangos Giovanna (Carcere)
Gheorghe Dumitru Nicusor (Carcere)
Iuliano Salvatore (Carcere)
Liguori Ivan (Carcere)
Martino Antonio (Carcere)
Nocera Daniele (Carcere)
Nocera Luigi (Carcere)
Ottiero Salvatore (Carcere)
Palermo Stefano (Carcere)
Pezzuti Raffaele (Carcere)
Pisa Alessandro (Carcere)
Pisa Pasquale (Carcere)
Pistuggia Pietro (Carcere)
Ricci Salvatore (Carcere)
Sica Pasquale (Carcere)
Tarantino Alfredo (Carcere)
Taranrtino Antonio (Carcere)
Valenza Marco (Carcere)
Tranchese Simeone (indagato)
Volonnino Ciro (indagato)



