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L'INCHIESTA SUL DOPO-SISMA

Campi Flegrei, faro della Procura sui costoni a rischio: indagini sui fondi fantasma

Acquisizioni documentali dei magistrati partenopei per chiarire il mancato utilizzo delle risorse destinate alla messa in sicurezza delle falesie. Il fascicolo è al momento esplorativo: nessun indagato.
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Campi Flegrei Faro Della Procura Sui Costoni A Rischio Indagini Sui Fondi Fantasma 2026 08 03
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Napoli – La magistratura partenopea accende i riflettori sui ritardi nella messa in sicurezza del territorio flegreo, scosso dalle recenti e intense crisi bradisismiche. La Procura della Repubblica di Napoli ha infatti disposto in queste ore una serie di mirate acquisizioni documentali per fare luce sul destino dei fondi stanziati, e a quanto pare mai spesi, per il consolidamento dei costoni rocciosi dei Campi Flegrei.

L’input investigativo nasce dalla necessità di comprendere i motivi delle lungaggini burocratiche o amministrative che hanno di fatto congelato le risorse finanziarie destinate a prevenire crolli e tragedie.

Il fascicolo esplorativo

Allo stato attuale, l’indagine si muove in un perimetro strettamente conoscitivo. Negli uffici del Centro Direzionale è stato aperto un fascicolo “modello 45”, ovvero un registro degli atti non costituenti notizia di reato. Non ci sono quindi ipotesi di reato formalizzate né, di conseguenza, nomi iscritti nel registro degli indagati.

A coordinare i delicati accertamenti documentali è la sezione “Lavoro e colpe professionali”, guidata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci. Il pool di magistrati sta passando al setaccio le carte per ricostruire l’iter dei finanziamenti, cercando di individuare in quale anello della catena istituzionale si sia inceppata la macchina della spesa pubblica per la tutela del territorio.

L’allarme del sindaco di Bacoli

L’iniziativa dei pm partenopei si innesta in un clima di forte tensione territoriale, segnato dai ripetuti allarmi inascoltati delle amministrazioni locali. In prima linea sul tema del rischio idrogeologico c’è sempre stato il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione. Il primo cittadino aveva infatti segnalato a più riprese, con toni allarmati, l’ingiustificabile stallo nei lavori di consolidamento delle falesie flegree.

Le denunce del sindaco si erano concentrate in particolare sui fondi bloccati per le scogliere che sovrastano le spiagge libere e gli stabilimenti balneari del litorale. Della Ragione aveva più volte sollecitato gli enti sovracomunali a sbloccare l’impasse burocratica, sottolineando l’urgenza di intervenire prima che l’escalation sismica aggravasse la stabilità già precaria del tufo giallo flegreo.

I crolli dell’estate scorsa

L’urgenza dei lavori, ora sotto la lente d’ingrandimento della Procura, è drammaticamente testimoniata dai precedenti recenti. Soltanto lo scorso anno, nel pieno della stagione estiva del 2025, si erano registrati alcuni preoccupanti distacchi di materiale roccioso proprio lungo le coste frequentate dai bagnanti.

Episodi che per pura casualità non si erano trasformati in tragedia, ma che avevano imposto la chiusura di interi tratti di litorale, scatenando la rabbia di residenti e operatori turistici.

Oggi, con le nuove scosse che tornano a far tremare la caldera, la mancata prevenzione diventa materia di interesse giudiziario. L’obiettivo dei pm è capire se le omissioni siano frutto di semplice farraginosità amministrativa o se vi siano precise responsabilità e negligenze nella gestione della res pubblica.

 

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