Un’associazione per delinquere specializzata nelle cosiddette “truffe agli anziani”, capace di colpire in tutta Italia attraverso il collaudato sistema del falso carabiniere e del falso avvocato. È questo il quadro ricostruito dalla Procura di Nola e recepito dal giudice per le indagini preliminari, che ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di sei indagati.
Secondo l’ordinanza, firmata dal gip Fortuna Basile del Tribunale di Nola, il promotore e organizzatore del gruppo sarebbe Salvatore Giordano, accusato di dirigere l’organizzazione insieme a un minorenne la cui posizione è trattata separatamente. Sarebbe stato lui a reclutare i componenti della banda, individuare quotidianamente le vittime, organizzare le telefonate, scegliere gli esecutori da inviare nelle varie regioni italiane e ripartire successivamente il denaro e i preziosi recuperati.
I ruoli degli altri indagati
Accanto al presunto capo operavano, secondo gli investigatori:
Giuseppe Russo, indicato come “trasfertista”, incaricato di raggiungere le abitazioni delle vittime e riscuotere denaro e gioielli;
Gianluca Sasso, anch’egli addetto ai ritiri, presentandosi come appartenente alle forze dell’ordine;
Giuseppe Patierno, impiegato nei trasferimenti per il recupero del bottino;
Zelko Savic, ritenuto uno degli esecutori materiali delle consegne;
Pasquale Panico, accusato di partecipare alle attività operative del gruppo.
Per tutti il Gip ha disposto la custodia cautelare in carcere.
Il metodo: telefonate e falsi incidenti
L’organizzazione avrebbe utilizzato sempre lo stesso schema.Le vittime, quasi sempre persone molto anziane e sole, venivano selezionate dopo un’attenta attività preliminare. Ricevevano quindi una telefonata da sedicenti carabinieri o avvocati che annunciavano un grave incidente stradale provocato da un figlio o da un nipote oppure un arresto imminente.
Alla vittima veniva prospettata la necessità di pagare una cauzione o consegnare denaro e preziosi per evitare conseguenze giudiziarie ai familiari. Nel frattempo un complice raggiungeva l’abitazione per ritirare contanti, gioielli e, in alcuni casi, anche carte bancomat con i relativi codici PIN.
I colpi contestati
L’ordinanza attribuisce al gruppo numerosi episodi consumati o tentati.
Tra questi:
tentata truffa a Giano dell’Umbria ai danni di un’anziana che non cade nel raggiro;
truffa a Barletta con la consegna di denaro, gioielli, carta bancomat e successivo prelievo di contanti;
truffa a Boretto (Reggio Emilia), dove oltre ai 1.400 euro e alla fede nuziale sarebbe stato commesso anche un furto di ulteriori preziosi all’interno dell’abitazione;
truffa a Cusano Mutri con la consegna di numerosi monili d’oro;
tentativi di truffa in Abruzzo, Basilicata e Calabria, sventati dall’intervento di parenti o dalla prontezza delle vittime;
truffa a Oria, nel Brindisino, ai danni di una donna di 96 anni, che sarebbe stata intimidita con la minaccia di essere ammanettata;
truffa a Manciano, in provincia di Grosseto, con l’asportazione di oltre cinquanta gioielli e denaro;
il colpo più consistente contestato sarebbe stato quello consumato il 19 giugno 2025 a Barletta, dove una donna avrebbe consegnato oltre 100 mila euro in contanti e preziosi, per un valore complessivo stimato in circa 130 mila euro.
L’indagine
L’inchiesta rappresenta uno sviluppo di precedenti accertamenti avviati dopo un tentativo di truffa scoperto a Matera nel settembre 2024. Le indagini avrebbero consentito di individuare il centro operativo dell’organizzazione tra Pomigliano d’Arco e, successivamente, Volla, nel territorio di competenza del Tribunale di Nola.
Per il Gip la serialità dei reati, la capacità organizzativa del gruppo e la particolare vulnerabilità delle vittime dimostrano un’elevata pericolosità sociale degli indagati, elementi che hanno portato alla scelta della misura più afflittiva della custodia cautelare in carcere.
Gli arrestati
Il Gip del Tribunale di Nola ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di:
- Salvatore Giordano, 21 anni, di Casalnuovo di Napoli, ritenuto il promotore e organizzatore dell’associazione;
- Giuseppe Russo, 26 anni, residente a Villa Literno (Caserta), indicato come “trasfertista”;
- Gianluca Sasso, 20 anni, di Cercola (Napoli), ritenuto uno degli esecutori incaricati del ritiro di denaro e preziosi;
- Giuseppe Patierno, 61 anni, di Acerra (Napoli), accusato di svolgere il ruolo di “trasfertista”;
- Zelko Savic, 34 anni, nato in Bosnia-Erzegovina e domiciliato a Pomigliano d’Arco, indicato tra gli esecutori materiali delle truffe;
- Pasquale Panico, 20 anni, di Castello di Cisterna (Napoli), ritenuto parte del gruppo operativo incaricato del recupero del bottino.
Approfondimento
Giovani, spietati e organizzati: la nuova generazione di truffatori napoletani colpisce
gli anziani in tutta Italia.
Dietro il volto dei baby criminali c’è un’organizzazione che funziona come una vera e
propria squadra, guidata da un 22enne e un minorenne, pronti a sfruttare ogni occasione
per ingannare e arricchirsi.
Non è solo cronaca, è un allarme sociale che riguarda tutti noi.






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