IL BLITZ-I NOMI

Camorra, la rissa al Maximall tra i Gionta e il Quarto Sistema: 9 misure cautelari

Ricercato Valentino Gionta junior. L'inchiesta della Squadra Mobile svela la guerra fredda (e armata) tra i Gionta storici e il IV Sistema del rione Penniniello. Contestati i reati di tentata supremazia territoriale, armi e metodo mafioso.
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Camorra La Rissa Al Maximall Tra I Gionta E Il Quarto Sistema 9 Misure Cautelari 2026 10 05
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Torre del Greco – È bastato un regolamento di conti tra i corridoi affollati del centro commerciale per riaccendere la miccia della polveriera vesuviana. Un episodio che, sulle prime, poteva sembrare la follia di una baby gang o una baruffa tra balordi, e che invece la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha inchiodato al suo reale peso criminale: il primo atto di una faida sanguinosa per il controllo del territorio.

Al centro della lente d’ingrandimento c’è la maxi rissa scoppiata nel corso del 2025 all’interno del Maximall Pompeii (territorio di Torre Annunziata). Quel giorno, tra la folla di clienti e vetrine, si è consumata una prova di forza tra i fedelissimi dello storico clan Gionta e le nuove leve del IV Sistema, il gruppo emergente radicato nel rione Penniniello. Un affronto in piena regola che non poteva restare senza risposte.

La spirale delle ritorsioni e l’ombra del metodo mafioso

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile di Napoli e del commissariato di polizia di Torre Annunziata, la zuffa al centro commerciale è stata solo il detonatore. A quell’episodio sono seguite settimane di tensione altissima, fatte di spedizioni punitive, intimidazioni a colpi di pistola, rapine e violenze private messe in atto per marcare il territorio e ribadire chi comanda nei quartieri.

Le indagini hanno permesso di delineare un quadro cupo, in cui la forza di intimidazione del vincolo associativo ha trasformato la strada in un vero e proprio fronte di guerra. Il Gip del Tribunale di Napoli, accogliendo in toto l’impianto accusatorio della DDA, ha firmato un’ordinanza di custodia cautelare che ha raggiunto complessivamente nove persone: sette sono state tradotte direttamente in carcere, mentre per le restanti due sono scattati gli arresti domiciliari.

Un’escalation di piombo: i reati contestati

Il blitz eseguito all’alba dalle forze dell’ordine cristallizza un ventaglio di accuse pesissime. Per gli indagati i reati contestati a vario titolo vanno dalla rissa aggravata alla rapina, passando per la violenza privata e la pubblica intimidazione con l’uso di armi. Non mancano, inoltre, i capi d’accusa legati alla detenzione e al porto illegale di armi da sparo.

Ricercato Valentino  Gionta junior

Figura anche Valentino Gionta, rampollo dell’omonimo clan, tra i destinatari delle misure cautelari emesse dal gip di Napoli, Marco Discepolo, su richiesta della Dda. Al momento Valentino Gionta jr è ricercato. L’arresto in carcere è stato emesso  per Jonathan Falanga, 23 anni; Salvatore Iovene, 23 anni; Salvatore Malvone, 38 anni; Vincenzo Di Salvatore, 35 anni; Vincenzo Della Ragione, 33 anni; Luigi Sperandeo, 34 anni; Valentino Gionta, 35 anni. Domiciliari invece per Ernesto Gionta, 22 anni (anche lui appartenente all’omonima famiglia criminale) e Marco Scognamiglio, 25 anni.

Tutti reati che, nel corso dell’intera indagine condotta sul 2025, sono stati aggravati dall’articolo 416-bis.1, ovvero dall’aver agito avvalendosi delle condizioni mafiose e al fine di agevolare i rispettivi sodalizi criminali. Con questo blitz, inquirenti e investigatori provano a decapitare la catena di comando e a bloccare sul nascere un’escalation armata che rischiava di insanguinare nuovamente le strade di Torre Annunziata.

Articolo modificato il 05/10/2026 alle 13:57 per revisione testo.
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