Torino – La Procura di Torino ha disposto accertamenti tecnici irripetibili per chiarire le cause della morte di Raffaele Miele, il trentaseienne originario di San Paolo Bel Sito, in provincia di Napoli deceduto lo scorso primo ottobre all’ospedale Molinette a seguito di un trapianto di cuore. L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Giorgio Nicola, è attualmente aperta contro ignoti con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. Il conferimento dell’incarico ai consulenti tecnici d’ufficio, i medici Matteo Attisani e Alessandro Cicchini, è stato fissato per mercoledì prossimo.
Il no dei familiari all’esame interno dell’ospedale
La decisione della magistratura arriva a seguito dell’esposto presentato dai familiari della vittima, assistiti dall’avvocato Francesco Petruzzi del Foro di Napoli. La famiglia ha chiesto l’intervento diretto della magistratura per fare piena luce su eventuali profili di negligenza, imperizia o errori nelle cure, esigendo inoltre verifiche sull’effettiva idoneità dell’organo trapiantato.
I parenti si sono opposti all’esecuzione dell’autopsia come semplice riscontro diagnostico interno alle Molinette: «Abbiamo preteso un accertamento tecnico irripetibile disposto dalla Procura e non un esame condotto dai dipendenti della stessa struttura in cui, secondo i familiari, potrebbero essere stati commessi degli errori», ha spiegato l’avvocato Petruzzi, evidenziando forti incongruenze tra quanto riferito a più riprese dai sanitari e l’evoluzione del quadro clinico.
La chiamata, l’intervento e le complicazioni
Raffaele Miele, affetto da una severa cardiomiopatia dilatativa, era da tempo in attesa di un organo compatibile. La svolta sembrava arrivata lo scorso 24 settembre, quando dall’ospedale torinese è giunta la chiamata per il ricovero e l’intervento. Entrato in sala operatoria la mattina del 25 settembre, il trentaseienne è stato sottoposto a un delicato intervento durato circa dodici ore.
Al termine dell’operazione, i chirurghi hanno riferito ai familiari che l’intervento era riuscito dal punto di vista tecnico, ma che il nuovo cuore mostrava gravi difficoltà nel mantenere il ritmo cardiaco naturale, rendendo necessario il supporto dell’Ecmo per la circolazione extracorporea.
Il peggioramento e il decesso
Nei giorni successivi la situazione è progressivamente precipitata. A causa di un forte sanguinamento, il paziente è stato riportato d’urgenza in sala operatoria. Nonostante i tentativi dei medici di stabilizzare il quadro clinicamente complesso, fino a un ennesimo intervento per il riposizionamento delle cannule il primo ottobre, le condizioni del giovane si sono aggravate irreparabilmente fino al decesso, sulla cui dinamica dovrà ora pronunciarsi la perizia medico-legale ordinata dalla Procura.



