
Napoli – Sono 12 metri quelli che separano il caveau della Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro da dove sono entrati e scappati i banditi alla botola del collettore da dove sono entrati i rapinatori.
Il “Cavallo di Troia” nel sottosuolo
Un tunnel ex novo scavato e puntellato per evitare che crollasse lungo il passaggio era il cavallo di troia dei rapinatori. La ricostruzione video fatta dal geologo del comune Gianluca Manin mostra come i rapinatori che hanno messo a segno la rapina giovedì scorso siano entrati e usciti dal caveau ‘indisturbati’.
Probabilmente gli uomini nascosti sotto terra hanno atteso il via libera dei tre rapinatori che alle 12 di giovedì sono entrati, fingendosi corrieri, nella filiale di piazza Medaglie D’Oro. Hanno sfondato l’ultimo sottile strato di pavimento lasciato integro per non destare sospetti e sono arrivati direttamente nella stanza blindata delle cassette di sicurezza.
Ingegneria del crimine tra fogne e planimetrie
Dalla ricostruzione fatta da manin, il tunnel di 12 metri è scavato tutto sotto la stanza blindata. Ciò significa che la banda conosceva la planimetri del palazzo, ma anche il sistema fognario circostante. Sono andati a colpo sicuro. Sono entrati dalle fogne del collettore, hanno sfondato una piccola parete e poi hanno cominciato a scavare. Fino ad arrivare all’interno della banca.
Solo degli esperti possono aver scavato, probabilmente per giorni, e puntellato il cunicolo come nelle miniere per impedire che il tufo e la terra ostruissero il passaggio prima che venisse utilizzato per la rapina di giovedì.
I nuovi elementi che sono emersi dalle indagini, anche grazie ai sopralluoghi dei geologi del comune, raccontano sempre più di una rapina ideata non solo da professionisti del crimine ma anche da esperti ingegneri e geologi. Non è una banda di sprovveduti quella che è entrata nella filiale della Crédit Agricole. Sono ‘professionisti’ del buco.






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