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Napoli, torna a casa il boss delle Case Nuove: ai domiciliari Antonio Cuomo

Dalla faida di camorra alle Case Nuove all'annullamento in Cassazione: il boss lascia il carcere e va ai domiciliari dopo 11 anni di reclusione
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Napoli Torna A Casa Il Boss Delle Case Nuove Ai Domiciliari Antonio Cuomo 2026 10 19
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Napoli – Un nuovo capitolo si apre nella complessa mappa criminale del centro di Napoli. Antonio Cuomo, considerato dagli inquirenti ed elementi d’investigazione un esponente di primissimo piano della camorra cittadina — con un ruolo d’assoluto rilievo nella gestione degli affari illeciti nella zona delle “Case Nuove”, a ridosso di piazza Mercato — ha lasciato il carcere per passare al regime della detenzione domiciliare.

Una decisione giunta a seguito della recente pronuncia della Corte di Cassazione, che ha accolto il ricorso presentato dalla difesa del boss, rappresentata dall’avvocato Antonio Iorio del Foro di Torre Annunziata.

La faida di piazza Mercato e l’agguato

Per ricostruire la vicenda di Antonio Cuomo bisogna fare un passo indietro alle sanguinose dinamiche che hanno caratterizzato la mappa criminale della zona compresa tra le Case Nuove e la Stazione Centrale. Erano gli anni delle forti tensioni tra fazioni opposte per il controllo delle piazze di spaccio, delle estorsioni e del racket.

In quel contesto maturò il grave fatto di sangue che ha visto Cuomo al centro delle indagini: il tentato omicidio di Giuseppe Vatiero, soprannominato “Peppe Basetta”, figura di spicco e referente del rivale clan Cardarelli. Un agguato a colpi d’arma da fuoco, orchestrato — secondo l’impostazione accusatoria — nell’ambito di una vera e propria guerra di posizione per l’egemonia territoriale.

La latitanza, le armi e le manette

Dopo il sanguinoso agguato, per Cuomo si aprì una fase di irreperibilità. La caccia all’uomo condotta dalle forze dell’ordine e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia si concluse con il suo arresto  al termine di una mirata attività investigativa.

Al momento della cattura e nelle successive contestazioni, gli inquirenti riscontrarono a suo carico non solo l’imputazione per il tentativo di eliminare il rivale Vatiero, ma anche pesantezze probatorie legate alla detenzione illegale di armi da fuoco, al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti e al possesso di documenti d’identità falsi, appositamente confezionati ed utilizzati per coprire e prolungare la sua latitanza.

Il percorso processuale e le condanne

Il quadro giudiziario nei confronti del ras delle Case Nuove pareva solidissimo e segnato da una pesante permanenza dietro le sbarre. In sede di giudizio di merito, le accuse ressero in pieno: Cuomo venne condannato a 20 anni di reclusione per il tentato omicidio di Giuseppe Vatiero, a cui si aggiunsero ulteriori 6 anni di reclusione per il pacchetto di reati connessi alla latitanza (armi, droga e falsificazione di documenti).

Una stangata complessiva di oltre un quarto di secolo che avrebbe dovuto mantenerlo recluso per un periodo lunghissimo.

La svolta in Cassazione e i domiciliari

La svolta determinante si è consumata nell’ultimo grado di giudizio di fronte agli ermellini di Piazza Cavour. Accogliendo le argomentazioni sollevate dal penalista Antonio Iorio, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d’appello limitatamente all’accusa di tentato omicidio nei confronti di Vatiero, disponendo un ricalcolo ed ottenendo un consistente sconto di pena per l’imputato.

Avendo già scontato circa 11 anni di reclusione effettiva, la posizione detentiva di Cuomo si è notevolmente alleggerita. Nonostante il parere decisamente contrario espresso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli — che ha evidenziato il profilo di elevata pericolosità sociale e la radicata caratura criminale del soggetto — l’Autorità Giudiziaria ha disposto la concessione del beneficio dei fermi domiciliari. Cuomo ha così potuto varcare la porta del carcere per fare rientro al proprio domicilio.

Articolo modificato il 19/10/2026 alle 16:25 per revisione testo.
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