Caserta – Non si è ancora spento l’eco mediatico della morte violenta del clochard Guido Roviello, ucciso tra l’indifferenza generale in piazza Sant’Anna che un’altra piazza di Caserta fa registrare un episodio di violenza urbana. Nella vicenda è coinvolto anche l’ex assessore Emilio Caterino, denunciato per omissione di soccorso: la difesa contesta però la sua presenza al momento dell’aggressione.
La violenza esplode in piazza
Una serata d’estate come tante, con famiglie e cittadini in cerca di un po’ di refrigerio, si è trasformata in pochi istanti in una scena di violenza. È accaduto nel weekend in piazza Pitesti, a Caserta, dove una lite è degenerata fino alle minacce, al lancio di liquido infiammabile e a un’aggressione a colpi di bastone.
A far scattare l’intervento dei carabinieri della Compagnia di Caserta sono state le segnalazioni delle persone presenti. La vicenda, per la quale sono ora in corso ulteriori accertamenti, ha assunto una rilevanza giudiziaria con tre persone denunciate a piede libero e indagate per ipotesi di reato differenti.
Si tratta di Rocco Belardo, 51 anni, Antonio Gennaro Spaziante, 33 anni, ed Emilio Caterino, 54 anni, tutti casertani.
La benzina e la minaccia di dare fuoco
Stando alla prima ricostruzione effettuata dai militari, Belardo avrebbe minacciato due persone utilizzando un contenitore di plastica contenente liquido infiammabile, presumibilmente benzina. Secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe anche minacciato di dare fuoco alle persone coinvolte.
Per Belardo sono state quindi contestate le ipotesi di minaccia e lancio di cose pericolose.
La situazione sarebbe rapidamente degenerata. Spaziante avrebbe reagito colpendo Belardo con schiaffi e pugni e, successivamente, anche con un bastone di legno. Un colpo gli avrebbe provocato una ferita alla testa.
Il ruolo dell’ex assessore
Nell’inchiesta è finito anche Emilio Caterino, già consigliere comunale ed ex assessore alle Attività produttive durante l’amministrazione guidata dall’allora sindaco Pio Del Gaudio.
Nei suoi confronti viene contestata l’omissione di soccorso. Una circostanza che, tuttavia, viene fermamente contestata dalla difesa.
Attraverso il proprio legale, Caterino ha fatto sapere di essere a disposizione degli investigatori e ha sostenuto di non essere stato presente al momento della rissa. La sua versione è che sarebbe arrivato in piazza soltanto in un secondo momento, quando Belardo si era già allontanato in bicicletta.
L’ex assessore avrebbe quindi cercato di riportare la calma, rimanendo sul posto fino all’arrivo dei carabinieri.
Gli oggetti sequestrati
Un contributo importante alla ricostruzione della dinamica potrebbe arrivare dagli oggetti sequestrati dai militari la sera dei fatti. Nelle scorse ore il pm Giacomo Urbano, della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, ha convalidato il sequestro.
Tra gli elementi acquisiti figurano il contenitore di plastica utilizzato per il carburante, un accendino, il bastone di legno e una maglietta sporca di sangue.
Reperti che potrebbero consentire agli investigatori di verificare la successione degli episodi e di confrontare le diverse versioni fornite dalle persone coinvolte.
Ancora da chiarire il movente
Restano da chiarire, soprattutto, le ragioni che avrebbero fatto scattare il diverbio. Un confronto iniziale che, secondo quanto finora ricostruito, sarebbe rapidamente sfociato in una situazione estremamente pericolosa, con il liquido infiammabile e successivamente l’aggressione con il bastone.
L’episodio si inserisce nel quadro delle recenti esplosioni di violenza registrate in alcune piazze cittadine, luoghi particolarmente frequentati nelle ore serali durante l’estate.
Ora saranno gli ulteriori accertamenti a stabilire con precisione cosa sia accaduto, chi abbia dato origine alla lite e quale sia stato il ruolo effettivo di ciascuno dei tre indagati.
Per gli indagati vale, naturalmente, il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
(nella foto Piazza Pitesti a Caserta e nei riquadri da sinistra i tre indagati Rocco Belardo, Antonio Gennaro Spaziante e l’ex assessore Emilio Caterino)



