IL BLITZ

Pianura, smantellata la piazza di spaccio del «Visionario»: 10 arresti

Operazione tra Napoli, Foggia e Parma: 10 misure cautelari. L'ombra della camorra dietro la gestione del fortino a Pianura, l'uso di minori davanti ai licei e il pestaggio brutale di un politico locale.
Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

Napoli – Un fortino blindato per la vendita al dettaglio, una rete di corrieri pronti a consegnare dosi a domicilio come se fosse cibo d’asporto, e le vedette schierate davanti ai cancelli delle scuole. C’è questo e molto altro dietro l’operazione dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Napoli Bagnoli che, all’alba di oggi, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.

Aggiungi Cronache della Campania come Fonte preferita su Google

Il bilancio è di dieci indagati: otto finiti dietro le sbarre e due colpiti dal divieto di dimora nella provincia partenopea. I provvedimenti hanno toccato soggetti domiciliati non solo a Napoli, ma anche nelle province di Padova e Parma, a dimostrazione di una rete capace di allungare i propri tentacoli ben oltre i confini regionali.

Le accuse contestate a vario titolo sono pesantissime: associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti – aggravata dall’impiego di minorenni e dall’attività consumata nei pressi di istituti scolastici –, violenza privata e lesioni personali aggravate dal metodo mafioso.

La centrale dello spaccio all’ombra delle aule

Tutto parte nell’estate del 2024. Le prime segnalazioni descrivono un viavai sospetto e frenetico di giovani e giovanissimi a pochi metri da due scuole del quartiere Pianura. Le indagini, coordinate dalla DDA e condotte sul campo dai militari dell’Arma tra agosto 2024 e gennaio 2025, squarciano il velo sulla storica piazza di spaccio comunemente denominata “del Visionario”.

Una macchina da soldi strutturata militarmente, che non conosceva soste. Turni di lavoro h24, sette giorni su sette, per garantire un flusso continuo di cocaina, crack, hashish e marijuana. A gestire l’organizzazione, secondo gli inquirenti, erano due soggetti. Uno di loro, però, non risponderà di queste accuse: è stato crivellato di colpi il 2 marzo 2025 in un agguato di chiaro stampo camorristico nel vicino quartiere di Fuorigrotta, a conferma del clima di estrema tensione e violenza che ruota attorno al controllo del territorio.

Il bunker tecnologico e i corrieri “home delivery”

La piazza del “Visionario” si muoveva su un doppio binario commerciale. Da un lato, lo smercio al dettaglio protetto dalle mura di un vero e proprio bunker tecnologico, dotato di sistemi di sicurezza all’avanguardia per intercettare l’arrivo delle forze dell’ordine e blindare l’accesso ai non addetti ai lavori. Dall’altro, un moderno servizio di “home delivery”: una flotta di corrieri dedicati alle consegne rapide a domicilio, capaci di spingersi fino ai comuni limitrofi pur di soddisfare le richieste dei clienti.

In questo ingranaggio criminale, i minori non erano semplici spettatori, ma ingranaggi attivi. Venivano impiegati stabilmente nei turni di spaccio, sfruttando la loro età sia come scudo contro i controlli, sia per mimetizzarsi meglio tra gli studenti all’uscita da scuola.

La violenza della strada: il pestaggio del politico

L’egemonia del gruppo sul territorio non tollerava interferenze, nemmeno quelle fortuite. Tra le pieghe dell’indagine, i Carabinieri sono riusciti a ricostruire i dettagli di una brutale aggressione avvenuta il 22 ottobre 2024. Un esponente politico locale, colpevole solo di aver protestato per motivi legati alla viabilità stradale in quella zona, è stato aggredito con ferocia dai sodali del clan.

Trenta giorni di prognosi per le lesioni riportate e un “invito” perentorio e violento ad allontanarsi immediatamente dall’area che ospitava la centrale dello spaccio. Un episodio che per gli inquirenti fotografa perfettamente il controllo quasi militare del quartiere e l’applicazione sistematica del metodo mafioso per imporre la legge del silenzio.
Si precisa che il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta in sede di indagini preliminari, contro cui sono ammessi mezzi di impugnazione. Tutti i destinatari della stessa sono da ritenersi presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA


Primo piano